Abbreviare i processi, la priorità

Abbreviare i processi, la priorità

 

Nel 2010 la priorità alla riduzione dei tempi di definizione dei processi. Sia nel settore civile che in quello penale i tempi sono “intollerabilmente” lunghi.
Per ridurre il sovraffollamento delle carceri, via libera all’ampliamento gli istituti esistenti e alla realizzazione di nuovi istituti penitenziari, gestendo “al meglio” forme di misure alternative alla detenzione, mediante sistemi di controllo a distanza dei soggetti agli arresti o in detenzione domiciliare.
Inoltre, sarà attivato l’istituto della mediazione, quale nuova forma di risoluzione alternativa delle controversie e il sistema unico delle intercettazioni, destinato ad abbattere i costi di questa voce di spesa rilevante nel bilancio dell’amministrazione giudiziaria.
E’ quanto mette nero su bianco il ministro della giustizia, Angelino Alfano nella stesura dell’atto di indirizzo per l’anno 2009 che fa da linea guida per l’azione amministrativa di tutti gli uffici giudiziari. Un documento, il primo del mandato del ministro siciliano, nel quale si ammette che in via primaria si dovrà intervenire sulla riduzione dei tempi di definizione dei processi civili e penali, oggi “intollerabilmente lunghi”. Una misura efficace potrebbe essere quella della mediazione. Così come avviene nel procedimento tributario, in cui già da anni sono in vigore misure deflattive del contenzioso (si veda l’accertamento con adesione o la conciliazione giudiziale), Alfano afferma che l’avvio di questa nuova forma di risoluzione alternativa delle controversie, “potrebbe consentire una reale deflazione del carico giudiziario”. Un risultato che, senza mezzi termini, si raggiunge soprattutto con la valorizzazione delle professionalità esistenti all’interno dell’amministrazione giudiziaria (per questo Alfano è favorevole alla formazione, riqualificazione e motivazione del personale giudiziario), ma che mal di concilia con la diminuzione delle risorse finanziarie disponibili. Tagli che, comunque, colpiscono tutti i settori della spesa pubblica. Pertanto il ministro Alfano non fa mistero che si rende necessaria “un’attenta politica di riduzione dei costi”, che dovrà essere realizzata attraverso l’abbattimento delle spese superflue, soprattutto con l’attuazione del “Sistema unico delle intercettazioni che, per il ministro, è destinato ad abbattere i costi della giustizia, è la più rilevante.
Infine, il ministro definisce “essenziali” gli interventi che consentiranno di ridurre il sovraffollamento degli istituti penitenziari e di rendere “più umane”le condizioni di detenzione. Saranno attivate strategie di intervento su più fronti. Un primo obiettivo sarà quello che vede l’aumento dei posti disponibili mediante ampliamento delle strutture esistenti e la realizzazione di nuovi istituti penitenziari.
Di pari passo, si procederà “alla migliore gestione” delle misure alternative alla detenzione carceraria, anche mediante la concreta messa in opera di moderni sistemi di controllo a distanza dei soggetti agli arresti o in detenzione domiciliare.
Questi i punti salienti della direttiva 2009 del titolare di Via Arenula. Messi nero su bianco in dieci priorità.
Tra queste, la  priorità delle infrastrutture che, alle indicazioni fornite in precedenza, prevede anche la riduzione degli stabili in affitto e la priorità della tutela dei diritti dei minori, che dovrà realizzarsi ponendo in essere “tutte le attività volte ad arginare ed affrontare le situazioni di devianze minorile, rafforzando la tutela dei diritti e dei doveri dei minori stessi”.
Infine, gli uffici dovranno offrire ogni possibile contributo operativo e professionale per il rafforzamento e l’ampliamento della cooperazione e dello scambio reciproco di informazioni per prevenire e contrastare il terrorismo  internazionale e le altre attività  criminali transnazionali.