Angeli e demoni Tag

  • Sort Blog:
  • All
  • Articoli Recenti
  • Avv. Francesco Miraglia Disturbi Comportamento e DSA Strambino (TO) 27 Ottobre 2012
  • Comunicati stampa
  • Evidenza
  • In Evidenza
  • L'inchiesta
  • L'indiscreto
  • La giustizia e la mala giustizia
  • La Vetrina
  • Le vostre storie
  • Minori
  • Primo Piano
  • Principale home
  • Psichiatria
  • Scelta di campo
  • Sentenze
  • Senza categoria

Svolta nel caso Camparini

La Corte di appello di Bologna le ha nominato un curatore speciale. La ragazzina, ormai quindicenne, potrebbe finalmente conoscere la verità sulla sua adozione.

REGGIO EMILIA (13 Agosto 2020). C’è una svolta positiva nella vicenda di Anna Giulia Camparini, la ragazzina, ormai quindicenne, che da quando aveva due anni è stata strappata ai suoi genitori ed è stata adottata da una nuova famiglia a causa di un’orchestrazione quasi diabolica: la Corte di appello di Bologna con provvedimento del 11 agosto le ha nominato un curatore speciale nella causa avviata dai suoi genitori naturali, che hanno chiesto la revocazione della sentenza di adottabilità.
Di conseguenza è stata revocato l’incarico della Tutrice che per tutta la fase processuale di adottabilità ha sostenuto con forza che i genitori di Anna Giulia erano inadeguati e non meritevoli di accudire la figlia.
Già l’anno scorso tra le diciotto persone raggiunte da misure cautelari emesse all’interno dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, vi è anche l’assistente sociale che per prima redasse la relazione che causò l’allontanamento di Anna Giulia Camparini, la bimba strappata ai genitori  e data in adozione a un’altra famiglia. Fa parte anche lei delle persone indagate tra quelle che compongono la rete di servizi sociali della Val D’Enza, accusate di false relazioni per allontanare i bambini e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.
Ancora più incredibile, alla faccia di tutte le norme in materia i genitori adottanti, conoscono perfettamente le carte dei procedimenti, il passato di Anna Giulia e addirittura vita morte e miracoli dei genitori.
Come è stato possibile?
O ciò è frutto di una coincidenza o questa vicenda merita un’inchiesta del CSM visto che tutti i fascicoli di adozione sono segretati.
Qualcuno ha avuto interesse ad informare gli adottanti di Anna giulia?
E perché?
Ci saremmo aspettati un intervento del Presidente del Tribunale per i Minorenni visto che dal sottoscritto è stato prontamente informato di questa anomalia.
La Corte d’Appello di Bologna in seguito al ricorso di revocazione ha disposto la revoca della tutrice rivela l’avvocato Francesco Miraglia, legale dei coniugi Camparini, «nominando un curatore speciale, una figura “terza” che faccia finalmente i suoi interessi. i genitori adottivi sono parte in causa e in pieno conflitto di interesse. Per dare voce ad Anna Giulia ci vuole quindi una persona diversa, al di fuori di tutta questa intricata e drammatica vicenda. Qualcuno che faccia davvero gli interessi di Anna Giulia e che, forse, dovendo parlare con lei per rappresentarla, le racconterà tutto quello che è successo, tutta la verità, cosa hanno fatto i suoi genitori per lei, che non hanno mai smesso di lottare per riaverla con sé. Non sappiamo cosa le sia stato raccontato finora, ma ci auguriamo che sappia finalmente la verità».
La prossima udienza è stata fissata per il 9 ottobre

Coppia finita tra le maglie del sistema "Bibbiano"

Il giudice ha ravvisato la necessità di una valutazione attenta dei genitori e del contesto familiare, mettendo quindi in discussione la relazione degli assistenti sociali, arrestati nell’operazione “Angeli e demoni”

Avvocato Miraglia: «Si apre la speranza per tutti gli altri casi riconducibili alla medesima inchiesta di Bibbiano»
BIBBIANO (14 Marzo 2020). Vittime del presunto “sistema Bibbiano”, una coppia di giovani genitori sta lottando per riavere con sé la propria bambina: era stata loro strappata e dichiarata adottabile sulla base dalla relazione presentata dall’assistente sociale Francesco Monopoli e dalla dirigente dei Servizi sociali dell’Unione val d’Enza, Federica Anghinolfi, agli arresti domiciliari perché coinvolti e ritenuti, anzi, figure chiave nell’inchiesta denominata “Angeli e Demoni” avviata dalla procura della Repubblica al Tribunale di Reggio Emilia sui presunti affidi illeciti. La coppia si era rivolta all’avvocato Francesco Miraglia, che aveva presentato istanza alla Corte d’Appello di Bologna.
«La Corte ha accolto le nostre istanze» dichiara l’avvocato Miraglia, «ordinando una Consulenza tecnica d’Ufficio che valuti la coppia, le personalità e capacità genitoriali di entrambi e se il contesto familiare sia potenzialmente idoneo ad accogliere la bambina».
La giovane coppia aveva avuto in passato problemi di tossicodipendenza, ma al momento della nascita della loro figlioletta, nel 2016, aveva cambiato vita: la mamma aveva seguito un percorso psicologico e sociale, il padre, totalmente disintossicato da anni, lavora stabilmente. Attorno alla coppia c’è una solida rete familiare: invece la piccola è stata loro strappata e dichiarata adottabile. All’udienza lo scorso 27 febbraio l’avvocato che rappresentava il tutore, e quindi il Comune di Bibbiano, ha rivelato come la decisione sia stata motivata dal fatto che la bimba fosse nata con dei seri problemi di salute, che i genitori non sarebbero stati in grado di affrontare.
«Questo significa che a tutte le coppie cui nasce un figlio con dei problemi di salute, debba venire loro tolto?» prosegue l’avvocato Miraglia. «Ma che nuovo principio si vuole affermare? Finalmente, invece, questa decisione della Corte d’Appello apre uno spiraglio di luce e riaccende la speranza per le tante famiglie incappate in questi Servizi sociali. Non so se esiste un “sistema Bibbiano”, però sicuramente questo è un caso che rappresenta bene il disegno criminale che è stato posto all’attenzione della Procura di Reggio Emilia».
 

Spunta un altro caso a Bibbiano riconducibile all’inchiesta Angeli e Demoni

»
Bimba sottratta ai genitori, nessuno sa dove sia,  Ad occuparsi del suo caso è stata l’assistente sociale che ha ammesso: “Falsificavo le relazioni”

REGGIO EMILIA (30 Luglio 2019).  Emerge un nuovo caso nell’orrore del sistema in atto da anni al Servizio sociale Val d’Enza del Comune di Bibbiano, scoperchiato dall’inchiesta giudiziaria “Angeli e demoni”. Una famiglia sta vivendo un incubo: dopo anni di relazioni positive, improvvisamente queste cambiano, diventano pesantissime, accusano il padre di abusi.  La bimba sparisce chissà dove. «Ad occuparsi del suo caso è stata, guarda caso, l’assistente sociale indagata nell’inchiesta “Angeli e demoni”» rivela l’avvocato Francesco Miraglia, «la stessa che davanti al giudice per le indagini preliminari ha ammesso che avrebbe falsificato le relazioni, sottoposta a forte pressione da parte dei suoi superiori. Perché non dovrebbe essere così anche per la famiglia che assisto, vista l’incomprensibile assurdità della vicenda?».
In provincia di Reggio Emilia una coppia ha una bimba, il padre lavora, la madre però è fragile e non sa occuparsi con maturità della piccola. Pertanto la bimba vive dapprima in comunità con la mamma, poi viene affidata agli zii e continua a vedere i genitori, che nel frattempo seguono un ottimo percorso di sostegno, tanto che la psicologa e l’assistente sociale che li supportano da anni, restituiscono loro la figlia. Inspiegabilmente, dopo un paio di anni, però, la stessa assistente sociale denuncia al Tribunale dei minorenni che la bambina avrebbe riferito che il padre l’avrebbe toccata. Senza prove, senza riscontri portano via la piccola da casa. Non l’hanno nemmeno riaffidata, come in precedenza, agli zii. Portata via e sistemata in un luogo sconosciuto. Sono anni che la sua famiglia non ha più notizie di lei. «E’ chiaro che anche questo caso sia stato montato ad arte per gli scopi di cui sono indagati vari professionisti nella recente inchiesta, tra cui proprio l’assistente sociale» prosegue l’avvocato Miraglia. «Chiediamo pertanto che la ragazzina torni a casa e, nel frattempo, abbiamo sporto denuncia contro la psicologa e la suddetta assistente sociale, per abuso d’ufficio, falso ideologico, maltrattamento, lesioni personali e, il più grave di tutti, la sottrazione di persona incapace».

Altro clamoroso caso riconducibile all’inchiesta "Angeli e Demoni"

La psicologa Valeria Donati ha adottato una bambina dopo essere stata allontanata dalla mamma e dopo averla “accusata” di aver fatto prostituire le figlie.

REGGIO EMILIA (9 luglio 2019).  domani a “Chi l’ha Visto” un altro clamoroso caso che di diritto entra nell’inchiesta “Angeli e demoni”. La citata inchiesta ha scoperchiato il  vaso di Pandora e tra i tutti i mali che ne sono usciti continuano ad emergere storie di soprusi, ingiustizie e interessi ai danni di famiglie fragili, sempre con l’intento di allontanare i bambini da casa e farli adottare a persone vicine e amiche. Questo caso, a dir poco clamoroso, risale al 2006 e riguarda  la psicologa Dott.ssa Valeria Donati: dopo aver tolto a una donna marocchina le figlie, accusando la stessa di averle abusate e di averle fatte prostituire, ha adottato lei stessa, single,  una delle bambine. «L’altra sarebbe stata, guarda caso, adottata da una famiglia che abita a due isolati di distanza da lei» rivela l’avvocato Francesco Miraglia, che ha accolto questo ennesimo caso.

Anche questa storia grida giustizia: inizia nel 2006, allorché una donna di origine marocchina, sposata a un uomo italiano, arriva al pronto soccorso con le sue bambine (avute da un precedente matrimonio con un uomo tunisino) di 8 e 5 anni. Il marito le ha picchiate e i medici riscontrano nella più grande dei segni sul collo, alla piccina delle ecchimosi alla fronte e a un ginocchio. Trattandosi di bambine maltrattate, i medici sono scrupolosi e controllano anche altro: la cartella clinica riporta per entrambe “genitali intatti”. Una dicitura importantissima, alla luce dell’incubo in cui cadrà successivamente questa donna.

Le figlie le vengono tolte e alloggiate la più grande presso una famiglia, la piccola nella comunità Cenacolo francescano. La madre chiede di riaverle con sé e quando diventa insistente (siamo nel 2009) l’assistente sociale del Comune di Reggio Emilia e la Dott.ssa Valeria Donati boccano tutto, sospendono gli incontri protetti madre e figlie asserendo all’Autorità giudiziaria che le bambine avevano paura di incontrare la mamma e che addirittura, le stesse, avrebbero riferito che la mamma le costringeva a prostituirsi.

«Dopo quattro anni?» sottolinea l’avvocato Miraglia, «se lo sono ricordato dopo quattro anni? Ma se alla visita del 2006 era risultato che non avessero lesioni riconducibili ad abusi di natura sessuale! E fino a quando la mamma non aveva richiesto con forza il rientro delle figlie a casa, nessuno ha mai parlato o fatto riferimento ad abusi sessuali o ad altri abusi». Successivamente, nel 2010, un medico legale, addirittura e solo attraverso dei ragionamenti logici, sosteneva che probabilmente le bambine erano state oggetto di abusi sessuali. Di fatto, confermava la versione della Dott.ssa Donati e dell’assistente sociale. Tutto si conclude con una condanna da scontare,  a carico di questa mamma, di anni 6 e mesi 8 di reclusione.

Ma ancora più clamoroso è il proseguo della vicenda. Innanzitutto la bambina più piccola viene adottata dalla psicologa Donati che, dopo aver “accusato” la madre, ha pure gestito il caso. La maggiore sarebbe stata adottata, invece, da una coppia che abita a pochi metri di distanza dalla residenza della psicologa. Ma entrambe le adozioni sono state decretate pur avendo le bambine un padre, che non è mai stato contattato e messo al corrente della loro adottabilità. Anzi, nel momento in cui, venutone e conoscenza, si è appellato chiedendo di annullare le adozioni, la sua richiesta è stata respinta. «Siamo di fronte a una serie di abusi verso questi genitori e di palesi, conclamate irregolarità, che hanno dell’incredibile» conclude l’avvocato Miraglia.

Alla luce di quanto sta emergendo dall’inchiesta, sarà adita immediatamente l’autorità giudiziaria, non solo per chiedere la revocatoria della sua condanna penale, ma anche per fare chiarezza su eventuali intrecci, connivenze e conflitti di interessi tra assistenti sociali, coordinatrice, CAB, Cenacolo Francescano e Tribunale per i Minorenni.

 

Caro Ministro Di Maio, la commissione sigli affidi deve valutare anche i Tribunali per i Minorenni

Lettera aperta dell’avvocato Francesco Miraglia, che da oltre dieci anni denuncia casi eclatanti di adozioni mascherate, affidamenti “facili”, servizi sociali incompetenti, case famiglia degli orrori

 

«Continua a inorridire, man mano si conoscono le storie agghiaccianti, quanto emerso dall’inchiesta sugli affidi denominata Angeli e demoni a Reggio Emilia: ed è giusto che si sappia cosa accade e si provino orrore e sgomento, perché queste cose succedono e anche troppo spesso e non soltanto in Emilia. Solo che chi come me le denuncia da anni rimane inascoltato». L’avvocato modenese Francesco Miraglia, esperto in Diritto minorile, negli ultimi quindici anni ha affrontato casi simili in tutta Italia: ecco perché chiede che la commissione che dovrà far luce sugli affidi, annunciata dal vicepremier Luigi Di Maio, sia estesa a livello nazionale, certo, ma coinvolga oltre ai Servizi sociali anche i Tribunali dei minorenni.

«Caro vicepremier Luigi Di Maio» prosegue Miraglia, «ben venga la commissione che lei ha annunciato, coinvolgendo il ministero della Famiglia, cui io stesso mi sono rivolto anche di recente per casi che sto seguendo. Ben venga che si faccia chiarezza sulla facilità con cui i bambini vengono strappati ai genitori e dati in affido o collocati in case famiglie, dove insieme ad ogni bambino entrano anche 150 euro al giorno. Perché di questo stiamo parlando: di un business fatto sulla pelle dei bambini e su quella di genitori fragili e in difficoltà, cui vengono tolti i figli senza motivi reali, facendoli passare per inetti o squilibrati perché qualcuno deve guadagnare per ogni affidamento, ogni ingresso in comunità. Ed è proprio qui il nocciolo della questione che deve venire affrontata seriamente, anche dopo che l’ondata emotiva sui casi di Reggio Emilia si sarà attenuata. Se è vero che questo sistema si regge sulle relazioni redatte dagli assistenti sociali, che mettono in moto il meccanismo, è però un giudice di un tribunale a emanare una sentenza. Ecco dove bisogna andare a controllare, a mettere il naso, a spulciare caso per caso. Perché troppo spesso i giudici si limitano a “copincollare” le relazioni dei Servizi sociali, senza entrare nel merito della vicenda, senza predisporre ulteriori perizie. E molto, anzi troppo spesso, persino senza ascoltare i bambini o il loro genitori. Che si trovano quindi doppiamente vittime di un sistema che da un lato lucra su di loro, dall’altro dimostra assoluta inerzia e noncuranza. Un’ultima cosa, caro ministro Di Maio, vorrei portare alla sua attenzione: adesso che, mi auguro come da lei annunciato, si farà chiarezza su decine di casi di allontanamenti ingiustificati, chi risarcirà questi genitori? Chi restituirà loro i figli? Ma soprattutto, a questi bambini, alcuni ancora piccoli, in altri casi adolescenti, chi dirà la verità? Chi dirà loro che vivono da anni insieme ad estranei, lontani dai genitori, dai nonni, dagli amichetti di scuola perché qualcuno ha voluto guadagnare sulla loro pelle? Chi lo farà? E con che metodo, poi? Possiamo solo immaginare quanto devastante potrà essere per un ragazzo apprendere di essere vittima di un sistema. Si essere stato allontanato da casa per mero lucro, per mero guadagno. Ecco, ministro, mi permetta allora di suggerire anche di predisporre, nella commissione che immagino e spero lei vorrà portare avanti, anche di un pool di psicologi e psicoterapeuti in grado di sostenere le decine, chissà forse pure centinaia, di casi che credo emergeranno in tutta Italia. Perché, caro ministro, io non sono incappato in situazioni di allontanamenti “dubbi” o quantomeno “facili” soltanto con il Tribunale dei minorenni di Bologna, ma anche con quello di Venezia e di Torino, tanto per citarne alcuni. Dai genitori fatti passare per pazzi a quelli accusati di essere spacciatori, fino ai bambini allontanati dalle madri dopo che queste hanno denunciato abusi da parte degli ex compagni contro di loro o i loro figli. Esiste un numero enorme di genitori che sta piangendo per i figli strappati dalle loro amorevoli braccia, esiste un numero enorme di bambini che piange per non avere più l’abbraccio della propria mamma. E non solo per colpa di assistenti sociali inette o, peggio, criminali, ma anche per i provvedimenti finali emanati dai Tribunali dei minori, perché per ogni relazione e richiesta di allontanamento presentata da un’assistente sociale, c’è comunque un giudice a pronunciare la parola “affido”».