Articoli Recenti

Evento on-line “Bibbiano è in tutta Italia”

A tre anni dall’inchiesta “Angeli e demoni” proposte per evitare gli inutili allontanamenti dei minori

BIBBIANO (23 Giugno 2022). Era il 27 giugno del 2019 quando esplose l’inchiesta “Angeli e demoni” sugli affidi illeciti. A tre anni da quello scandalo che sconvolse l’Italia, ma scoperchiò un sistema squallido e torbido, vile perché lucrava sulla pelle dei bambini, lunedì 27 alle 20.30 sarà organizzato il convegno web “Bambini e famiglie: aiutiamoli a casa loro” per lanciare un appello a politici e amministratori, affinché non ci siano mai più bambini strappati ingiustamente alle famiglie. Al convegno interverràl’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile, che lo scandalo di Bibbiano ha contribuito a farlo scoperchiare, dimostrando come il sistema fosse molto più articolato di quanto emerso dalle prime indagini e che sia presente in tutta Italia. Il “sistema Bibbiano” è solo la punta dell’iceberg, dove in gioco ci sono la vita di migliaia di bambini (si stima che ci siano cinquecentomila minori allontanati dalle famiglie d’origine e collocati in affidamento in comunità o in famiglie affidatarie) e un giro di affari degno di una finanziaria (pare che il fatturato si attesti intorno ai cinque miliardi di euro). Numerosi sono i casi di genitori che, letti sui giornali i nomi dei protagonisti dell’indagine “Angeli e demoni” hanno scoperto di essere anch’essi vittima della medesima orchestrazione. Casi che vanno indietro nel tempo di parecchi anni, nell’indifferenza dei tribunali e delle istituzioni pubbliche. Da questa esperienza è scaturito l’ultimo libro di Francesco Miraglia “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Parlare e informare sulle norme e sulla loro applicazione ai principi della libertà e dell’uguaglianza – soprattutto dell’uguaglianza dei privati di fronte al potere pubblico – equivale a contrapporre un sistema di diritti e tutele ad un sistema di prevaricazione.

Se ne deve quindi parlare, per rendere consapevoli le persone di quanto accade e che nessuno è immune dal diventare potenziale vittima di questo sistema, indipendentemente dal grado di istruzione o dalla condizione economica e lavorativa: è sufficiente trovarsi temporaneamente in difficoltà a causa di una separazione conflittuale, per trovarsi privi dei propri figli. Per anni. Ed è giusto che ne siano interessata l’intera classe politica, alla quale chiedere con forza di far cessare queste situazioni, che si configurano come vere e proprie violazioni dei diritti umani e dei diritti dei bambini. Al convengo online, insieme all’avvocato Francesco Miraglia, interverranno la professoressa Vincenza Palmieri ambasciatrice dei diritti umani nel mondo e fondatrice dell’Istituto nazionale di pedagogia familiare, l’avvocato Francesco Morcavallo, Francesco Cattani presidente del Comitato “ASPEM Alleanza Sociale Famiglie e Minori”, Paolo Roat direttore del dipartimento Protezione dell’Infanzia del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umanie, con le loro testimonianze, Antonio Margini, Giuliano Braglia e Sonia Cecchinato.

 

Incontro tra Assessore Caucino, Garante Serra, Avvocato Miraglia del Foro di Madrid e Riccardo Ruà  

Incontro tra Assessore Caucino, la Garante per l’infanzia Serra, l’Avvocato Miraglia e Riccardo Ruà

Torino 14 Giugno 2022, era il 14 Gennaio 2020 quando C. di appena 7 anni, veniva condotto presso la Comunità Centro Paolo VI, sita in Casalnoceto, in provincia di Alessandria.

Una tragedia, fatta di privazione affettiva, reclusione e sedazione continua, che C. subisce da 2 anni e mezzo.

Da quando C. è recluso in questa struttura, non può più vedere nessuno, al bambino non viene data nemmeno la possibilità di vedere la sua mamma.

Ogni giorno da 2 anni e mezzo a questa parte, C. non sa più cosa sia una carezza, una parola di conforto un gesto d’affetto materno.

Un’infanzia caratterizzata da privazione affettiva assoluta, a C. hanno tolto tutto : l’infanzia, la famiglia, la scuola…

Non esistono compleanni, feste da condividere in famiglia, nessuno dialogo con la madre, solo psicofarmaci ed una struttura che è diventata la sua “prigione”.

Stiamo parlando di un bambino, un innocente che non si sa nel nome di quale scienza, è soggetto a tale crudeltà e spietatezza.

Eppure la madre del bambino, non è né una criminale, né soggetto abbandonante, nonostante ci sia stato il bieco tentativo di screditarla in ogni modo.

Una donna che ha sempre cercato di aiutare il proprio figlio, segnalando anche tutti gli impropri a cui il bimbo veniva sottoposto in sua presenza.

Impropri che trovano riscontro con prove e testimonianze raccolte in tutti questi anni, dove emergono delle rivelazioni a dir poco sconvolgenti : il Dottore della struttura ha pure asserito che il bambino, non voleva vedere la sua mamma, perché ne avrebbe paura a suo dire, un’affermazione, che non trova assolutamente riscontro nella realtà, che lede il reale desiderio di C. e che pronunciata in questi termini, cela una “detenzione” davvero preoccupante.

Infatti il 18 Maggio 2022, l’Assessore Chiara Caucino alle Politiche della Famiglia, dei insieme alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, hanno potuto appurare, interpellando il piccolo C. in occasione di un loro blitz, presso la struttura in questione che in realtà il bambino, desidera solo tornare dalla sua mamma, e dalla sua nonna, e che a causa di questo privazione ne soffre profondamente.

Troppe le anomalie emerse in questa vicenda, che abbiamo seguito da vicino insieme all’Avvocato Miraglia del Foro di Madrid, che assiste la famiglia del bambino, e l’Associazione Adelina Graziani, Presidente Riccardo Ruà.

Ieri l’Avvocato Miraglia del Foro di Madrid, insieme a mamma N. e Riccardo Ruà, Presidente dell’Associazione Adelina Graziani, hanno incontrato l’Assessore Chiara Caucino e la Garante per l’infanzia Ylenia Serra.

Dichiarazione dell’Avvocato Miraglia, del Foro di Madrid che rappresenta lla famiglia del bambino.

Avvocato Miraglia del Foro di Madrid : “ringrazio l’Assessore Caucino e la Garante per l’infanzia Serra, per la disponibilità e l’ascolto della Signora, mamma del bambino”.

“Le ringrazio anche per la loro onestà intellettuale, e la volontà dimostrata nel cercare di capire come sono andate realmente le cose, in merito a questo caso, recandosi anche in struttura dove allo stato attuale è rinchiuso il bimbo”.

“Risulta quantomeno discutibile che un Tribunale abbia decretato l’allontanamento del minore dalla propria famiglia, solo sulla base di quello che asserisce la comunità in questione”.

“La visita in struttura dell’Assessore Chiara Caucino e della Garante per l’infanzia Ylenia Serra, che hanno potuto incontrare personalmente il bambino, ed ascoltarlo venendo a conoscenza del reale desiderio del bimbo, è ulteriore comprova di quanto sosteniamo”.

“Il bambino alla domanda posta dall’Assessore e dalla Garante per l’infanzia : “Qual’è il tuo sogno, il tuo più grande desiderio” – ha risposto ritornare a casa da mia mamma, pertanto oltre la comprova di quanto sostenuto, vi è anche la palese sofferenza che sta attraversando questo minore, costretto a vivere lontano dai suoi affetti”.

“La CTU non ha mai ascoltato il bambino, ne è mai riuscita a valutare la relazione madre-bambino, perché la comunità incredibilmente si è opposta, ed è ancora più incredibile che il Tribunale si sia girato dall’altra parte determinando la dichiarazione dello stato di abbandono del minore”.

“Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica contro la comunità in questione e percorreremo tutte le strade legittime, a tutela della mia assistita e soprattutto del Diritto del bambino di ritornare quanto prima dalla sua famiglia ”.

Riccardo Ruà Presidente dell’Associazione Adelina Graziani si è espresso in tal senso.

Riccardo Ruà Associazione Graziani Adelina : “è stato un incontro che ha confermato quello che noi come Associazione avevamo verificato – le sostanziali falsità da parte di questi operatori che andavano a dire che il bambino aveva paura della madre”.

“Il medico della struttura, dichiarò al sottoscritto in presenza di testimoni una cosa gravissima, ed invece il bambino in piena lucidità, in un momento dedicato al gioco, alla domanda fatta dall’Assessore Chiara Caucino e dalla Garante per l’infanzia Ylenia Serra, “qual è il tuo sogno C. ?” il bambino ha risposto vorrei tornare dalla mia madre”

 “Quando ho sentito queste parole io insieme all’Assessore Chiara Caucino, abbiamo avuto un momento di profonda commozione”.

“Non sono riuscito a trattenere le lacrime, insieme all’Assessore Caucino, questo mi ha fatto pensare alla violenza inaudita che sta subendo questo minore”.

“Una ctu che non ha mai incontrato il minore, per capire veramente, verificando per davvero quello che noi come Associazione, eppure l’Assessore Caucino e la Garante Serra, abbiamo ampiamente appurato”.

“Questo ci sembra un’azione punitiva, un attacco diretto nei confronti della madre di C. ed è inaccettabile”.

“La sofferenza di questo bambino, in questi 2 anni e mezzo, la privazione affettiva che sta subendo è disumana, chi potrà ridare a questo bimbo tutti gli anni che gli anno tolto, privandolo di sua madre e della sua nonna”.

“Auspichiamo che in un Tribunale attento, riescano a ripristinare gli errori, che per noi hanno commesso nei confronti di questo minore”.

“Un incontro quello di oggi con che in certi momenti è stato molto commovente, in special modo quando l’Assessore e la garante hanno precisato che alla domanda specifica posta al bambino, quale fosse il suo sogno, il piccolo C. ha risposto con grande tristezza di volere tornare a casa, mi scendono le lacrime ancora ora, ogni qualvolta che immagino il dolore che sta provando questo bambino”.

“Inoltre ci tengo ad aggiungere : la mamma di C. quando andò in struttura per vedere suo figlio, è stata strattonata da parte di una neuropsichiatra della struttura, tanto che gli furono procurate delle lesioni, refertate dal Pronto Soccorso”.

 “In quell’occasione la madre veniva strattonata, ed il bambino trascinato via, mentre piangeva e ripeteva sofferente la parola MAMMA, mentre lo allontanavano forzatamente da lei, insomma una violenza inaudita, che non può trovare alcuna giustificazione”.

“Sicuramente se il DDL dell’Assessore Caucino “Allontanamento Zero” fosse già approvato, fatti a dir poco vergognosi di questo genere non potrebbero più verificarsi”.

Conclude Riccardo Ruà : “Sono onorato di aver potuto constatare la grande umanità dell’Assessore Caucino, sensibile a questi temi, e non posso che nutrire una profonda stima per una donna così meravigliosa, estendendo la mia gratitudine e stima anche alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, per il grande coinvolgimento dimostrato nella tutela dei Minori e nel caso specifico del piccolo C., grazie di vero cuore”.

Anche noi ringraziamo l’Assessore Chiara Caucino e la Garante per l’infanzia Ylenia Serra, per essersi prodigate in tal senso, sapere che in Regione Piemonte ci sono delle persone così eccellenti, ci rincuora.

Un ringraziamento particolare all’Assessore Chiara Caucino, da parte di tutta la Redazione de “Il Quotidiano D’Italia” per essersi sempre distinta grazie alla sua grande umanità, per la concretezza e per il palese apporto istituzionale che l’Assessore Caucino dimostra.

 

 

 

 

“L’ associazione culturale scientifica  In.Si.De. organizza a Reggio Calabria ” il convegno “servizi sociali, affidi, e genitorialità

 

REGGIO CALABRIA (7 Giugno 2022). L’avvocato, del Foro di Madrid, Francesco Miraglia sarà relatore martedì 7 Giugno in un convegno a Reggio Calabria dal titolo “Servizi sociali, affidi e genitorialità”, promosso dall’associazione culturale scientifica In.si.de alle ore 18 sito in Reggio Emilia via Bruno  Buozzi n° 17. Presso il centro B.C.M. Bottega di cultura e Metapolitica.

Con lui anche l’avvocato reggino Daniela Vita, insieme ad interventi della giornalista Antonella Pastorino, dello psichiatra Vincenzo Maria Romeo, della psicologa María Pía Guarna e dell’avvocato Ernesto Siclari. Francesco Miraglia è esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile e da anni combatte contro il sistema degli allontanamenti illeciti dei minori dalle loro famiglie, che si traducono, nei fatti, in vere e proprie adozioni mascherate. Tutto raccontato e ben documentato nell’ultimo libro di cui è autore, “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Perché Bibbiano è solo la punta di un iceberg, un’orribile vicenda nota in quanto assurta agli onori delle cronache: ma ogni giorno si consumano tante piccole e grandi “Bibbiano” nel silenzio più totale e nella disperazione dei genitori che si vedono i figli strappati e allontanati per anni, senza motivi validi e reali. Francesco Miraglia è redattore anche dell’opuscolo informativo «Servizi sociali, affidi e genitorialità: qualcosa da chiarire», realizzato in collaborazione con l’associazione Peribimbi.it proprio con lo scopo di aiutare e informare i genitori dell’attuale ordinamento giuridico italiano in materia di affidi, al fine di renderli maggiormente responsabili ed efficaci nella difesa del loro ruolo e nella protezione dei propri figli da potenziali abusi d’ufficio.”

 

Bimbo sequestrato in comunità blitz dell’Assessore Caucino e della Garante C.: vuole tornare a casa dalla sua mamma

Torino  20 Maggio 2022, C. è un bambino del Torinese che vive “sequestrato” in una comunità terapeutica nella quale è stato confinato due anni fa.

Tutto nasce dalle lamentele della madre del bimbo disabile, che evidenziava l’incapacità di gestire l’iperattività del figlio, da parte della scuola che frequentava.

Invece di fornire un supporto alla famiglia, il Tribunale Per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta da più di 2 anni, ha confinato il bimbo dentro la comunità terapeutica, da cui non esce nemmeno per andare a scuola.

Da anni il bimbo non vede nessuno, nemmeno la mamma, inoltre viene regolarmente sedato con i farmaci.

“È un manicomio per bambini mascherato???” dichiarava l’Avvocato Miraglia, legale della madre di C. in un articolo pubblicato dopo averlo intervistato lo scorso Dicembre 2020.

Una madre disperata che per essersi recata in questa comunità con l’intento di poter vedere il suo bambino, o anche solo per poter sentirne la voce, è stata denunciata dagli stessi operatori della comunità, manco fosse una criminale.

Proprio per il legame della struttura con la Diocesi in questione, l’Avvocato Miraglia, l’anno scorso scrisse e pubblicò, una lettera destinata a Papa Francesco, di cui riportiamo uno stralcio :

«Sua Santità – prosegue l’avvocato Miraglia nella sua lettera – non è possibile trattare una mamma alla stessa stregua di un criminale, solo perché rivendica l’amore per il proprio figlio”.

“Ancor più grave è questo atteggiamento arrogante e prepotente, assunto dagli operatori che lavorano ed operano in una struttura di proprietà della Diocesi”.

“Ben sappiamo dei suoi tanti impegni, tanti sono i suoi pensieri, ma con tutto l’amore di Dio le chiediamo di dedicare un secondo della sua giornata a questo piccolo, che non vuole altro che riabbracciare la sua mamma”.

“Sua Santità, il mio studio legale da anni combatte contro il sistema degli affidamenti illeciti, contro l’alienamento dei minori dai propri genitori e contro questo mercato fatto sulla pelle dei bambini”.

“Mai avrei pensato di combattere contro chi opera in nome della Famiglia, dell’Amore e della Misericordia dei bambini”.

Ieri l’Assessore Regionale alla Famiglia Chiara Caucino, insieme al Garante per l’Infanzia, si è recata presso la struttura Paolo VI, dove da anni è rinchiuso C.

Un blitz istituzionale, dal quale sono emerse delle verità che da molto tempo sia l’Avvocato Miraglia, nella sua difesa, che l’Associazione Graziani Adelina, portano avanti.

In primis l’Avvocato Miraglia, l’Associazione Graziani Adelina, nella persone del Presidente Riccardo Ruà e la Vice Presidente Rachele Sacco, (e noi della testata che ci siamo occupati di alcuni articoli in merito alla situazione del bambino) vogliamo ringraziare, l’Assessore Caucino, per essersi prodigata in tal senso.

Anche l’Assessore Caucino insieme alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, hanno appurato che il bambino chiede espressamente di poter ritornare a casa dalla sua mamma.

Una frase quella pronunciata da C. che noi conosciamo molto bene, una volontà che il povero bambino non ha mai smesso di esternare, pur vivendo in una realtà costrittiva, e di sedazione continua.

Ciò che chiede C. non è mai stato preso in considerazione, questo ci turba molto, e ci addolora apprendere che da molti anni il bambino soffre per questa ingiustificata reclusione, seppur né lui né la sua mamma si siano mai macchiati di alcun crimine.

Il bambino da anni non va più a scuola, non può parlare, e nemmeno ricevere l’affetto dalla sua famiglia, a lui è stato precluso tutto.

Dal blitz, che fece l’Associazione Graziani Adelina, che si occupa anche di Malasanità, emersero dei fatti a dir poco sconvolgenti.

Un medico della struttura, non solo non volle riceverli, ma asserì in presenza anche di testimoni, che il bambino non voleva vedere la sua mamma, in quanto ne aveva paura.

Un’affermazione questa che non corrisponde al vero, in quanto C. non ha mai smesso di amare la sua mamma, che tanto lo ama a sua volta.

Una madre amorevole, grande lavoratrice, che meritava un trattamento diverso, piuttosto che la privazione del figlio.

Una donna senza precedenti penali, una brava persona con una famiglia altrettanto integerrima, che si è vista strappare il suo bambino.

Era un normalissimo giorno di scuola per C. e non fosse che quando la sua mamma lo va a riprendere a scuola, e scopre che il bambino non c’era più, lo avevano portato via, per segregarlo in questa comunità.

Pensate a come possa essersi sentita questa madre, nell’apprendere tale abominio.

  1. aveva raccontato alla sua mamma che a scuola veniva addirittura bullizzato, e che i genitori degli altri alunni si erano uniti per fare in modo che il bambino non frequentasse più quella scuola.

Questo bimbo non è un mostro ve lo assicuriamo, è un bambino che oggi ha solo 9 anni, affetto da una disabilità, ma che può essere aiutato, non di certo ghettizzandolo, e togliendogli la famiglia.

 

Servizi sociali, affidi e genitorialità, Francesco Miraglia incontra la comunità senegalese toscana

Il 23 maggio, a Pisa, alle 15 c/o il cinema Agorà di Pisa, l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid, già consulente dello stato dell’Ecuador  incontrerà la comunità senegalese della Toscana  per parlare ancora una volta di affidi e del ruolo che i genitori e i servizi sociali rivestono nel procedimento minorile. Insieme all’avvocato Miraglia oltre i rappresentati di varie associazioni senegalesi   ci sarà l’avvocato Carmen Pino del Foro di Barcellona Pozzo di Grotto , esperta di diritto minorile e di famiglia.

I citati professionisti  si confronteranno con un pubblico di origine straniera su temi particolarmente delicati che riguardano tutti, anche le famiglie immigrate. È una nuova occasione per far riflettere chi ascolterà su dinamiche complesse e particolarmente problematiche, dove spesso chi è più debole non viene adeguatamente tutelato. È importante che tutti i genitori siano ben consapevoli del loro ruolo e dei loro diritti, così come dei doveri dei servizi sociali e di cosa sia in loro potere fare. L’avvocato Miraglia farà chiarezza sui rapporti che intercorrono tra i diversi attori che intervengono in caso di affido e sul compito della giustizia a proposito della protezione del minore e dei suoi famigliari. Il valore aggiunto di quest’evento sarà la possibilità di confronto con la tradizione e la cultura africana, dove da sempre la famiglia è una struttura fondamentale della società, nonché uno degli aspetti più importanti della vita di un individuo. La famiglia, infatti, è la comunità da proteggere, dove non si lascia indietro nessuno e tutti vanno aiutati e sostenuti. Si tratta, quindi, di un’occasione unica, che favorirà spunti di riflessione nuovi e stimolanti e permetterà di analizzare il sistema da una prospettiva differente.

“Si -amo famiglia” una realtà troppo importante perché osteggiarla

08 Aprile 2022, “SI-AMO FAMIGLIA” questo è il titolo dato dalla Consigliera Comunale Francesca Morucchio organizzatrice dell’evento che si terrà il 20 Aprile presso Cascina “La Rubianetta”, in Druento (TO) alle ore 21:00, un incontro che vuole porre l’attenzione sul ruolo della famiglia, rapportato agli allontanamenti dei minori.

Con il susseguirsi delle epoche storiche, la società (in particolare quella Occidentale) per una serie di fattori, è andata incontro a dei mutamenti, che hanno caricato la famiglia di nuove identità, che oggi vengono definite in vari modi : famiglie allargate, omo-genitoriali, ecc. ecc. tutto ciò però non può forviare la valenza ed il ruolo imprescindibile della famiglia, vera essenza biologica, ma anche spirituale ed educativa che oggi sembra minata, in special modo dagli allontanamenti dei minori da essa, spesso anche in maniera traumatica e altamente coercitiva, seppur in assenza di reale pericolo per il minore stesso.

Un argomento molto controverso, quello degli allontanamenti di minori dalla famiglia, che deve farci riflettere sulle reali ed opportune alternative, che potrebbero palesarsi come aiuto reale al nucleo famigliare, avulso da traumi e da pratiche coercitive, che non possono che destare inquietudine quando si vedono dei bambini disperati che supplicano di non essere strappati alle loro famiglie, che potrebbero sicuramente essere aiutate, e seguite in maniera tale da non innescare queste immani sofferenze, nei bambini.

Una pratica del genere più che un aiuto, spesso è una vera e propria punizione, proprio per il modo in cui viene perpetrato, e per lo stato di privazione affettiva a cui il bambino sottratto alla propria famiglia, viene sottoposto.

E che dire delle cifre da capogiro, che vengono impiegate per tenere in piedi un sistema assistenziale di questo genere, che poi alla fine si macchia di coercizione di crudeltà nel precludere la famiglia ad un bambino, che poi dalle stime oggettive e dalle varie testimonianze, non rappresenta un aiuto fondato ed utile per le vittime di questo sistema.

Siamo proprio sicuri che sottrarre forzatamente un bambino alla sua famiglia, in assenza di pericoli per l’incolumità fisica e psicologica del minore, sia una pratica civile ?

Una famiglia può sicuramente avere bisogno di un aiuto psicologico ed assistenziale, specialmente in presenza di separazioni conflittuali, ed altre esigenze anche economiche, ma ciò non determinare che una famiglia debba essere svuotata del proprio imprescindibile ruolo, defenestrata e disgregata con una pratica incivile e quasi barbara.

Queste sono solo alcune delle premesse dell’incontro “SI-AMO FAMIGLIA”, insieme agli opportuni aggiornamenti che riguardano le eventuali proposte volte al cambiamento di certi iter.

I Relatori che interverranno all’evento sono :

Maurizio Marrone Assessore Politiche Sociali Regione Piemonte FDI

Diego Siragusa Scrittore, Saggista e Blogger

Avvocato Civilista Bruna Puglisi Esperto di Famiglia e Minori del Foro di Torino

Avvocato Penalista Francesco Miraglia penalista esperto in Diritto di Famiglia e Minorile del Foro di Madrid

Moderatrice dell’incontro Debora Saitta (Autrice di molti articoli scaturiti grazie alla preziosa ed egregia collaborazione con alcuni Legali, e testimonianze di  alcuni genitori, inerenti l’argomento).

 

 

 

Quattro Giudici e un Avvocato denunciati per abuso d’ufficio a L’Aquila

Avvocato Miraglia: «Il ministero indaghi su come il Tribunale per i minorenni  amministra la giustizia»

 

L’AQUILA. Psicoterapeuta di una minore la prepara per un incidente probatorio contro il padre in Tribunale e poi presenzia a discutere del caso come componente, in qualità di Giudice onorario, del Collegio giudicante.

Un fatto grave perché mina l’imparzialità di chi è chiamato ad assumere importanti decisioni che cambieranno per sempre la vita dei minori. E ancor più grave poiché gli altri tre giudici componenti del Collegio, pur a conoscenza del conflitto d’interesse in atto, hanno comunque fatto partecipare la terapeuta/Giudice e sulla vicenda l’avvocato tutore della ragazzina non ha fatto una piega né ha mosso un dito.

A nulla sono valse le reiterate proteste dei genitori per la sentenza “viziata” da troppe irregolarità: alla fine, inascoltati, si sono visti costretti a denunciare per abuso d’ufficio la psicologa/Giudice, gli altri tre Giudici del Collegio e la tutrice dei figli.

«Oltre alla querela» dichiara l’avvocato Miraglia, al quale si sono rivolti i genitori «abbiamo portato l’esposto all’attenzione del Csm, della Procura generale presso la Cassazione e al Ministero della Giustizia.

Se è così che al Tribunale per i Minorenni de L’Aquila si amministra la giustizia, è opportuno che le istituzioni indaghino ed esaminino gli atti. Noi speriamo che sia un caso unico e isolato, ma se ce ne fossero altre di situazioni simili occorrerebbe qualcuno faccia le opportune verifiche».

Ogni punto è unico, ogni è puro. Il quadro d’insieme nasce punto per punti

di Raffaella Regoli

Ho trovato questo pensiero su un foglietto di carta, su un frigorifero, in una casa un tempo felice. Dove viveva un bimbo un tempo felice.  Un piccolo punto nell’universo.

Ma quella mamma oggi non c’è più. Se l’è portata via un cancro. E quel piccolo, di appena sei anni, s’è l’è portato via lo Stato.  Strappato agli zii, la sua unica famiglia. Senza un motivo accettabile. Secondo lo schema canonico di un decreto che ha l’immediatezza dell’ atrocità legalmente consumata.

Portato via con un blitz di uomini  armati  e giubbotti antiproiettile.

Ma questo è solo l’ultimo atto, di una lunga scia  di allontanamenti di bambini e ragazzi che avvengono in ogni angolo buio d’Italia. Proprio sotto i nostri occhi.  Secondo le stime fatte dall’Università di Padova, in media ogni giorno  63 minori vengono allontanati   dalle loro famiglie.

E se  oggi questo libro  ha un merito, è proprio quello di unire tanti piccoli punti oscuri, per restituirci un quadro d’insieme chiaro e intellegibile.

Miraglia ci accompagna per mano in un  viaggio,  dentro la distorsione di un Sistema che in nome dei “diritti inviolabili” dei bambini, ha partorito un Mostro.    I casi in cui bisogna intervenire con urgenza per prelevare un minore dalla propria famiglia e metterlo al sicuro, scrive Miraglia, “sono  soltanto due,  maltrattamenti e violenza sessuale. Non possono esserci altre eventualità, altrimenti si violano i diritti del minore e  della propria famiglia”.

Altrimenti sono rapimenti mascherati.

Perché Bibbiano non è un caso isolato. Magari lo fosse. Ormai ne abbiamo la certezza.

Faccio questo mestiere da oltre trent’anni.  Quando ho iniziato a indagare su queste vicende, da quando è esploso il caso “Angeli e Demoni”,  non pensavo di trovarmi di fronte a tutto questo.  Ho letto migliaia di carte, centinaia di relazioni di avvocati,  di  assistenti sociali, CTU vere e false, decreti di Tribunali per minori.

Ho abbracciato la disperazione di decine di madri  e  padri; guardato lo strazio di piccoli innocenti  spesso allontanati  in modo disumano. In palese violazione proprio di quei diritti che dovremmo avere  il dovere di difendere.  Famiglie distrutte. Figli strappati per sempre. Traumi che non si possono cancellare come il segno del gesso sulla lavagna.

Centinaia di storie e altrettanti dolori che mi hanno  scavato dentro.

E’ così che  ho conosciuto Miraglia.  Inciampando, un giorno d’estate,  in una di queste storie,  nata a margine di Bibbiano.  E talmente ingiusta da costringerci tutti a guardare.

Il rapimento della piccola di Reggio Emilia. L’avvocato Miraglia torna a parlarne in questo libro per far capire come da una sequenza di “errori”,  sia potuto accadere che una bimba di appena due anni venisse prelevata dal suo lettino, da finti uomini dell’ ENPA, la protezione animali,  che si sono introdotti nella casa dei suoi genitori. Rapita con l’inganno. Un decreto firmato dal giudice senza verificare le dichiarazioni, rivelatesi poi false, degli assistenti sociali. E se non fosse stato per quelle telecamere che avevano ripreso tutto, se non fosse stato per le denunce dell’avvocato e  per il valore che ogni tanto questo mestiere riesce a dare alle cose che accadono,  nessuno avrebbe creduto  a Stefania e a Marco,  a quei due genitori disperati.

E allora la domanda che spesso ricorre,  anche fra colleghi increduli, è sempre la stessa:  “Come è potuto accadere?”.

E invece accade sotto i nostri occhi, ma ci vuole coraggio per continuare a guardare. Ma il Libro dei consigli dice: “Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva”.  Ecco,  questo libro spinge  a guardare. E spiega in modo semplice come sia potuto accadere. Perché quello che vi racconta è già accaduto. Sta accadendo tutt’ora.  E accadrà ancora se non vi si porrà rimedio.

Magari Bibbiano fosse un caso isolato.  E invece ha aperto solo il vaso di Pandora. In tutt’ Italia si continuano a commettere abusi, in nome di una presunta  tutela del minore. Perché  quello che  ormai abbiamo capito,  è  che “Il sistema” degli affidi, degli allontanamenti,  delle comunità per minori, delle case famiglia, è  spesso una mangiatoia che  serve a sfamare  tutti.

E si badi bene.  Quando si parla  di “Sistema”, il narratore lo chiarisce subito, ed è la forza di questo libro,  non va a caccia di dietrologie,  di complotti o  questioni ideologiche.  Né segue ragioni politiche. Perché la politica qui non c’entra, anche se vorrebbe entrarci eccome.

Lo capirete leggendo. Spesso gli allontanamenti sono “adozioni mascherate”. Miraglia  spiega bene la differenza tra un giudice togato, che quindi si sottopone a un controllo della magistratura, e un giudice minorile onorario che invece non ha alcun controllo. Così i Tribunali minorili sono divenuti negli anni “tribunali speciali” a tutti gli effetti. Dove non c’è contradditorio. E dove ci sono troppi giudici onorari in conflitto d’interesse,   perché a volte sono consulenti di  una casa- famiglia o di una comunità, per cui non possono emettere un giudizio super partes.

Miraglia ci spiega come sia potuto accadere che gli assistenti sociali abbiano  acquisito  nel tempo un potere enorme, non controllato da alcuno. E le segnalazioni che vengono fatte sulle famiglie siano diventate un’arma potentissima nelle loro mani.

Così  scoprirete, pagina dopo pagina, che  troppo spesso c’è un’ unica ratio che muove le cose in questo universo dove i bambini sono piccoli punti che servono a sfamare il “Sistema”.  E che quell’unica ratio si chiama Denaro.

Perché i bambini valgono tanto.

Anzi con gli anziani sono forse il business più redditizio.  Per ogni minore mantenuto in comunità o in  casa-famiglia, lo Stato paga  in media 130 euro al giorno. Che diventano 320 euro al giorno,  se il ragazzo ha problemi psichici o una qualche disabilità. Ma quegli stessi soldi non vengono dati per sostenere le famiglie che si rivolgono spesso ai servizi sociali per chiedere aiuto.

Faccio un esempio più chiaro, una comunità terapeutica per minori, una CTM, che ospita 10 ragazzi, incassa qualcosa come 100mila euro al mese.  Quasi 100mila euro in un solo mese, che fanno più di un milione di euro l’anno.

Capite bene come bambini e ragazzi oggi muovano profitti enormi che spesso ingolosiscono gente senza scrupoli.  Le case-famiglia, le comunità per minori stanno prolificando come tenacissima gramigna, senza  i controlli adeguati.  E per l’assistente sociale o l’operatore, che lavora in queste strutture, spesso con contratti brevi e a pochi soldi,  alimentare il sistema vuol dire  semplicemente  mantenere il proprio posto di lavoro.  Senza porre o porsi  troppe domande.

E’ così che tutti consapevolmente e inconsapevolmente,  alimentano  il Sistema.

E’ così che bambini fragili, di famiglie fragili, diventano il Capitale umano da sfruttare.

In questi anni, ce lo siamo raccontati spesso con Miraglia, sono rarissimi i casi di bambini tolti a famiglie benestanti. O come si diceva una volta,  borghesi.

Il Capitale umano è spesso lì dove c’è una fragilità. Con le separazioni poi,   questo bacino si è allargato a dismisura. E la parola “conflittualità genitoriale” si è fatta alibi per altri abusi legalizzati.

Il Sistema oggi appare sempre più come  il mostro che per sopravvivere ha bisogno di continui sacrifici umani.  E nessuno fino ad ora ha fermato questa bestia.

Ma  la macchina può essere fermata.  Questo libro non vuole alimentare la paura. E piuttosto  un’ esegesi della realtà.  E una catarsi, che apre a una speranza.  Perché Miraglia ha l’abilità di portarci dentro un quadro normativo, con altrettante proposte per cambiare le regole. Per cambiare le cose.  Senza più alibi. Perché nessuno possa continuare più voltarsi dall’altra parte. Perché, come ha scritto Brecht, “di nulla sia detto  è naturale  in questo  tempo di anarchia e di sangue, di ordinato disordine, di meditato arbitrio, di umanità disumanata,  così che nulla valga come cosa immutabile”.

Nulla deve valere come cosa immutabile. Soprattutto una legge che permette l’arbitrio. Perché è sempre da un punto che nasce un disegno.

A me oggi piace pensare che quel piccolo punto sia proprio il grido di dolore del bimbo di Pavia. Mentre lo portavano via, col visino devastato di lacrime, supplicava gli agenti:  “Vi prego,  per favore,  non toccate lo zio…”.

Era il 29 luglio. E con l’ Italia  in vacanza,  quel video era rimasto impigliato nella rete dei social. Presto dimenticato.

Ho dovuto combattere perché riuscissimo a trasmetterlo in prima serata a “Fuori dal Coro”,  su Rete4 . Tutti hanno provato a fermarci. Persino il Tribunale dei minori.

Ringrazio Mario Giordano per la fiducia, per aver creduto con me che quel video andava mostrato in tv. Il grido di quel bimbo fatto nostro. E ringrazio l’avvocato Miraglia che oggi difende lo zio.

 

“Ogni punto è unico, il quadro d’insieme nasce punto per punto”.

Questo c’era scritto sul pensierino di febbraio. E quel pensierino apparteneva al bimbo di Pavia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Servizi sociali di Milano: operatore fa una videochiamata alla mamma seduto sul wc


La donna lo denuncia


MILANO (3 Febbraio 2022). La pandemia ha reso incontri da remoto e videochiamate strumenti di comunicazione, anche istituzionale, d’uso comune e lo smart working ha fatto sì che il lavoro spesso abbia invaso la sfera domestica delle persone. Ma quello che è capitato a una giovane donna milanese è a dir poco sconcertante: alcuni giorni orsono ha ricevuto una videochiamata dall’assistente sociale che si occupa del suo caso mentre questi se ne stava beatamente seduto sulla tazza del wc. Il tono della telefonata era poi alquanto imbarazzante: più che parlare dell’estensione degli orari di visita tra madre e figlio l’assistente sociale era più interessato a indagare sulle relazioni sentimentali della donna. Circostanza che non avrebbe nulla a che vedere con il rapporto con il figlio e con la richiesta di aumentare le visite inoltrata dalla donna. La giovane si è rivolta quindi ai carabinieri per denunciare l’assistente sociale, anche perché costui si è più volte ostinato a non aumentare gli incontri madre/figlio nonostante il tribunale abbia imposto l’aumento della frequenza degli incontri tra la donna e il suo bambino, che si trova in affidamento presso una famiglia. «E anche su questo aspetto nutriamo grossi, grossissimi dubbi – interviene l’avvocato Miraglia al quale la donna si è affidata – in quanto il Comune di Milano ha affidato a una cooperativa l’incarico di reclutare le famiglie alle quali affidare i minori che il tribunale ritiene di allontanare temporaneamente da casa propria. Ma sembrerebbe che la coppia che ospita il piccolo sia strettamente legata con la cooperativa in questione. Tant’è che questo bambino continua ad essere tenuto lontano dalla madre senza motivo e contro le disposizioni del tribunale. Non vorremmo si trattasse di un ennesimo caso di adozione mascherata».

A frapporsi tra lei e il figlioletto è appunto questo assistente sociale, che continua a disattendere le disposizioni del giudice, che ha stabilito un aumento degli incontri tra madre e figlio e ha pure sollecitato l’invio da parte di Servizi sociali della relazione sul bambino, che non è ancora pervenuta sul tavolo del giudice. Quando poi la madre del bimbo chiede spiegazioni, si sente immancabilmente rispondere dall’operatore che è lui a decidere le visite in base al caso e in una relazione ha persino scritto che è il bambino a non voler tonare a casa, mentre il bimbo chiede continuamente di poter stare con la madre. «Perché allontanare il bambino dalla sua mamma allora? – prosegue l’avvocato Miraglia. – Non si tratta forse di un affidamento “sine die”, che non vedrà mai la fine e che di fatto è un meccanismo per occultare una vera e propria adozione? Un sospetto alimentato ulteriormente dal fatto che questo bambino sin da subito è stato obbligato a chiamare mamma e papà la coppia affidataria. Che poi l’assistente sociale si permetta di assumere comportamenti disdicevoli nei confronti della madre del piccolo questo non fa che aggravare ancor di più una situazione già dubbia e sospetta di suo. Doppiamente irrispettoso quindi l’atteggiamento dell’assistente sociale: se da un lato tiene la donna separata ingiustificatamente dal proprio figlio, come si è permesso poi di effettuare una videochiamata di lavoro seduto in bagno? E di quel tenore, per di più! Chiediamo che il Comune indaghi bene sulle persone alle quali affida un servizio delicato come appunto sono i Servizi sociali».

Sul caso interviene anche la professoressa Vincenza Palmieri, consulente tecnico forense della mamma. «Le relazioni – false, falsificate o alterate – sono, purtroppo, all’origine di tale grande male – commenta la professoressa Palmieri. – E se poi queste sono il risultato di incontri e colloqui gestiti in maniera arbitraria e privi dell’applicazione anche dei più elementari principi deontologici, non se ne deve tener conto in Tribunale. I professionisti dell’aiuto, autorizzati dalla vigente normativa a tenere colloqui e consulenze anche on-line, devono comunque rispettare ogni altro criterio previsto dalla prassi e dalle norme proprie della professione, che possono e devono garantire serietà e verità. Queste relazioni, che non sono il risultato di un lavoro serio e scrupoloso, rappresentano il grimaldello diffamatorio per continuare a tenere i bambini lontani dai propri genitori».

Roma: lettera aperta al Garante dell’infamia a tutela di una bambina abusata in comunità

Illustrissimo Garante per l’Infanzia
dott.ssa Carla Garlatti
segreteria@garanteinfanzia.org
Ill.mo Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza
Sen. Ronzulli Licia
licia.ronzulli@senato.it
Ill.mo Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere
Sen. Valente Valeria
valeria.valente@senato.it
Ill.mo Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori
On. Cavandoli Laura
com.affidominori@camera.it
Ill.mo Sindaco del Comune di Roma
dott. Roberto Gualtieri
ld.gabinetto@comune.roma.it

Oggetto: Lettera aperta al Garante per l’Infanzia a tutela di una bambina

“Non si è trattato di violenza, la bambina è stata consenziente
e le è anche piaciuto!”
Questa sarebbe la scandalosa dichiarazione che ci è stato riferito sarebbe stata pronunciata dalla Tutrice di una bambina di soli 12 anni davanti ad un Giudice di un Tribunale della Repubblica Italiana.
La Tutrice era stata nominata dal Tribunale per una bambina collocata in una comunità per minori di Roma.
Recentemente la bambina aveva subito violenza da un ragazzino ospitato nella comunità che aveva approfittato di lei.
Di fronte alle contestazioni dell’avvocato, la Tutrice avrebbe pronunziato queste scandalose parole suscitando l’indignazione della mamma e dell’avvocato.
Non ci risulta che questa Tutrice sia stata sollevata dall’incarico, né ci risultano provvedimenti disciplinari a suo carico.
L’avv. Miraglia che rappresenta e difende la mamma non può che sottolineare la gravità di quanto affermato dalla Tutrice in udienza: “Ma ancora più grave è la mancata indignazione dei giudici presenti in udienza. Nel caso specifico non è la prima volta che questa Tutrice si è resa protagonista di iniziative arbitrarie e pregiudizievoli a danno dei minori e del loro rapporto con la madre, sotto la totale indifferenza dell’Autorità Giudiziaria prontamente informata. Qualcuno dovrebbe spiegare come avvengono queste nomine e soprattutto in nome di chi e per conto di chi nel caso specifico questa Tutrice si senta autorizzata addirittura a sostituirsi al Giudice?” conclude l’avv. Miraglia. “Sarà anche questo un «mercato» e come dice un vecchio detto: a pensar male si fa peccato ma tanta volte ci si becca!!!”
L’avvocato Francesco Morcavallo, già Giudice del Tribunale per i Minorenni, che ha difeso la parte in udienza e ha assistito la mamma, ha dichiarato con indignazione: “Si è trattato di un ingiustificabile sfregio alla dignità di una ragazzina e di una madre e, più in generale, di un’irrisione tracotante verso i valori di sacralità della persona e della donna.”
Secondo il Consulente Tecnico della mamma, la Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare Prof.ssa Vincenza Palmieri: “Certamente è vergognoso che una siffatta persona continui a svolgere funzioni di Tutrice nei confronti di questa e di altri minori. Ma è altrettanto incredibile che la ragazzina sia ancora collocata in Comunità, senza che le sia permesso di ricongiungersi alla madre e poter superare, insieme a lei e con i giusti aiuti, questo ulteriore trauma; restando invece collocata, ormai da 3 anni, in un ambiente istituzionalizzato nel quale, proprio come in un contesto carcerario / manicomiale, esistono regole rigide (sia fra operatori e minori, sia fra i minori stessi) e lei è costretta, come altri, ad adeguarsi per sopravvivere. Lungi dall’essere un caso isolato, è un fatto ricorrente che i minori vengano tolti ai genitori per essere «messi in sicurezza» (questa sicurezza?): in qualità di Consulente tecnico di tanti bambini  e anche come cittadina  mi chiedo, allora: oltre ai casi già noti, di quanti altri bambini e bambine, in quante altre strutture, si dirà che fossero «consenzienti… e le è anche piaciuto»?”
Come Associazione Nazionale Famiglie Insieme per i Diritti Umani ci chiediamo quali siano le procedure di nomina e di verifica dei tutori e curatori dei minori, e come vengano tutelati i bambini nel caso in cui il loro comportamento dovesse essere contrario o non dovesse soddisfare l’interesse primario del minore.
Chiediamo altresì un intervento immediato a tutela di questa bambina che, oltre ai possibili pericoli evidenziati in precedenza, ci risulta avrebbe dovuto iniziare mesi fa un percorso di rientro graduale in famiglia che non è ancora stato attuato.
La situazione di questa famiglia e di questi bambini è già stata segnalata dalla nostra Associazione.
Data la gravità della vicenda e l’urgenza di una sua risoluzione, abbiamo ritenuto necessario informare anche la stampa e l’opinione pubblica come azione dovuta a tutela di questa bambina.

Associazione Nazionale Famiglie Insieme per i Diritti Umani

Roma, 3 dicembre 2021