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Salerno, usa il suo corpo come scudo per salvare il figlio il Tribunale lo dichiara adottabile

Il bimbo di 8 anni dichiarato adottabile in pochissime settimane. Avvocato Miraglia: “Il presidente della Campania Vincenzo De Luca sa come vengono gestite queste strutture nella sua regione?”

SALERNO (12 gennaio 2022). Non basta ciò che lei e il figlio hanno passato, dopo le botte da parte del compagno che ha addirittura ferito il piccolo alla gola con delle grosse cesoie.

Alloggiati d’urgenza in una Casa-famiglia in provincia di Salerno, la donna è passata da un incubo a un altro: costantemente bullizzata dalle altre ospiti, e costretta ad andarsene per qualche giorno, al suo ritorno ha trovato la porta sbarrata e soprattutto ha appreso che il suo bambino era stato dichiarato adottabile.

“Quando uno pensa di averle sentite tutte, arriva sempre di peggio” commenta l’avvocato Miraglia, al quale la donna disperata si è affidata.

“Quanto capitato a questa donna ha dell’incredibile : senza la verifica della capacità genitoriale sua e del resto della famiglia, il Tribunale per i minorenni, con una velocità che in tanti anni di lavoro nelle sedi di giustizia, mai mi è capitato di vedere, ha dichiarato adottabile il suo bambino”.

“Se fosse stato abbandonato capirei, ma lui solo non è e non lo è mai stato”.

“Ha una mamma che si prende cura di lui e un nucleo familiare dove poter abitare».

Il piccolo nella sua breve esistenza ne ha già patite molte : un anno e mezzo fa suo padre ha tentato di strangolarlo e accoltellarlo alla gola : se è vivo è grazie alla sua mamma, che è intervenuta e gli ha fatto da scudo.

Mamma e figlio  sono stati quindi alloggiati in una comunità, dove però la vita non si è rivelata più serena.

In quella struttura vivono ormai in pianta stabile alcune donne, che hanno trasformato la comunità in casa loro, tormentando  e isolando la donna, impedendole  persino l’accesso alla cucina.

Allontanatasi per alcuni giorni per recarsi in ospedale, quando è tornata non l’hanno più fatta entrare, ed il bambino era già stato dichiarato adottabile.

“Per quanto riguarda l’aspetto prettamente giuridico” conclude l’avvocato Miraglia “abbiamo presentato istanza alla Corte d’Appello di Salerno affinché riveda immediatamente il provvedimento di adottabilità di questo bambino, che non versa in stato di abbandono in quanto ha una mamma e una famiglia”.

Hanno dell’incredibile le risposte del Presidente della cooperativa che gestisce questa struttura sulle richieste dell’avvocato: quali competenze professionali hanno gli operatori?

Visto che il bambino in questione è affetto da un disturbo pervasivo dello sviluppo di cui fanno parte anche i disturbi appartenenti allo spettro autistico ?

Quali sono le caratteristiche professionali ?

Precisa  l’Avvocato Miraglia – “in data 23 Dicembre 2021, abbiamo inviato opportuna comunicazione, alla struttura in questione, invitandoli a precisare i requisiti professionali, e formativi degli operatori presenti all’intero della comunità, vista la patologia da cui è affetto il bambino, che necessità assolutamente di soli professionisti competenti che siano in possesso delle competenze specifiche, per potersi relazionare con il bambino, al fine di poter gestire tutte le criticità e le difficoltà che derivano dalla patologia che affligge il piccolo Luca (nome di fantasia), ma soprattutto al fine di non porre in essere comportamenti, o imposizioni controproducenti e peggio ancora, dannose in casi di questo tipo”.

“Ancora più incredibile è che gli stessi operatori hanno di fatto sostenuto l’inidoneità della mia assistita determinando l’adottabilità del bambino”.

Continua l’Avvocato Miraglia: “ Ebbene il Presidente della cooperativa che gestisce la struttura in questione, invece di dare le dovute informazioni, visto che percepisce soldi pubblici si è limitato a scrivere al Tribunale e alla Corte  di Appello, per chiedere  se la madre  è legittimata a chiedere  le sopra citate informazioni”.

Dal punto di vista morale, urge un intervento: da parte del presidente De Luca, che  vada a verificare il funzionamento di questa struttura, e soprattutto da parte delle onorevoli che promuovono la tutela per i diritti umani e per le donne, insieme alle associazioni di mamme.

Aggiunge l’Avvocato Miraglia, “A loro mi appello, affinché chiamino questa donna”.

“Fatevi raccontare la sua storia e fatele sentire la vostra vicinanza, dando così veste concreta a tutti i vostri discorsi”.

“Forse questa mamma non merita attenzione, perché non c’è scappato il morto?”

“O forse questa mamma è un po’ meno mamma delle altre ?”

“Forse per la mia assistita vale la citazione di Alessandro Manzoni nel suo romanzo dei Promessi sposi: “… caro Renzo…mal cosa nascer poveri !!”

 

Salerno, usa il suo corpo come scudo per salvare il figlio, dalla furia omicida del padre, e le tolgono il figlio

Salerno 13  dicembre 2021, i fatti risalgono al 20 Giugno 2020, quando un padre 34enne tenta di uccidere il proprio figlio di appena 7 anni, prima strangolandolo e dopo colpendolo al collo con dei  forbicioni tagliaerba.

Provvidenziale l’intervento di mamma Arianna (nome di fantasia), che accorgendosi dell’accaduto, usa il suo corpo per fare da scudo fra Luca (nome di fantasia del bambino) ed il padre omicida, salvandogli la vita, e scongiurando così la tragedia.

Mamma e figlio vengono immediatamente ricoverati, oltre allo stato di forte shock, vengono sottoposti a cure mediche per le ferite riportate.

Dai controlli medici, avvenuti subito dopo l’aggressione, Luca oltre a riportare profonde ferite al collo, presenta dei lividi, che fanno presagire, il tentativo di strangolamento adoperato dal padre, ciò nonostante anche se le ferite al collo del bambino risultavano essere  in una zona del corpo, altamente pericolosa il bambino riesce a cavarsela con 6/7 giorni di prognosi, evidentemente l’intervento della madre ha davvero fatto la differenza, senza mamma Arianna, Luca sarebbe morto ammazzato dal padre.

Il gesto del padre omicida sarebbe scaturito senza un apparente motivo, ciò che sembra molto singolare e che ci fa pensare alla premeditazione, è proprio il fatto che l’arma utilizzata per uccidere il bambino, erano delle forbici tagliaerba, che l’omicida soleva tenere fuori da casa, vista la sua attività di coltivatore dilettante dell’appezzamento di terra, adiacente all’abitazione, che era solito coltivare insieme alla famiglia, dove deteneva, in una piccola area gli attrezzi, insomma questi forbicioni prima che fossero usati per tentare di uccidere il bambino, non erano mai entrati in quella casa, pertanto ci sembra molto strano che quel fatidico giorno, il 34enne omicida abbia pensato di prendere i forbicioni con sé, un attrezzo da giardino in casa, che forse molto probabilmente  aveva già premeditato tutto ?

Fatto sta che mamma Arianna ha usato il suo corpo, lo ha offerto al padre carnefice per evitare che colpisse il suo bambino, salvandogli la vita, una mamma pronta a sacrificare la sua esistenza per il proprio figlio, ciò nonostante però invece di essere aiutata, a questa donna è stato tolto il figlio, che si trova già da svariato tempo presso una casa famiglia sita nel territorio Salernitano.

Arianna non può né parlare né vedere il proprio figlio ma la giustizia che fine ha fatto ? perché si agisce così nei confronti di una madre, facendole subire un ennesimo calvario, anche istituzionale ?

Per questo motivo mamma Arianna si è rivolta allo Studio Legale Miraglia che da anni lotta  contro il sistema degli affidamenti illeciti.

L’Avvocato Miraglia esprimendosi in merito aggiunge : “questa vicenda ha dell’incredibile, questo bambino è  stato dichiarato adottabile per il solo fatto che la sua mamma lo ha difeso?”

Continua l’Avvocato Miraglia : “Ci rivolgeremo non solo alla Corte d’Appello affinché venga revocato lo stato di adattabilità, ma interpelleremo anche il Presidente della Regione De Luca, per capire come viene gestita questa casa famiglia, che di fatto ha messo alla porta la mia assistita, determinando la decisione del tribunale”.

 

Dopo l’aggressione omicida subita dal padre, madre e bambino ricoverati in ospedale, vengono improvvisamente trasferiti dentro questa casa famiglia, catapultati in una realtà che risulta essere  abbastanza discutibile, senza che nessuno li abbia mai supportati adeguatamente, nessuno che si sia preoccupato insomma di alleviare il forte stato di shock a cui sono stati sottoposti, mamma e bambino.

Il padre omicida attualmente sta scontando una pena detentiva in carcere, e ci auguriamo che un individuo altamente pericoloso, come si è dimostrato questo 34enne, vi rimanga per lunghissimo tempo.

Il calvario di mamma Arianna e di Luca non finisce, dentro la casa famiglia il suo ruolo di madre viene svilito, e gli strascichi dello shock che affliggono il bambino vengono addossati alla madre, nonostante a Luca,   precedentemente al tragico accaduto, fosse stato già diagnosticato un disturbo dello sviluppo neurologico, da una commissione Asl preposta, stabilendo che la patologia di Luca rientrasse nella categoria delle persone tutelate dalla legge 104, allora perché una disabilità di questo tipo dev’essere utilizzata come deterrente per annientare una madre, che cosa sta succedendo a Salerno ?

Mamma Arianna e Luca finiscono in una casa famiglia dove le anomalie sono molte, in primis la donna viene puntualmente minacciata da altre persone che da ospiti della struttura, si sono trasformate in residenti in pianta stabile, tanto da appropriarsi degli spazi comuni, come la cucina ad esempio, impedendone l’utilizzo alle altre ospiti della struttura, il tutto senza che nessuno preposto a farlo, intervenisse in merito.

Le minacce ricevute da mamma Arianna, avevano come oggetto il suo bambino, la donna avrebbe messo a repentagli la vita del proprio figlio se avesse osato fare trapelare tutte le anomalie riscontrate all’interno di questa struttura, inoltre a questa mamma veniva continuamente ripetuto che il proprio figlio le sarebbe stato tolto e dato in adozione, insomma qualcuno lì dentro sembra avere delle mansioni che con la Legge hanno poco a che fare, un modus operandi di cui abbiamo già sentito parlare, purtroppo, anche in altri casi di affidi illeciti.

In definitiva quelle che dovevano essere delle ospiti, di lunghissima data stranamente, avevano delle mansioni riservate agli operatori, il tutto con la totale adesione del personale interno alla struttura.

Mamma Arianna nel frattempo è stata sbattuta in strada dalla casa famiglia, che non solo l’ha allontanata dal proprio figlio, calpestandola totalmente, togliendole l’affetto più grande che questa donna ha difeso dal padre feroce aggressore, senza remore, offrendo la propria vita, ed il proprio corpo.

L’ennesima donna calpestata che non ha mai ricevuto l’aiuto adeguato, che tanto pubblicizzano le istituzioni, ma che nel concreto raramente viene attuato.