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Bergamo:condannato per maltrattamenti un uomo al quale il Tribunale le AVEVA AFFIDATO IL FIGLIO

      L’avvocato Miraglia: «Ma il tribunale con quali criteri gestisce gli affidi?»

BERGAMO (10 dicembre 2019). E’ stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione l’uomo di Bergamo al quale il tribunale aveva affidato il figlioletto, nonostante il piccino fosse terrorizzato dai sui sfoghi violenti e la madre, considerata “psichiatrica”, sia invece del tutto sana. Il tribunale di Bergamo lunedì ha condannato l’uomo per maltrattamenti in famiglia, comprovati da testimonianze e da prove schiaccianti. In numerose occasioni, anche davanti al bambino, aveva inveito violentemente contro la donna, invitandola persino ad ammazzarsi lanciandosi dal balcone, sbattendo con i pugni contro porte e muri, infrangendo gli oggetti in casa. Eppure, nonostante già si sapesse che le accuse erano queste, nella causa di separazione tra i genitori il tribunale ha affidato il piccolo al padre, lasciandolo a lui anche dopo un gravissimo episodio avvenuto esattamente un anno fa: le urla strazianti del piccolo che chiedeva di smettere e le grida minacciose del padre erano state segnalate dai vicini alle forze dell’ordine. Quanto alla madre, per le assistenti sociali non sarebbe adeguata al ruolo di genitore e per il tecnico che ha svolto la perizia per il tribunale sarebbe addirittura affetta dalla Sindrome di Münchhausen per Procura, una patologia che rappresenterebbe una forma di maltrattamento per il figlio in quanto, allo scopo di attirare l’attenzione su di sé e godere del supporto dei medici, sarebbe portata simulare o esagerare i sintomi di una malattia fisica o psicologica nel figlio che, ad un esame accurato, appare inesistente. Diagnosi smentita da successive perizie.
E per di più, il bambino continua ad avere problemi di salute, segno che la madre non è “malata”, ma solo un genitore attento e preoccupato della salute del proprio bambino.
«Ma il tribunale a  Bergamo con quali criteri gestisce gli affidi?» dichiara l’avvocato Francesco Miraglia, che tutela la mamma del piccolo. «Affida un bambino a un padre violento, mentre la madre può vederlo solo una volta alla settimana per un’ora, nel corso di incontri protetti. In questo caso se l’assistente sociale ha gestito e stabilito tutto e il consulente tecnico ha emanato già da solo e in anticipo la sentenza, il tribunale che ci sta a fare? Alla luce della condanna del padre, temiamo per l’incolumità del bambino e chiediamo di rivedere il procedimento di affidamento e di disporre l’immediato collocamento del minore presso la madre».

Bambino di quattro anni picchiato dal padre

 
Il tribunale lo ha affidato al genitore violento, nonostante un procedimento per maltrattamento verso l’ex moglie
Agghiaccianti le urla e le suppliche del piccino che invoca il padre di smettere, registrate dai vicini di casa
 
BERGAMO (14 dicembre 2018). «Papà basta, papà smettila» urla un piccino di quattro anni, tra singhiozzi disperati e rumori di sedie che si spostano. Ecco cosa è costretto a subire un bambino così piccolo e indifeso, figlio di genitori separati, che il tribunale ha affidato al padre, nonostante su di lui penda un procedimento penale per violenza domestica e maltrattamenti verso la madre. La quale non è potuta intervenire in auto del figlio, sebbene avvertita dai vicini di casa, perché sempre il tribunale le ha vietato di avvicinarsi al bimbo, se non un’ora sola a settimana in un ambiente protetto, in presenza delle assistenti sociali. Mercoledì sera il piccino era lì in casa, con il padre orco e i vicini che impotenti sentivano le sue urla strazianti. Nemmeno due telefonate al 112 lo hanno sottratto alla furia paterna: alla porta di quel padre violento non si è presentato nessuno. La madre ha sporto immediatamente querela presso la questura di Bergamo e ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. «Chiederemo una nuova perizia e che il tribunale riveda le sue decisioni e affidi il bambino alla madre» annuncia l’avvocato della donna, Francesco Miraglia. «Incredibile poi la motivazione che ha spinto i Servizi sociali e il tribunale a togliere il bambino a sua madre: secondo la perizia tecnica del tribunale, la donna soffrirebbe della Sindrome di Münchhausen, per cui inventerebbe traumi psicologici e malattie per attirare l’attenzione. Quadro smentito dai Servizi psichiatrici che l’hanno successivamente vista e valutata, secondo i quali la signora è perfettamente sana, certo provata dallo stress che questa situazione le causa». Ancora più incredibile è l’aver affidato il bambino al papà, indagato appunto per maltrattamenti e violenza verso l’ex moglie. Sono stati almeno due i casi in cui anche il piccino, la scorsa primavera, aveva raccontato di essere stato picchiato dal padre (una volta presentava addirittura vistosissimi lividi). Ma non gli hanno creduto: troppo piccolo, non sa cosa dice, si inventa tutto.
«Per fortuna c’è la registrazione dei vicini di casa, che lo hanno sentito urlare disperato e angosciato: urla che spezzano il cuore» prosegue l’avvocato Miraglia. «Ci auguriamo che alla luce di queste prove qualcuno intervenga con celerità a porre fine al calvario che sta vivendo questo bambino e che gli sarebbe stato risparmiato se non fosse stato per quella perizia, campata per aria, di cui nessuno finora ha voluto presentarci gli elementi sulla base dei quali è stata emessa».