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Evento on-line “Bibbiano è in tutta Italia”

A tre anni dall’inchiesta “Angeli e demoni” proposte per evitare gli inutili allontanamenti dei minori

BIBBIANO (23 Giugno 2022). Era il 27 giugno del 2019 quando esplose l’inchiesta “Angeli e demoni” sugli affidi illeciti. A tre anni da quello scandalo che sconvolse l’Italia, ma scoperchiò un sistema squallido e torbido, vile perché lucrava sulla pelle dei bambini, lunedì 27 alle 20.30 sarà organizzato il convegno web “Bambini e famiglie: aiutiamoli a casa loro” per lanciare un appello a politici e amministratori, affinché non ci siano mai più bambini strappati ingiustamente alle famiglie. Al convegno interverràl’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile, che lo scandalo di Bibbiano ha contribuito a farlo scoperchiare, dimostrando come il sistema fosse molto più articolato di quanto emerso dalle prime indagini e che sia presente in tutta Italia. Il “sistema Bibbiano” è solo la punta dell’iceberg, dove in gioco ci sono la vita di migliaia di bambini (si stima che ci siano cinquecentomila minori allontanati dalle famiglie d’origine e collocati in affidamento in comunità o in famiglie affidatarie) e un giro di affari degno di una finanziaria (pare che il fatturato si attesti intorno ai cinque miliardi di euro). Numerosi sono i casi di genitori che, letti sui giornali i nomi dei protagonisti dell’indagine “Angeli e demoni” hanno scoperto di essere anch’essi vittima della medesima orchestrazione. Casi che vanno indietro nel tempo di parecchi anni, nell’indifferenza dei tribunali e delle istituzioni pubbliche. Da questa esperienza è scaturito l’ultimo libro di Francesco Miraglia “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Parlare e informare sulle norme e sulla loro applicazione ai principi della libertà e dell’uguaglianza – soprattutto dell’uguaglianza dei privati di fronte al potere pubblico – equivale a contrapporre un sistema di diritti e tutele ad un sistema di prevaricazione.

Se ne deve quindi parlare, per rendere consapevoli le persone di quanto accade e che nessuno è immune dal diventare potenziale vittima di questo sistema, indipendentemente dal grado di istruzione o dalla condizione economica e lavorativa: è sufficiente trovarsi temporaneamente in difficoltà a causa di una separazione conflittuale, per trovarsi privi dei propri figli. Per anni. Ed è giusto che ne siano interessata l’intera classe politica, alla quale chiedere con forza di far cessare queste situazioni, che si configurano come vere e proprie violazioni dei diritti umani e dei diritti dei bambini. Al convengo online, insieme all’avvocato Francesco Miraglia, interverranno la professoressa Vincenza Palmieri ambasciatrice dei diritti umani nel mondo e fondatrice dell’Istituto nazionale di pedagogia familiare, l’avvocato Francesco Morcavallo, Francesco Cattani presidente del Comitato “ASPEM Alleanza Sociale Famiglie e Minori”, Paolo Roat direttore del dipartimento Protezione dell’Infanzia del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umanie, con le loro testimonianze, Antonio Margini, Giuliano Braglia e Sonia Cecchinato.

 

Incontro tra Assessore Caucino, Garante Serra, Avvocato Miraglia del Foro di Madrid e Riccardo Ruà  

Incontro tra Assessore Caucino, la Garante per l’infanzia Serra, l’Avvocato Miraglia e Riccardo Ruà

Torino 14 Giugno 2022, era il 14 Gennaio 2020 quando C. di appena 7 anni, veniva condotto presso la Comunità Centro Paolo VI, sita in Casalnoceto, in provincia di Alessandria.

Una tragedia, fatta di privazione affettiva, reclusione e sedazione continua, che C. subisce da 2 anni e mezzo.

Da quando C. è recluso in questa struttura, non può più vedere nessuno, al bambino non viene data nemmeno la possibilità di vedere la sua mamma.

Ogni giorno da 2 anni e mezzo a questa parte, C. non sa più cosa sia una carezza, una parola di conforto un gesto d’affetto materno.

Un’infanzia caratterizzata da privazione affettiva assoluta, a C. hanno tolto tutto : l’infanzia, la famiglia, la scuola…

Non esistono compleanni, feste da condividere in famiglia, nessuno dialogo con la madre, solo psicofarmaci ed una struttura che è diventata la sua “prigione”.

Stiamo parlando di un bambino, un innocente che non si sa nel nome di quale scienza, è soggetto a tale crudeltà e spietatezza.

Eppure la madre del bambino, non è né una criminale, né soggetto abbandonante, nonostante ci sia stato il bieco tentativo di screditarla in ogni modo.

Una donna che ha sempre cercato di aiutare il proprio figlio, segnalando anche tutti gli impropri a cui il bimbo veniva sottoposto in sua presenza.

Impropri che trovano riscontro con prove e testimonianze raccolte in tutti questi anni, dove emergono delle rivelazioni a dir poco sconvolgenti : il Dottore della struttura ha pure asserito che il bambino, non voleva vedere la sua mamma, perché ne avrebbe paura a suo dire, un’affermazione, che non trova assolutamente riscontro nella realtà, che lede il reale desiderio di C. e che pronunciata in questi termini, cela una “detenzione” davvero preoccupante.

Infatti il 18 Maggio 2022, l’Assessore Chiara Caucino alle Politiche della Famiglia, dei insieme alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, hanno potuto appurare, interpellando il piccolo C. in occasione di un loro blitz, presso la struttura in questione che in realtà il bambino, desidera solo tornare dalla sua mamma, e dalla sua nonna, e che a causa di questo privazione ne soffre profondamente.

Troppe le anomalie emerse in questa vicenda, che abbiamo seguito da vicino insieme all’Avvocato Miraglia del Foro di Madrid, che assiste la famiglia del bambino, e l’Associazione Adelina Graziani, Presidente Riccardo Ruà.

Ieri l’Avvocato Miraglia del Foro di Madrid, insieme a mamma N. e Riccardo Ruà, Presidente dell’Associazione Adelina Graziani, hanno incontrato l’Assessore Chiara Caucino e la Garante per l’infanzia Ylenia Serra.

Dichiarazione dell’Avvocato Miraglia, del Foro di Madrid che rappresenta lla famiglia del bambino.

Avvocato Miraglia del Foro di Madrid : “ringrazio l’Assessore Caucino e la Garante per l’infanzia Serra, per la disponibilità e l’ascolto della Signora, mamma del bambino”.

“Le ringrazio anche per la loro onestà intellettuale, e la volontà dimostrata nel cercare di capire come sono andate realmente le cose, in merito a questo caso, recandosi anche in struttura dove allo stato attuale è rinchiuso il bimbo”.

“Risulta quantomeno discutibile che un Tribunale abbia decretato l’allontanamento del minore dalla propria famiglia, solo sulla base di quello che asserisce la comunità in questione”.

“La visita in struttura dell’Assessore Chiara Caucino e della Garante per l’infanzia Ylenia Serra, che hanno potuto incontrare personalmente il bambino, ed ascoltarlo venendo a conoscenza del reale desiderio del bimbo, è ulteriore comprova di quanto sosteniamo”.

“Il bambino alla domanda posta dall’Assessore e dalla Garante per l’infanzia : “Qual’è il tuo sogno, il tuo più grande desiderio” – ha risposto ritornare a casa da mia mamma, pertanto oltre la comprova di quanto sostenuto, vi è anche la palese sofferenza che sta attraversando questo minore, costretto a vivere lontano dai suoi affetti”.

“La CTU non ha mai ascoltato il bambino, ne è mai riuscita a valutare la relazione madre-bambino, perché la comunità incredibilmente si è opposta, ed è ancora più incredibile che il Tribunale si sia girato dall’altra parte determinando la dichiarazione dello stato di abbandono del minore”.

“Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica contro la comunità in questione e percorreremo tutte le strade legittime, a tutela della mia assistita e soprattutto del Diritto del bambino di ritornare quanto prima dalla sua famiglia ”.

Riccardo Ruà Presidente dell’Associazione Adelina Graziani si è espresso in tal senso.

Riccardo Ruà Associazione Graziani Adelina : “è stato un incontro che ha confermato quello che noi come Associazione avevamo verificato – le sostanziali falsità da parte di questi operatori che andavano a dire che il bambino aveva paura della madre”.

“Il medico della struttura, dichiarò al sottoscritto in presenza di testimoni una cosa gravissima, ed invece il bambino in piena lucidità, in un momento dedicato al gioco, alla domanda fatta dall’Assessore Chiara Caucino e dalla Garante per l’infanzia Ylenia Serra, “qual è il tuo sogno C. ?” il bambino ha risposto vorrei tornare dalla mia madre”

 “Quando ho sentito queste parole io insieme all’Assessore Chiara Caucino, abbiamo avuto un momento di profonda commozione”.

“Non sono riuscito a trattenere le lacrime, insieme all’Assessore Caucino, questo mi ha fatto pensare alla violenza inaudita che sta subendo questo minore”.

“Una ctu che non ha mai incontrato il minore, per capire veramente, verificando per davvero quello che noi come Associazione, eppure l’Assessore Caucino e la Garante Serra, abbiamo ampiamente appurato”.

“Questo ci sembra un’azione punitiva, un attacco diretto nei confronti della madre di C. ed è inaccettabile”.

“La sofferenza di questo bambino, in questi 2 anni e mezzo, la privazione affettiva che sta subendo è disumana, chi potrà ridare a questo bimbo tutti gli anni che gli anno tolto, privandolo di sua madre e della sua nonna”.

“Auspichiamo che in un Tribunale attento, riescano a ripristinare gli errori, che per noi hanno commesso nei confronti di questo minore”.

“Un incontro quello di oggi con che in certi momenti è stato molto commovente, in special modo quando l’Assessore e la garante hanno precisato che alla domanda specifica posta al bambino, quale fosse il suo sogno, il piccolo C. ha risposto con grande tristezza di volere tornare a casa, mi scendono le lacrime ancora ora, ogni qualvolta che immagino il dolore che sta provando questo bambino”.

“Inoltre ci tengo ad aggiungere : la mamma di C. quando andò in struttura per vedere suo figlio, è stata strattonata da parte di una neuropsichiatra della struttura, tanto che gli furono procurate delle lesioni, refertate dal Pronto Soccorso”.

 “In quell’occasione la madre veniva strattonata, ed il bambino trascinato via, mentre piangeva e ripeteva sofferente la parola MAMMA, mentre lo allontanavano forzatamente da lei, insomma una violenza inaudita, che non può trovare alcuna giustificazione”.

“Sicuramente se il DDL dell’Assessore Caucino “Allontanamento Zero” fosse già approvato, fatti a dir poco vergognosi di questo genere non potrebbero più verificarsi”.

Conclude Riccardo Ruà : “Sono onorato di aver potuto constatare la grande umanità dell’Assessore Caucino, sensibile a questi temi, e non posso che nutrire una profonda stima per una donna così meravigliosa, estendendo la mia gratitudine e stima anche alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, per il grande coinvolgimento dimostrato nella tutela dei Minori e nel caso specifico del piccolo C., grazie di vero cuore”.

Anche noi ringraziamo l’Assessore Chiara Caucino e la Garante per l’infanzia Ylenia Serra, per essersi prodigate in tal senso, sapere che in Regione Piemonte ci sono delle persone così eccellenti, ci rincuora.

Un ringraziamento particolare all’Assessore Chiara Caucino, da parte di tutta la Redazione de “Il Quotidiano D’Italia” per essersi sempre distinta grazie alla sua grande umanità, per la concretezza e per il palese apporto istituzionale che l’Assessore Caucino dimostra.

 

 

 

 

Bibbiano: bimbo di 10 anni ancora presso la famiglia affidataria

Avvocato Miraglia: “Non è vero che tutti i bambini sono tornati nelle loro case d’origine”

Reggio Emilia 15 giugno  2022). Bibbiano è ben lungi dall’essere un capitolo chiuso e non è vero che tutti i bambini forzatamente allontanati dai genitori sono ritornati in seno alle famiglie d’origine. Prova ne è il caso di un bimbo che ora ha 10 anni e che da otto si trova in affidamento presso una famiglia. La quale deve avergli fatto un lavaggio del cervello tale che il piccolo, che finalmente poteva rivedere i genitori su concessione del giudice, adesso improvvisamente si rifiuta di incontrarli. Guarda caso un rifiuto manifestato all’indomani del provvedimento con il quale il Tribunale per i minorenni di Bologna aveva stabilito una maggiore frequenza e durata degli incontri con i genitori naturali. «È vergognoso quello che è accaduto e che sta ancora accadendo attorno ai casi dello scandalo “Bibbiano”» dichiara l’avvocato Miraglia, al quale i genitori si sono affidati. «Sono otto anni che questo bambino è vissuto lontano dai genitori soltanto perché avevano una temporanea difficoltà economica: decisione assunta da un’assistente sociale risultata coinvolta nell’indagine “Angeli e demoni”. Questi anni sono passati senza che nessuno avesse mai valutato questa coppia e predisposto un percorso di riavvicinamento e di ricongiungimento con il bambino. Sennonché l’anno scorso il giudice, accogliendo le nostre istanze, aveva disposto che il bimbo potesse vedere i genitori più frequentemente, pensando anche a un suo rientro a casa. Il bambino si era sempre dimostrato più che contento di vedere i suoi genitori, sennonché, lo scorso autunno, all’indomani del provvedimento che aumentava il numero di incontri tra loro, improvvisamente, senza motivo, ha detto che non voleva più vederli e anzi sapeva – perché glielo avevano detto la curatrice e l’assistente sociale – che non li avrebbe rivisti più. Curatrice che lo aveva in carico da appena dieci giorni e la cui richiesta è stata accolta dal Tribunale per i minorenni di Bologna senza battere ciglio, senza un’istruttoria».

Se l’affidamento, che per legge deve avere carattere temporaneo, si era consumato illegittimamente, altrettanto illegittimo risulta questo nuovo provvedimento, che nasconde una vera e propria adozione mascherata, tant’è che il bimbo chiama “mamma” e “papà” la coppia affidataria.

«Chissà cosa mai gli hanno detto e prospettato per indurlo a un simile rifiuto verso i genitori naturali» prosegue l’avvocato Miraglia. «L’improvviso cambio di atteggiamento di questo bambino fa pensare a una condotta manipolatoria da parte della famiglia affidataria. Oltretutto è gravissimo il comportamento della curatrice speciale e dell’assistente sociale, che si sono permesse di dire al bambino che non avrebbe più rivisto i suoi genitori: gravissimo e pregiudizievole nei confronti del minore stesso e del suo rapporto con i genitori. Con tali comportamenti si è messa in atto chiaramente un’adozione mascherata ed illecita: abbiamo pertanto richiesto al Tribunale di rimuovere la curatrice e di rivedere la decisione».

 

A Catona (RC) si parla di affidamenti illeciti

Francesco Miraglia porta la sua esperienza, raccolta nel libro “L’avvocato dei bambini”

 REGGIO CALABRIA (8 8iugno 2022). Si discuterà del complesso mondo degli affidi dei minori mercoledì 8 Giugno a Catona (RC)c/o la Fattoria Urbana, in via Vallegunga ne parleranno l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid, esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile, insieme all’avvocato reggino Daniela Vita, al dott. Antonio Santisi , allo psichiatra Vincenzo Maria Romeo e alla psicologa María Pía Guarna.

Esiste un mondo articolato, legato a un vero e proprio business sulla pelle dei bambini figli di famiglie fragili o in temporanea difficoltà: un esempio eclatante è lo scandalo di Bibbiano, ma ogni giorno si consumano tante piccole e grandi “Bibbiano” nel silenzio più totale e nella disperazione dei genitori che si vedono i figli strappati e allontanati per anni, senza motivi validi e reali. E potrebbe capitare a chiunque, perché nella sua lunga carriera l’avvocato Francesco Miraglia si è imbattuto in casi di famiglie in condizione di povertà materiale e culturale, ma anche in professionisti affermati e in famiglie abbienti. Nessuno è immune. Ecco perché è importante parlarne, attraverso incontri e convegni pubblici; ed ecco perché l’avvocato Miraglia ha pubblicato il suo ultimo libro “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Con coraggio e con prove circostanziate e dettagliate, ricavate dalla propria vastissima esperienza professionale (oggetto, oltre tutto, di molte invidie e di molti falliti tentativi di intrusione), l’avvocato Miraglia squarcia il velo su un intero sistema di malaffare, quello della vendita della libertà delle persone e dei loro figli, che si nutre soprattutto di non conoscenza e di silenzio. Parlare e informare sulle norme e sulla loro applicazione ai principi della libertà e dell’uguaglianza – soprattutto dell’uguaglianza dei privati di fronte al potere pubblico – equivale a contrapporre un sistema di diritti e tutele ad un sistema di prevaricazione. In realtà né l’ordinamento né la scienza consentono e contemplano che l’autorità vincoli le relazioni familiari e vi instauri interventi perenni (e redditizi) sulla base di soggettive – e, dunque, potenzialmente arbitrarie – valutazioni, anziché alla stregua dell’accertamento e della qualificazione, con le garanzie del processo, di fatti e comportamenti comprovati. Ed è utile che ciò sia noto anche a chi sia incorso, o si senta in pericolo di incorrere, nel rischio di quegli interventi.

Urge poi si preveda la seria formazione di chi si occupa di minori in ambito giudiziario, per arrivare a una corretta valutazione delle capacità genitoriali, troppo spesso lasciata in mano ad assistenti sociali impreparati o, peggio ancora, truffaldini: attorno ai bambini in affido girano soldi, e tanti. Ma importante sarebbe dare un freno anche all’eccessivo potere che costoro hanno, senza che vi sia un adeguato controllo: ed è su questa lacuna che si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti. Che spesso si fanno forza persino della legge stessa: un esempio su tutti è l’articolo 403 del Codice civile, che prevede l’intervento della pubblica autorità a favore dei minori in situazione di abbandono morale o materiale. Se da un lato garantisce un aiuto immediato qualora esistesse davvero un pericolo imminente per un minore, dall’altro però troppo spesso viene utilizzato, orchestrando le prove ad arte, per sottrarre i bambini ai loro genitori, alimentando così il business degli affidi.

 

Ancona: undicenne dopo anni potrà vedere la madre

Tre anni fa gli aveva inviato un regalo di Natale, mai consegnato dai Servizi sociali.

ANCONA (6 giugno 2022). Ci sono voluti anni di battaglie legali, la tenacia di una mamma di Macerata e la caparbietà del legale per far sì che il Tribunale per i Minorenni di Ancona decidesse di far riavvicinare un ragazzino, oggi undicenne, alla sua mamma biologica. Non la vede da anni, perché nessuno da quando era piccolino si è impegnato per far sì che rivedesse la sua mamma e tornasse a casa da lei. Vive da anni con una coppia di genitori affidatari, che sono ormai la sua famiglia ed è come se qualcuno avesse voluto cancellargli la memoria, affinché si abituasse prima e meglio alla nuova famiglia. Tre anni fa la madre  aveva provato a consegnargli un pacco contenente vestiti e giocattoli per Natale: al bambino quel pacco non è mai arrivato, perché i Servizi sociali non glielo hanno consegnato, rispedendolo al mittente. «A questo punto, oltre la soddisfazione per questo primo passo,  ci domandiamo se si tratti di un affidamento lecito o meno. – dichiara l’avvocato Miraglia, a fianco della madre nella lotta per rivedere il figlio – Non possiamo che essere contenti del fatto che il Tribunale per i Minorenni di Ancona alla fine abbia accolto le nostre istanze e abbia stabilito la ripresa degli incontri tra madre e figlio, con un supporto psicologico per il minore. Il ragazzino infatti non ricorda la madre e sta accettando di incontrarla più per farle un favore che per desiderio personale di riabbracciare la sua mamma. È lecito quindi domandarsi cosa avranno raccontato negli anni a questo ragazzino. Saprà che la mamma lotta da anni per riaverlo con sé oppure gli hanno fatto credere che non volesse più avere a che fare con lui e che avrebbe dovuto vivere per sempre con la nuova famiglia? Tutto questo si sarebbe potuto evitare se soltanto l’affidamento avesse avuto carattere temporaneo, come previsto per legge e nel rispetto del diritto dei minori a vivere con la famiglia di origine; e se qualcuno in tutto questo tempo avesse avviato un programma di sostegno e riavvicinamento tra madre e figlio, con il suo progressivo rientro a casa: ma il Tribunale per i minorenni di Ancona non ha fatto nulla, facendo scivolare la pratica nell’oblio. E il tempo è passato inesorabile. Se avessimo bisogno di una conferma che al Tribunale Per i Minorenni di Ancona le cose non funzionano, questa ne è l’ennesima riprova. Nel frattempo auspichiamo che madre e figlio riescano a ricucire il loro rapporto strappato, ma chi non ci assicura che tra un paio d’anni non ci troveremo di fonte a un ragazzo che non vorrà più avere nulla a che fare con la madre percependola come un’estranea? E a quel punto la colpa di chi sarà?».

 

“L’ associazione culturale scientifica  In.Si.De. organizza a Reggio Calabria ” il convegno “servizi sociali, affidi, e genitorialità

 

REGGIO CALABRIA (7 Giugno 2022). L’avvocato, del Foro di Madrid, Francesco Miraglia sarà relatore martedì 7 Giugno in un convegno a Reggio Calabria dal titolo “Servizi sociali, affidi e genitorialità”, promosso dall’associazione culturale scientifica In.si.de alle ore 18 sito in Reggio Emilia via Bruno  Buozzi n° 17. Presso il centro B.C.M. Bottega di cultura e Metapolitica.

Con lui anche l’avvocato reggino Daniela Vita, insieme ad interventi della giornalista Antonella Pastorino, dello psichiatra Vincenzo Maria Romeo, della psicologa María Pía Guarna e dell’avvocato Ernesto Siclari. Francesco Miraglia è esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile e da anni combatte contro il sistema degli allontanamenti illeciti dei minori dalle loro famiglie, che si traducono, nei fatti, in vere e proprie adozioni mascherate. Tutto raccontato e ben documentato nell’ultimo libro di cui è autore, “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Perché Bibbiano è solo la punta di un iceberg, un’orribile vicenda nota in quanto assurta agli onori delle cronache: ma ogni giorno si consumano tante piccole e grandi “Bibbiano” nel silenzio più totale e nella disperazione dei genitori che si vedono i figli strappati e allontanati per anni, senza motivi validi e reali. Francesco Miraglia è redattore anche dell’opuscolo informativo «Servizi sociali, affidi e genitorialità: qualcosa da chiarire», realizzato in collaborazione con l’associazione Peribimbi.it proprio con lo scopo di aiutare e informare i genitori dell’attuale ordinamento giuridico italiano in materia di affidi, al fine di renderli maggiormente responsabili ed efficaci nella difesa del loro ruolo e nella protezione dei propri figli da potenziali abusi d’ufficio.”

 

Roma : Francesco Miraglia relatore al secondo congresso internazionale  Pedagogia  Familiare  

Parlerà di Diritto internazionale e Pedagogia Familiare

ROMA (25 Maggio 2022). L’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid sarà tra i relatori al secondo congresso internazionale di Pedagogia familiare, in programma al Circolo ufficiali dell’aeronautica militare di Roma il 27 e 28 maggio 2022. L’evento è promosso dall’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari e dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare fondato dalla professoressa Vincenza Palmieri con lo scopo di realizzazione di progetti umanitari a carattere nazionale ed internazionale, in particolare nel campo dei diritti umani dell’infanzia e dell’adolescenza.

Argomento delle due giornate di convegno saranno “I grandi temi” della pedagogia familiare: le nuove politiche per la famiglia, i diritti dei bambini, gli strumenti del pedagogista familiare, la didattica efficace, l’anatomia dei bisogni, il sostegno genitoriale e familiare nonché, soprattutto, le politiche attive necessarie per aiutare le famiglie a casa loro, evitando così gli allontanamenti dei minori e il loro affidamento alle comunità.

Grande tema, quest’ultimo, per il quale da anni si batte il legale Miraglia, ben esplicitato nell’ultimo libro di cui è autore, L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”.

Tra gli argomenti oggetti di illustrazione ci sarà il progetto di pedagogia familiare avviato con lo stato africano dell’Angola (sarà presente l’ambasciatrice: quello dei bambini stranieri in Italia allontanati dalle famiglie è diventata un’emergenza di cui le istituzioni devono prendere coscienza e intervenire. Complice anche la scarsa comprensione della lingua e delle leggi italiane, decine di bambini e ragazzi di origine straniera vengono ogni anno strappati alle loro famiglie.

Negli anni scorsi lo stesso  Miraglia – che al congresso tratterà di Diritto internazionale e Pedagogia Familiare – aveva prestato la propria opera di consulenza legale in un progetto integrato di tutela per i minori ecuadoriani, siglato con lo Stato dell’Ecuador attraverso la propria ambasciata in Italia, al fine di fornire assistenza legale e psicologica gratuita a tutte le famiglie alle prese con allontanamenti dei minori da casa. Il 23 maggio scorso, a Pisa, è stato relatore in un convegno sui diritti dei minori del Senegal

Francesco Miraglia relatore al convegno sui diritti dei minori del Senegal

 

I bambini senegalesi in Italia sono tra i minori stranieri maggiormente allontanati dalle loro famiglie

L’avvocato Francesco Miraglia del foro di Madrid incontrerà la comunità senegalese lunedì 23 maggio a Pisa, per illustrare le modalità in cui funzionano i servizi sociali, gli affidi e la genitorialità in Italia. Miraglia, esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorili, è autore di diversi libri, l’ultimo dei quali si intitola “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Relazioneranno insieme a lui alcuni rappresentanti di associazioni senegalesi in Italia e l’avvocato Carmen Pino del foro di Barcellona Pozzo di Gotto con decennale esperienza in materia minorile . Un convegno che sarà introdotto da Moustapha Wagne, segretario generale del coordinamento migranti di Verona e consulente in materia di immigrazione. Conosce bene la realtà dei minori senegalesi, che troppo spesso i giudici allontanano dai loro nuclei familiari per inserirli in comunità di accoglienza, quando magari in moltissimi casi si tratta di un problema di natura culturale o di mancanza di conoscenza delle leggi italiane: sarebbe pertanto importante, se non addirittura indispensabile, formare ed informare i cittadini senegalesi, attraverso iniziative come il convegno organizzato a Pisa.

Quella degli allontanamenti di bambini senegalesi dalle loro famiglie, ad opera dei servizi sociali italiani, è una vera e propria emergenza, che merita un’attenzione particolare da parte delle istituzioni italiane così come dei rappresentanti del Senegal in territorio italiano quali possono essere ambasciata e consolato.

Solo lo studio Miraglia di Modena sta seguendo una quindicina di casi di allontanamento di minori di origine senegalese: grazie all’intervento dello studio legale, a Genova e a Roma dei bambini sono riusciti a tornare tra le braccia dei propri genitori. Ma quanti ancora soffrono lontani da casa?

Ecco perché nel corso del convegno  verrà presentato  l’opuscolo «Servizi sociali, affidi e genitorialità: qualcosa da chiarire», realizzato in collaborazione con l’associazione Peribimbi.it, con lo scopo di aiutare e informare i genitori dell’attuale ordinamento giuridico italiano in materia di affidi, al fine di renderli maggiormente responsabili ed efficaci nella difesa del loro ruolo e nella protezione dei propri figli da potenziali abusi d’ufficio. Un opuscolo appositamente tradotto in francese per essere meglio compreso dalla comunità senegalese.

Negli anni scorsi l’avvocato Miraglia del foro di Madrid aveva prestato la propria opera di consulenza legale in un progetto integrato di tutela per i minori ecuadoriani, siglato con lo Stato dell’Ecuador attraverso la propria ambasciata in Italia, al fine di fornire assistenza legale e psicologica gratuita a tutte le famiglie alle prese con allontanamenti dei minori da casa. Anche in questo caso, complice anche la scarsa comprensione della lingua e delle leggi italiane, decine di bambini e ragazzi dell’Ecuador erano stati allontanati dalle loro case a affidati a comunità di accoglienza: diversamente da altri stati europei, nei quali si predilige l’affidamento ai parenti.

Pertanto, visti i numerosi minori allontanati dalle famiglie senegalesi, sarebbe auspicabile che anche il Senegal attivasse un progetto simile attraverso la propria ambasciata. E che sia di esempio ad altri Paesi, per dar voce ai bambini stranieri in Italia, che altrimenti voce non hanno.

Salerno, usa il suo corpo come scudo per salvare il figlio il Tribunale lo dichiara adottabile

Il bimbo di 8 anni dichiarato adottabile in pochissime settimane. Avvocato Miraglia: “Il presidente della Campania Vincenzo De Luca sa come vengono gestite queste strutture nella sua regione?”

SALERNO (12 gennaio 2022). Non basta ciò che lei e il figlio hanno passato, dopo le botte da parte del compagno che ha addirittura ferito il piccolo alla gola con delle grosse cesoie.

Alloggiati d’urgenza in una Casa-famiglia in provincia di Salerno, la donna è passata da un incubo a un altro: costantemente bullizzata dalle altre ospiti, e costretta ad andarsene per qualche giorno, al suo ritorno ha trovato la porta sbarrata e soprattutto ha appreso che il suo bambino era stato dichiarato adottabile.

“Quando uno pensa di averle sentite tutte, arriva sempre di peggio” commenta l’avvocato Miraglia, al quale la donna disperata si è affidata.

“Quanto capitato a questa donna ha dell’incredibile : senza la verifica della capacità genitoriale sua e del resto della famiglia, il Tribunale per i minorenni, con una velocità che in tanti anni di lavoro nelle sedi di giustizia, mai mi è capitato di vedere, ha dichiarato adottabile il suo bambino”.

“Se fosse stato abbandonato capirei, ma lui solo non è e non lo è mai stato”.

“Ha una mamma che si prende cura di lui e un nucleo familiare dove poter abitare».

Il piccolo nella sua breve esistenza ne ha già patite molte : un anno e mezzo fa suo padre ha tentato di strangolarlo e accoltellarlo alla gola : se è vivo è grazie alla sua mamma, che è intervenuta e gli ha fatto da scudo.

Mamma e figlio  sono stati quindi alloggiati in una comunità, dove però la vita non si è rivelata più serena.

In quella struttura vivono ormai in pianta stabile alcune donne, che hanno trasformato la comunità in casa loro, tormentando  e isolando la donna, impedendole  persino l’accesso alla cucina.

Allontanatasi per alcuni giorni per recarsi in ospedale, quando è tornata non l’hanno più fatta entrare, ed il bambino era già stato dichiarato adottabile.

“Per quanto riguarda l’aspetto prettamente giuridico” conclude l’avvocato Miraglia “abbiamo presentato istanza alla Corte d’Appello di Salerno affinché riveda immediatamente il provvedimento di adottabilità di questo bambino, che non versa in stato di abbandono in quanto ha una mamma e una famiglia”.

Hanno dell’incredibile le risposte del Presidente della cooperativa che gestisce questa struttura sulle richieste dell’avvocato: quali competenze professionali hanno gli operatori?

Visto che il bambino in questione è affetto da un disturbo pervasivo dello sviluppo di cui fanno parte anche i disturbi appartenenti allo spettro autistico ?

Quali sono le caratteristiche professionali ?

Precisa  l’Avvocato Miraglia – “in data 23 Dicembre 2021, abbiamo inviato opportuna comunicazione, alla struttura in questione, invitandoli a precisare i requisiti professionali, e formativi degli operatori presenti all’intero della comunità, vista la patologia da cui è affetto il bambino, che necessità assolutamente di soli professionisti competenti che siano in possesso delle competenze specifiche, per potersi relazionare con il bambino, al fine di poter gestire tutte le criticità e le difficoltà che derivano dalla patologia che affligge il piccolo Luca (nome di fantasia), ma soprattutto al fine di non porre in essere comportamenti, o imposizioni controproducenti e peggio ancora, dannose in casi di questo tipo”.

“Ancora più incredibile è che gli stessi operatori hanno di fatto sostenuto l’inidoneità della mia assistita determinando l’adottabilità del bambino”.

Continua l’Avvocato Miraglia: “ Ebbene il Presidente della cooperativa che gestisce la struttura in questione, invece di dare le dovute informazioni, visto che percepisce soldi pubblici si è limitato a scrivere al Tribunale e alla Corte  di Appello, per chiedere  se la madre  è legittimata a chiedere  le sopra citate informazioni”.

Dal punto di vista morale, urge un intervento: da parte del presidente De Luca, che  vada a verificare il funzionamento di questa struttura, e soprattutto da parte delle onorevoli che promuovono la tutela per i diritti umani e per le donne, insieme alle associazioni di mamme.

Aggiunge l’Avvocato Miraglia, “A loro mi appello, affinché chiamino questa donna”.

“Fatevi raccontare la sua storia e fatele sentire la vostra vicinanza, dando così veste concreta a tutti i vostri discorsi”.

“Forse questa mamma non merita attenzione, perché non c’è scappato il morto?”

“O forse questa mamma è un po’ meno mamma delle altre ?”

“Forse per la mia assistita vale la citazione di Alessandro Manzoni nel suo romanzo dei Promessi sposi: “… caro Renzo…mal cosa nascer poveri !!”