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“MAI PIU’ UN BAMBINO”: un incontro, un libro e una petizione per denunciare i maltrattamenti subiti dai bambini nelle case famiglia e l’importanza della genitorialità

 
 

COMUNICATO STAMPA

 

“MAI PIU’ UN BAMBINO”: un incontro, un libro e una petizione per denunciare i maltrattamenti subiti dai bambini nelle case famiglia e l’importanza della genitorialità

 
 
 
La difesa dei diritti negati ai bambini non ha confini né spazi definiti. E’ importante che la gente comune, le autorità, le persone che lavorano in questi ambiti sappiano cosa avviene oggi in alcune case famiglie e che le strutture che presentano evidenti carenze igienico-sanitarie, ma non solo, vengano denunciate alle autorità competenti. Ne va della felicità di questi futuri adulti”. Con questo intento, Francesco Miraglia, Avvocato del Foro di Modena, Cassazionista ed Esperto in Diritto di Famiglia e Minorile, interverrà, il prossimo 17 febbraio, al Convegno “Mai più un bambino, solo, abusato, istituzionalizzato” durante il quale interverranno anche l’Onorevole Antonio Guidi, Neuropsichiatra infantile e già Ministro della Famiglia, Francesco Morcavallo, Giudice del Tribunale per i minorenni di Bologna, Sonia Gradilone, Avvocato e Responsabile per il Sud Italia del Servizio Polifunzionale Adozioni Internazionali, Vincenza Palmieri, psicologa e Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare (INPEF), Antonella Flati, Presidente di Pronto Soccorso Famiglia. Il tutto sarà coordinato dal giornalista Saverio Paletta.
 
Oggetto dell’incontro, che si terrà a partire dalle ore 17 presso il Museo del Presente, piazzale John Fitzgerald Kennedy a Rende (Cosenza), il bambino e il suo ruolo all’interno della famiglia e non solo. Si rifletterà sulle problematiche e le relazioni tra genitori e figli, sull’importanza di altre figure parentali come ad esempio quella dei nonni, verrà sottolineato come sia fondamentale, prima di intervenire in modo drastico, che la famiglia possa essere aiutata da figure di supporto quali ad esempio quella del pedagogista familiare. Inoltre si parlerà dell’allontanamento e dell’inserimento dei minori in strutture specifiche, quali ad esempio le case famiglia, mettendo in evidenza l’attuale realtà italiana (verranno forniti dati specifici) e come questi centri, se mal gestiti e non controllati debitamente, possano danneggiare seriamente lo sviluppo psichico e fisico del minore.
 
Contenuti e tematiche che proprio l’Avvocato Miraglia, l’Onorevole Guidi e la Prof.ssa Palmieri hanno raccolto nel libro “Mai più un bambino”, (Armando Editore, 2013) presentato lo scorso 31 gennaio presso il Senato della Repubblica e che contiene al suo interno anche una petizione, che verrà portata e fatta conoscere in tutta Italia, dove si chiede in modo esplicito alle Istituzioni di fare qualche cosa di tangibile per i bambini, affinché  “Mai più un bambino sia abusato, abbandonato, sottratto alla sua famiglia, drogato, violentato, sottoposto ad accanimento diagnostico e terapeutico, mercificato, legato”.
 
 

Mai più un bambino

Non ci si può occupare di minori e non avere fretta, urgenza, guardare al tempo come alla condanna peggiore. Per questa ragione nasce MAI PIÙ UN BAMBINO: perché abbiamo bisogno di arrivare prima di un adulto abusante, prima di una perizia, prima di una sentenza, di una riforma, di una “volante”.
Abbiamo bisogno di arrivare prima, abbiamo bisogno che tra la richiesta di aiuto e l’aiuto offerto non ci sia nessun tempo…perché noi abbiamo fretta per il silenzio agghiacciante di questi bambini abusati. Non c’è alcuna differenza che siano i nostri figli o i figli di qualcun altro. Tutti i bambini del mondo sono figli nostri! E abbiamo il dovere di rispondere anche a loro: “Sono qua”.
 
“Spostare un bambino dalla famiglia a quant’altro rende: rende dal punto di vista narcisistico della propria professione, rende dal punto di vista di giustificare se stessi e il proprio ruolo e qualche volta, ma purtroppo non solo qualche volta, rende dal punto di vista del potere,  del ricatto e anche a livello economico e addirittura politico. In un periodo in cui psicologi, assistenti sociali, sociologi hanno poca possibilità di avere un posto di lavoro, il creare una casa famiglia o un piccolo istituto significare dare posti di lavoro e quindi avere un grosso potere politico”.
“70 bambini all’anno ricevono un trattamento sanitario obbligatorio e 6.000 vengono ricoverati nei reparti di psichiatria. Nel 20120 i minorenni accolti temporaneamente presso i servizi residenziali familiari e socio-educativi e le famiglie affidatarie sono stati 29.309”. (Francesco Miraglia)