La dolce tortura.

La dolce tortura.

CRIMINOLOGIA.IT, RIVISTA INTERNET DI TEORIA E SCIENZE CRIMINA
La dolce tortura
di avv. Francesco Miraglia
Quanti cittadini sono tenuti in carcere non per esigenze processuali, ma
con l’obiettivo di portarli a confessare e a collaborare. E quella che gli
addetti ai lavori, i giuristi, chiamano la “dolce tortura”.
Sarebbe di giustizia limitare i danni determinati dagli eccessi di custodia
cautelare si potrebbe optare di affidare a un Tribunale, la competenza di
emettere i provvedimenti di carcerazione preventiva dopo che vi sia stato
un autentico contraddittorio tra le parti, di prevedere una “seria”
responsabilità civile e penale del giudice e un indennizzo per ingiusta
detenzione che non sia come oggi limitato nei casi e nella quantità.
Penso che di fronte ad un problema di questo genere ci dovrebbe essere
una piena condivisione politica, un intento comune a rivedere il sistema
delle garanzie processuali e a ragione intorno alla difesa pubblica che
affianchi quella privata, come accade nei paesi latino- americani.
Nel suddetto incontro si è sollevato anche il problema della recidiva, dopo
l’approvazione della legge ex-Cirelli, sulla recidiva, il sistema penale pare
oramai definitivamente improntato a giudicare la storia socio-penale degli
imputati, piuttosto che i singoli e concreti fatti da loro compiuti.
Secondo un’indagine dell’amministrazione penitenziaria coloro i quali
hanno ottenuto una misura alternativa, esaminando un arco di tempo
quinquennale, solo nel 19% dei casi incorrerebbero in una recidiva. Le
posizioni esaminate nel corso della ricerca sono state 8.817. sono risultati
recidivi 1.677 soggetti, pari appunto al 19% del campione. Una
percentuale che sale sino al 67% nei casi di coloro che hanno espiato
l’intera pena in carcere. La percentuale di recidivi è superiore alla media
negli affidamenti in casi particolari, cioè per gli alcol-dipendenti e i
tossicodipendenti. Ciò si verifica soprattutto quando la misura viene
concessa dopo la reclusione. Nella classe d’età 26/40 anni l’incidenza
della recidiva è maggiore di quella rilevata sull’intero campione. La
recidiva, inoltre, ha avuto un’incidenza decisamente inferiore per le
donne (12,6% dei casi).
Infine, risulta di particolare interesse, sempre riferito alla recidiva è il
numero di mesi che intercorrono tra la fine della misura e la data di
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http://www.criminologia.it/GIORNALISMO_INVESTIGATIVO/la_dolce_tortura.htm 15/11/2009
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