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L’Avv. Francesco Miraglia tra i protagonisti del Congresso Nazionale dell’Associazione Sociologi Iliani

L’Avv. Francesco Miraglia, criminologo, giornalista pubblicista, docente ed esperto in tutela dei minori e diritti umani, parteciperà quale relatore e ospite al V Congresso Nazionale dell’Associazione Sociologi Italiani, che si terrà il prossimo 13 giugno 2026 presso il Consiglio Regionale della Calabria a Reggio Calabria, sul tema “La funzione della sociologia e dei sociologi nella società contemporanea”.

La presenza dell’Avv. Miraglia costituisce un importante riconoscimento del percorso professionale e culturale sviluppato nel corso degli anni nel campo della tutela dell’infanzia, della difesa delle donne vittime di violenza, della protezione delle famiglie fragili e della promozione dei diritti fondamentali della persona.

Da sempre impegnato nell’analisi critica delle politiche sociali e dei sistemi di protezione dell’infanzia, l’Avv. Miraglia ha contribuito ad alimentare il dibattito pubblico nazionale sui temi dell’affidamento familiare, dell’allontanamento dei minori, della bigenitorialità e della necessità di una maggiore responsabilizzazione delle istituzioni chiamate a intervenire nei contesti di vulnerabilità sociale.

Nel corso del congresso porterà il proprio contributo sul rapporto tra diritto, sociologia e tutela delle persone fragili, evidenziando come la comprensione dei fenomeni sociali rappresenti uno strumento indispensabile per garantire interventi realmente efficaci e rispettosi della dignità umana.

“Da anni mi occupo di minori, famiglie e persone vulnerabili e ho imparato che una società si misura dalla capacità di proteggere chi non ha voce. La sociologia, come il diritto, non può limitarsi ad osservare i problemi: deve contribuire a comprenderli, denunciarli e risolverli. Oggi più che mai è necessario costruire un dialogo autentico tra istituzioni, professionisti e cittadini per restituire centralità alla persona, alla famiglia e ai diritti fondamentali. Partecipare a questo importante Congresso Nazionale rappresenta per me un’occasione di confronto scientifico e umano, ma anche un momento di riflessione sul futuro della nostra società e sulle responsabilità che ciascuno di noi è chiamato ad assumersi”, dichiara l’Avv. Francesco Miraglia.

Autore di libri, relatore in convegni nazionali e internazionali e promotore di numerose iniziative culturali e sociali, l’Avv. Miraglia rappresenta una figura professionale che ha saputo integrare competenze giuridiche, criminologiche e sociologiche in una visione orientata alla tutela concreta delle persone e dei loro diritti.

La partecipazione al Congresso Nazionale ASI conferma il ruolo sempre più rilevante dell’Avv. Francesco Miraglia nel panorama del dibattito pubblico sui temi della tutela minorile, della giustizia familiare, delle politiche sociali e dei diritti umani, offrendo un contributo qualificato alla riflessione sulle grandi sfide che caratterizzano la società contemporanea.

“Non esiste vera giustizia senza comprensione dei fenomeni sociali e non esiste vera tutela dei diritti senza il coraggio di interrogarsi criticamente sul funzionamento delle istituzioni. Sociologia e diritto devono tornare ad essere strumenti di cambiamento sociale e non semplici apparati di gestione delle emergenze.”

 

Roma, 21 giugno 2025 — IV Congresso ASI “Guerra e/o Pace: Le Società in Transizione” Relatore: Francesco Miraglia

Intervista a Francesco Miraglia — Relatore al IV Congresso ASI
A cura di Martina Esposito

Titolo: “Difendere i bambini è l’unico modo per salvarci tutti”

In occasione del IV Congresso nazionale dell’Associazione Sociologi Italiani — quest’anno dedicato al tema “Guerra e/o Pace: Le Società in Transizione” — Francesco Miraglia, professionista da anni in prima linea nella difesa dei diritti dei minori, ha portato sul palco la voce di chi spesso resta invisibile: l’infanzia vittima delle guerre e dei conflitti sommersi. Subito dopo il suo intervento, Martina Esposito lo ha intervistato per raccogliere e approfondire la forza del suo messaggio.

Martina Esposito: Francesco Miraglia, la sua relazione ha scosso la platea. Cosa significa parlare di infanzia in un congresso di sociologia su guerra e pace?

Francesco Miraglia: Significa non dimenticare chi non firma trattati, chi non siede nei palazzi del potere, ma paga tutto sulla propria pelle. In ogni guerra, visibile o nascosta, i bambini sono sempre i più esposti: non hanno protezioni, non hanno colpe, eppure sono i primi a subire fame, abbandono, violenze. La sociologia ci aiuta a capire come una società produce la guerra, ma anche come può prevenirla. Senza questa comprensione, ogni legge resta un pezzo di carta e ogni pace una parola senza radici.

Martina Esposito: Lei ha definito l’infanzia “il bersaglio perfetto”. Perché?

Francesco Miraglia: Perché è facile colpire chi non può difendersi. È facile fare propaganda mostrando un bambino in lacrime, ed è facile dimenticarlo quando non serve più. Un bambino che cresce tra bombe e sirene interiorizza la paura come normalità. E questa normalità diventa odio, vendetta, nuove guerre. È un ciclo che dobbiamo spezzare con la prevenzione, l’ascolto, l’educazione e la cura. Se non lo facciamo, continueremo a ereditare conflitti irrisolti.

Martina Esposito: Lei è un professionista, non un sociologo. Cosa la porta a portare questi temi in un contesto accademico?

Francesco Miraglia: La mia esperienza mi ha insegnato che non basta applicare la norma. Se non conosciamo le radici sociali della violenza, non possiamo davvero combatterla. La sociologia legge i meccanismi invisibili: la miseria, l’emarginazione, l’odio trasmesso da una generazione all’altra. La norma stabilisce il confine, ma serve la conoscenza per farla rispettare. Per questo oggi parlo qui: perché credo nell’alleanza tra pensiero e azione.

Martina Esposito: Lei ha proposto un Osservatorio nazionale. Non è un doppione di strutture già esistenti?

Francesco Miraglia: Troppo spesso ciò che esiste è inefficace o scollegato dalla realtà. L’Osservatorio che propongo dovrebbe essere un organismo vivo, in dialogo diretto con i centri di accoglienza, con i tribunali, con le famiglie. Non serve fare statistiche per un report da chiudere in un cassetto: serve vigilare, intervenire subito, proteggere concretamente. Serve che l’Italia applichi davvero le direttive internazionali, garantendo asilo, accoglienza degna e protezione reale.

Martina Esposito: Lei ha parlato anche di formazione.

Francesco Miraglia: Esatto. Non basta commuoversi: servono strumenti. Chi lavora con i minori deve conoscere le norme internazionali, saper riconoscere segni di trauma, agire senza danneggiare ulteriormente chi ha già sofferto troppo. Questo vale per giudici, forze dell’ordine, operatori sociali, insegnanti. Dobbiamo creare una cultura di tutela e di ascolto.

Martina Esposito: Se dovesse riassumere un messaggio per questo Congresso?

Francesco Miraglia: Un bambino non è un effetto collaterale. È la misura di quanto siamo davvero umani. Difendere un bambino significa salvare una società intera. E chi finge di non vedere, chi chiude gli occhi davanti a un bambino che imbraccia un fucile, tradisce se stesso prima ancora di tradire quell’infanzia.

Martina Esposito: Un’ultima domanda: dopo tanti anni di battaglie, cosa la spinge ancora a crederci?

Francesco Miraglia: La speranza che un giorno, anche solo uno di questi bambini possa dire: “Ho avuto paura, ho visto l’orrore, ma qualcuno non mi ha lasciato solo. Qualcuno mi ha difeso quando tutti mi davano per perso.”

E se anche uno solo di loro potrà addormentarsi senza più sirene, senza più fame, senza più mani violente addosso, allora ogni parola, ogni congresso, ogni lotta non sarà stata vana. Io non smetterò di usare la mia voce finché avrò fiato, perché proteggere i bambini è l’unica cosa che ci rende davvero degni di chiamarci esseri umani.