“Non le avevano detto che la bisnonna era morta”: dopo mesi di accuse e relazioni contestate, il Tribunale revoca la casa famiglia
(La Spezia 13 maggio 2026) Solo pochi giorni fa avevamo raccontato la vicenda della bambina di tre anni collocata sin dalla nascita in comunità insieme alla madre e della denuncia presentata dalla famiglia contro operatori, assistenti sociali e psicologi della struttura.
Secondo quanto denunciato dai familiari e dalla difesa, le relazioni trasmesse al Tribunale avrebbero rappresentato in modo parziale e distorto gli incontri tra la bambina, i genitori e i nonni, omettendo invece numerosi elementi positivi emersi durante gli incontri protetti.
Tra gli aspetti che avevano maggiormente colpito l’opinione pubblica vi era il fatto che i servizi sociali avessero valorizzato negativamente persino la scelta della famiglia di non comunicare immediatamente alla bambina di tre anni la morte della bisnonna, spiegandole inizialmente che fosse “in vacanza”.
Ulteriore elemento contestato era stato anche il fatto che la minore avesse trascorso alcune ore con l’altra bisnonna durante le festività pasquali senza preventiva autorizzazione del servizio.
La famiglia aveva quindi presentato denuncia-querela alla Procura della Repubblica della Spezia ipotizzando gravi irregolarità nella gestione della vicenda, contestando inoltre il contenuto delle relazioni sociali e le modalità operative della comunità.
Oggi è arrivato il decreto del Tribunale per i Minorenni di Genova.
Il Tribunale ha disposto la revoca del collocamento in casa famiglia della madre e della bambina, autorizzandone il rientro presso la propria abitazione.
Una decisione che rappresenta un passaggio fondamentale in una vicenda che riapre ancora una volta il tema del controllo sulle relazioni dei servizi sociali e del peso enorme che determinate valutazioni possono avere sulla vita concreta dei bambini e delle famiglie.
Avv. Francesco Miraglia

