Fallimento dei servizi: il Tribunale restituisce figlia e dignità
Avv. Miraglia: “Lo Stato ha sbagliato. Ora risponda del danno provocato”
Ancona, 22 maggio 2025 –
È servita una battaglia legale per ribaltare l’ennesimo caso di malagestione minorile. Una madre, privata della figlia e accusata ingiustamente, torna oggi ad abbracciarla. Il Tribunale per i Minorenni delle Marche ha sospeso il collocamento in comunità terapeutica disposto nei mesi scorsi e ha ordinato il rientro immediato della ragazza nella casa familiare.
Ma c’è di più: il Giudice ha anche reintegrato la madre nella responsabilità genitoriale, ammettendo di fatto che la fiducia sottratta le era stata tolta sulla base di valutazioni errate.
Servizi impreparati. Comunità inadatta. Famiglia ignorata.
Le istituzioni che dovevano proteggere hanno generato sofferenza. La struttura che ospitava la minore si è rifiutata di proseguire l’accoglienza, segnalando una situazione ingestibile. I servizi sociali, nel frattempo, hanno dimostrato una gestione fallimentare, incapace di costruire un vero percorso educativo e di sostegno.
A cambiare le sorti del caso è stato l’Avvocato Miraglia, che ha assunto la difesa della madre e denunciato pubblicamente gli abusi istituzionali:
“Abbiamo difeso non solo una madre, ma un principio: lo Stato non può devastare famiglie con provvedimenti improvvisati. Ora che il Tribunale ci ha dato ragione, pretendiamo risposte. Non basta restituire una figlia: servono verità, responsabilità e risarcimenti. Perché la sofferenza non si cancella con una firma.”
Ma la vera domanda è un’altra: chi pagherà per i danni causati? Chi restituirà a questa giovane e a sua madre mesi di angoscia, solitudine e ingiustizia?
Oggi si celebra una vittoria. Ma la battaglia per la dignità delle famiglie e contro gli abusi istituzionali è appena cominciata.
