Processo Aemilia, oltre la narrazione ufficiale: Miraglia presenta a Oradea “Colpevole di essere calabrese”
Il 5 dicembre 2025, alla Biblioteca Județeană “Gheorghe Șincai” Bihor di Oradea, sarà presentato il nuovo libro di Francesco Miraglia, “Colpevole di essere calabrese. Vittime del pregiudizio”, pubblicato da Koinè Nuove Edizioni. Si tratta di un appuntamento atteso non soltanto per l’interesse intorno al volume, ma anche per la qualità del confronto accademico che l’Università di Oradea ha voluto costruire intorno all’autore e ai temi affrontati nel libro.
Il lavoro di Miraglia si concentra su ciò che non è stato raccontato del processo Aemilia, proponendo una lettura lucida e controcorrente delle sue ricadute sociali. Non ne mette in discussione l’impianto giudiziario, bensì osserva come la narrazione mediatica e culturale che lo ha accompagnato abbia generato un clima di sospetto generalizzato verso l’identità calabrese. In questo senso, il libro svela “l’altra faccia dell’Aemilia”: quella delle persone che hanno subito etichettamenti, discriminazioni e stigmatizzazioni nonostante fossero estranee ai fatti, trasformandosi in vittime di un pregiudizio collettivo alimentato più dalla semplificazione che dall’analisi.
La presentazione di Oradea si preannuncia come un momento di confronto di altissimo profilo. Accanto a Miraglia interverranno figure accademiche di rara competenza: Florina Morozan, docente di Diritto civile e voce autorevole nel panorama giuridico romeno, offrirà una lettura comparata del fenomeno del pregiudizio istituzionale, mettendo in relazione le dinamiche italiane con quelle di altri sistemi europei. Rath Bosca Laura Dumitrana, specialista in Diritto di famiglia, approfondirà il ruolo che gli stereotipi possono assumere nella percezione dei nuclei familiari e dei loro diritti, mostrando quanto l’etichettamento possa incidere anche su contesti apparentemente lontani dal tema dell’Aemilia.
Un contributo di particolare rilievo verrà da Liviu Lascu, professore di Diritto penale dell’Università Agorà di Oradea, già Primo Procuratore della Procura militare di Cluj e autore della prefazione del libro. La sua prospettiva tecnica, maturata sia nella pratica investigativa sia nella cattedra universitaria, consente di collocare l’opera di Miraglia all’interno di un discorso più ampio, che riguarda il modo in cui le società europee costruiscono la narrazione della criminalità organizzata. Arricchirà il dialogo anche Bogdan Bodea, studioso dei processi sociali e delle dinamiche del consenso, offrendo un’interpretazione delle derive mediatiche che hanno accompagnato il processo Aemilia e dei loro effetti sulla percezione pubblica.
L’incontro, dunque, non sarà una semplice presentazione editoriale, ma un’occasione per riportare al centro del dibattito un tema spesso affrontato in modo superficiale: la relazione fra diritto, informazione e identità collettiva. Attraverso il confronto con studiosi che hanno scelto di misurarsi con l’opera di Miraglia, Oradea diventa il luogo in cui la riflessione intorno al pregiudizio assume una dimensione internazionale, valorizzando un percorso di ricerca che sta ricevendo crescente attenzione fuori dall’Italia.
Il libro di Miraglia non si limita a raccontare una vicenda giudiziaria; mette ordine in un meccanismo sociale complesso, mostra come il potere del racconto pubblico sia in grado di creare categorie, etichette e sospetti, e restituisce voce a chi ne è stato travolto. L’appuntamento del 5 dicembre offrirà l’opportunità di discutere tutto questo con un parterre accademico di assoluto livello, confermando la centralità del tema e l’autorevolezza del lavoro dell’autore.