“Ma il problema sono io?!” – Una giornata che ha scosso cuori e coscienze a Lugo di Vicenza

“Ma il problema sono io?!” – Una giornata che ha scosso cuori e coscienze a Lugo di Vicenza

Lugo di Vicenza, 10 settembre 2025 – Nella splendida cornice di Villa Piovene Porto Godi si è svolta una giornata intensa di riflessione e partecipazione in occasione della presentazione del volume “Ma il problema sono io?! – La vittimizzazione secondaria ad opera del sistema giudiziario: violenza domestica e allontanamento dei figli dalle madri” (Armando Editore), scritto dall’avvocato Francesco Miraglia insieme a Daniela Vita. Fin dal mattino la villa ha accolto un pubblico numeroso, composto da cittadini, operatori, rappresentanti istituzionali e del mondo associativo, che hanno seguito con emozione e attenzione le parole dell’autore. L’evento, promosso da Antiviolenza360, SATOR GROUPE e ANILDD, non è stato soltanto la presentazione di un libro, ma un vero e proprio momento di incontro e condivisione, in cui storie, voci e sguardi si sono intrecciati dando vita a una comunità viva e partecipe.

Nel suo intervento Francesco Miraglia ha toccato corde profonde, ricordando come la violenza di genere non possa essere ridotta a un fatto privato, ma rappresenti una ferita sociale e culturale che affonda le radici in secoli di patriarcato. «Non è il gesto isolato di un singolo uomo, ma il prodotto di un sistema che considera ancora la donna un essere subordinato» ha affermato con forza, raccogliendo la partecipazione commossa della platea. Le sue parole hanno portato al centro dell’attenzione il dramma della vittimizzazione secondaria: donne che, dopo aver trovato il coraggio di denunciare, vengono additate come “conflittuali” o “manipolatrici”, fino ad arrivare a essere private dei loro figli. Una realtà paradossale e crudele che dà voce all’amara domanda che dà il titolo al libro: “Ma il problema sono io?!”.

Il richiamo alle recenti novità legislative, dal Codice Rosso alla legge Roccella fino al nuovo art. 577-bis c.p. che introduce il reato autonomo di femminicidio, è stato accompagnato da un’analisi lucida ma appassionata: conquiste importanti sulla carta, ma ancora troppo deboli nella loro concreta applicazione. «Una legge sulla carta non salva nessuna vita. I tre giorni del Codice Rosso, in troppi tribunali, diventano dieci, venti, trenta. Nei procedimenti civili, chi denuncia violenza continua a rischiare di perdere i figli. È qui che il sistema fallisce, ed è qui che nasce la vittimizzazione secondaria» ha denunciato Miraglia, provocando un silenzio denso e carico di consapevolezza tra i presenti.

La giornata si è chiusa con un appello vibrante, che ha coinvolto tutti i presenti in un’unica responsabilità condivisa: «Il problema non sono le vittime, ma un sistema che ancora oggi non sa riconoscere e tutelare fino in fondo la dignità delle donne e dei bambini. È nostra responsabilità cambiare questa storia. La vera domanda non è più Ma il problema sono io?!, ma Che cosa possiamo fare tutti noi, insieme, per spezzare questa catena?».

Accanto all’autore, hanno dato il loro contributo figure istituzionali e associative come Lisa Nicoletti, Sabina Cannizzaro, Milena Cecchetto ed Erik Pretto, che con i loro interventi hanno arricchito un dialogo corale, reso ancora più intenso dai momenti culturali e comunitari che hanno scandito la giornata. Il clima che si è respirato a Lugo di Vicenza è stato quello di un impegno collettivo, sincero e partecipato: la dimostrazione che la lotta alla violenza di genere non appartiene solo alle aule di giustizia, ma riguarda tutti noi, come cittadini e come comunità.

L’appuntamento a Villa Piovene Porto Godi ha confermato la forza e l’impatto del libro di Miraglia e Vita, già accolto con attenzione in tutta Italia. Non un semplice volume giuridico, ma una testimonianza viva, capace di trasformare il dolore in consapevolezza, la denuncia in azione, il silenzio in voce. Una giornata che non è stata soltanto un evento culturale, ma un vero momento di risveglio collettivo, che ha scosso cuori e coscienze lasciando una traccia profonda.