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Ancona: undicenne dopo 5 anni ha rivisto la madre

Finora è stato rimpallato dai Servizi sociali e parcheggiato in affidamento

Avvocato Miraglia: «Giorgia Meloni non vuole più delle “Bibbiano”, ma questo accade nelle Marche, a guida FdI»

ANCONA ( 7 novembre 2022). Dopo cinque anni un ragazzino marchigiano di 11 anni rivedrà la madre: non si sono mai più visti in tutto questo tempo, nel quale lui è rimasto in affidamento a una famiglia. Cinque anni in cui è stato un “fantasma”, rimpallato tra i Servizi sociali di due diversi Comuni di Fermo e Macerata, che dopo averlo affidato a una famiglia non si sono più preoccupati di lui né hanno programmato le visite alla madre né tanto meno un ritorno a casa propria, nonostante la precisa indicazione stabilita dal Tribunale per i minorenni di Ancona. Volutamente o meno che sia, nessuno ha vigilato e questo bambino oramai è diventato parte di una famiglia non sua e la madre per lui è un’autentica estranea.

«Come purtroppo ho assistito in diversi casi – commenta l’avvocato Miraglia, cui si è rivolta la madre del ragazzino – è probabile che il bambino rifiuterà di vederla e di riallacciare i rapporti con lei. Lui non l’ha più vista, non è più stata parte della sua vita e chissà cosa pensa, forse di essere stato abbandonato. In realtà questa madre ha lottato strenuamente e con lei abbiamo presentato decine di esposti, caduto sempre nel vuoto».

Ci sono voluti infatti anni di battaglie legali, la tenacia e la caparbietà di questa mamma  per far sì che il Tribunale per i minorenni di Ancora decidesse dopo anni di farla riavvicinare a suo figlio, che sette anni fa le è stato tolto e affidato a un’altra famiglia, mentre da ben cinque le viene impedito di vederlo, quasi a voler cancellare il ricordo che il piccolo aveva di lei. Tre anni fa infatti aveva provato a consegnarli un pacco contenente vestiti e giocattoli per Natale: dono che non è mai arrivato al piccino, in quanto i Servizi sociali non glielo hanno consegnato, rispedendolo al mittente. E anche a chiedere dove fosse questo ragazzino non si è ottenuto fino ad ora alcuna risposta: i Servizi sociali si sono rimpallati la responsabilità e pareva che nessuno lo avesse in carico.

«Abbiamo infine presentato un esposto al Presidente della Corte di Appello – prosegue l’avvocato Miraglia – e a luglio e settembre abbiamo scritto per l’ennesima volta ai Servizi sociali del Comune, che per disposizione del tribunale avrebbe dovuto occuparsi di lui, per sentirci rispondere, incredibilmente, che “il minore non è in carico a questo servizio”. Invece secondo quanto affermato dal giudice relatore del procedimento, il minore era sicuramente in carico a loro. Solo dopo aver minacciato di rivolgerci all’Autorità giudiziaria per sporgere denuncia per sottrazione di minore “magicamente” il bambino è ricomparso ed è stato fissato un incontro con la mamma. Pur contenti, siamo molto preoccupati della reazione che avrà il ragazzino, che si troverà davanti quella che per lui di fatto è un’estranea. Ecco il nuovo modo portar via figli: lasciarli lontani anni dai genitori biologici, perché in caso di riavvicinamento è ovvio che siano i ragazzini stessi a non voler rivedere dei genitori che non conoscono e che magari nemmeno ricordano. E preferiscano rimanere con le famiglie affidatarie. Sono anni che lotto contro questo sistema di “adozioni mascherate”. Con sorpresa ho udito il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso di insediamento affermare convintamente di non voler più altri “casi Bibbiano”: ebbene mi rivolgo al Presidente Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio: questo episodio accade nella bella regione delle Marche, amministrata da un presidente appartenente a Fratelli d’Italia».

 

 

 

Bergamo: Continua il tour per l’Italia di Francesco Miraglia tra le comunità senegalesi 

Bergamo (24 Ottobre 2022). L’Associazione Senegalese di Bergamo (ASSOSB) rappresentata dal Presidente Sig. Seck Cheikh Tidiane 1 novembre alle ore 16 organizza un incontro dal tema: “diversità culturale, giustizia minorile e bambini allontanati”

All’incontro, sarà presente Francesco Miraglia, avvocato di foro di Madrid, esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile. L’incontro si terrà martedì 1 novembre alle 16 presso la sede dell’associazione ASSOSB in Corso Europa n° 55 Ciserano (BG). Sarà l’occasione per illustrare le modalità in cui funzionano i servizi sociali, gli affidi e la genitorialità in Italia anche attraverso la consegna dell’opuscolo «Servizi sociali, affidi e genitorialità: qualcosa da chiarire», realizzato dallo stesso Miraglia in collaborazione con l’associazione Peribimbi.it, con lo scopo di aiutare e informare i genitori dell’attuale ordinamento giuridico italiano in materia di affidi, al fine di renderli maggiormente responsabili ed efficaci nella difesa del loro ruolo e nella protezione dei propri figli da potenziali abusi d’ufficio. Un opuscolo appositamente tradotto in francese per essere meglio compreso dalla comunità senegalese.

Autore di diversi libri, l’ultimo dei quali si intitola “L’avvocato dei bambini, Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”, Francesco Miraglia, grazie alla collaborazione con Moustapha Wagne, segretario generale del coordinamento migranti di Verona e consulente in materia di immigrazione, ha avviato un’attività di consulenza con la comunità senegalese, così come qualche anno fa aveva fatto con la comunità dell’Ecuador. I minori di origine straniera molto spesso e troppo frettolosamente vengono allontanati dai loro nuclei familiari e inseriti in comunità di accoglienza per presunti maltrattamenti o episodi di abbandono, quando magari nella maggior parte dei casi si tratta di differenti abitudini culturali o di mancanza di conoscenza delle leggi italiane. Le diversità soprattutto culturali vanno capite e rispettate non certamente giudicate superficialmente e pregiudizialmente come spesso accade.

 

Roma: sei bimbi senegalesi tolti alla famiglia tornano a casa

Quella dei genitori non era incuria, ma solo diversità culturale

ROMA (6 Ottobre 2022). Il Tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto la buona fede di tre genitori di origine senegalese: quello che per lo Stato italiano è considerata incuria dei minori, come lasciare i figli soli in casa seppure piccoli, per loro è culturalmente una cosa del tutto normale. Dopo un periodo di affiancamento, in cui hanno appreso la lingua e le leggi italiane, hanno collaborato attivamente con Servizi sociali e hanno potuto riabbracciare i loro figli, che progressivamente devono tornare a casa così come ha deciso il Tribunale per i Minorenni di Roma il 30 settembre.

«Giudici e assistenti sociali hanno capito la buona fede di questi genitori – commenta l’avvocato Miraglia, al quale questa famiglia si è rivolta – e ci hanno consentito di affiancare un nostro referente privato, la dott.ssa Marzia Pantanella.  E ha dato ai genitori il tempo di capire e imparare le leggi italiane e di adattarsi ad esse. Con la mediazione anche della comunità senegalese questi genitori hanno compreso che certi comportamenti in Italia sono considerati inadeguarti. La collaborazione tra istituzioni, che in questo caso ha portato a un risultato positivo, dovrebbe essere la prassi, per evitare ingiusti e dolorosi allontanamenti che durano anni, con inevitabili ripercussioni negative sui minori, incapaci di comprendere perché devono vivere improvvisamente lontani da mamma e papà. Ma purtroppo ancora non è così e spesso i tribunali decidono troppo frettolosamente per l’allontanamento dei bambini».

La vicenda trae inizio dalla denuncia presentata nel 2018 nei confronti del padre, un uomo senegalese che vive in un Comune della città metropolitana di Roma, che aveva lasciato in auto da solo uno dei suoi figli minori. I Servizi sociali avevano quindi avviato, insieme al Tribunale, un’indagine sulla situazione abitativa e famigliare: l’uomo ha due figli piccoli dall’attuale moglie e quattro da una compagna precedente, tutti minori.

Lo standard di pulizia della casa non era stato ritenuto idoneo e grave era stata considerata l’abitudine di lasciare i figli a casa da soli. Un comportamento del tutto usuale in Senegal, che però in Italia è considerato abbandono di minore. Tutti e sei i bambini erano stati quindi allontanati dalle mamme e dal padre e ospitati in strutture di accoglienza, mentre i tre genitori avevano perso la potestà genitoriale: ad occuparsi delle decisioni riguardanti i bambini erano stati nominati un tutore e un curatore.

«Dopo anni vissuti fuori casa – prosegue l’avvocato Miraglia – adesso progressivamente bambini e ragazzi, di età compresa oggi tra i 16 e i 4 anni, potranno tornare in seno alle loro famiglie. Una volta affiancati, infatti, i genitori hanno dimostrato sincero affetto per i figli e si sono impegnati a seguire quelle che sono le regole italiane, imparando anche bene l’italiano».

Questo è un caso emblematico, purtroppo non isolato, nel quale troppo sbrigativamente i Tribunali adottano provvedimenti severi e drastici, senza prima considerare le differenze culturali e affiancare in genitori in un percorso di informazione.

Si parla tato di integrazione ma puntualmente le diversità culturali vengono giudicate invece di essere considerate. Proprio per prevenire queste situazioni Francesco Miraglia del Foro di Madrid Miraglia, in collaborazione   con Moustapha Wagne, segretario generale del coordinamento migranti di Verona e consulente in materia di immigrazione, hanno avviato degli incontri dislocati nel territorio nazionale con le varie comunità senegalesi in una campagna d’informazione sul compito dei servizi sociali e sulle norme vigenti in materia minorile

 

Verona: dopo sei annitre fratelli tornano in famiglia

Dal 2016 erano “parcheggiati” in una comunità di accoglienza a Marghera

VERONA (19 settembre 2022). Ci sono voluti sei anni di sofferenze, lontani dalla famiglia, ma oggi finalmente tre fratelli veronesi potranno lasciare la comunità in cui erano ospitati dal 2016 e torneranno in famiglia: due fratelli sono stati affidati ai nonni, la piccola alla zia. Non sono stati affidati alla mamma, ma almeno torneranno ad un clima disteso e sereno: per tutto questo tempo erano vissuti con la madre, in quattro, dentro a un’unica stanza fatiscente, con i loro beni accatastati in un angolo per mancanza di spazio. Lontano dalla loro provincia, dagli amici, dalla scuola.

«È una vittoria – dichiara l’avvocato Miraglia, che ha seguito in tutti questi anni la vicenda – sebbene parziale perché sarebbe stato auspicabile che tornassero con la mamma; ma almeno dopo tutto questo tempo possono vivere nuovamente in famiglia. Ci sono voluti anni di lotte, di perseveranza, di denunce anche agli esponenti politici: ma alla fine anche i Servizi sociali hanno compreso il disagio vissuto da questi ragazzi e hanno collaborato attivamente affinché tornassero a casa».

La vicenda trae inizio da un fatto agghiacciante: la madre dei ragazzi, rincasando, aveva sorpreso il marito mentre abusava della figlia maggiore, nata da una precedente relazione. L’aveva immediatamente denunciato, ma invece di un aiuto e di un sostegno, aveva trovato solo sofferenze, precipitando in un vero e proprio incubo. Siccome all’epoca la signora non lavorava, i Servizi sociali presero carico lei e i quattro figli, ospitandoli temporaneamente in una comunità di Verona. Poi a sorpresa e senza un vero motivo, la figlia maggiore era stata trasferita in una comunità, mentre la donna con i tre più piccoli era finita in un’altra struttura, per di più fatiscente, a Marghera, in provincia di Venezia.

Dove sono rimasti sei anni, senza che i Servizi sociali veronesi si prendessero in carico il loro caso, attivassero un progetto di sostegno e di rientro a casa. Nulla: parcheggiati a spese dei contribuenti, lontani da tutto e tutti. Anzi, più volte i Servizi sociali avevano tentato di togliere i bambini alla madre per affidarli ad alcune famiglie.

Esasperata, la donna, sempre sostenuta dall’avvocato Miraglia, nel 2019 aveva denunciato il dirigente dei Servizi sociali, due psicologhe, un’assistente sociale e la responsabile della comunità. E con loro anche l’assessore al Sociale del Comune di Verona.

Da ieri, grazie al pronunciamento del Tribunale per i minorenni di Venezia, i due ragazzi, che ormai hanno 15 e 14 anni, sono andati a vivere con i nonni materni, mentre la piccola, che nei suoi 6 anni di vita ha conosciuto solo comunità, è stata affidata alla zia.

 

Torino, convegno “I più fragili tra i più fragili”

Il 30 giugno si parlerà di tutela dei minori al Consiglio regionale del Piemonte

TORINO (27 Giugno 2022). L’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid , esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile, sarà relatore al convegno “I più fragili tra i fragili” in programma il 30 giugno nella sede del Consiglio regionale del Piemonte. È stato invitato in quanto uno dei massimi esperti in Italia di tutela dei minori e, più in generale, delle fasce più deboli della popolazione: in anni di battaglie si è sempre speso affinché il sistema affaristico che ruota attorno a un certo tipo di assistenza, in particolar modo quella minorile, venga definitivamente smantellato. Al convegno ci si interrogherà quindi su alcuni temi: se esistono, innanzitutto, delle forme di tutela alternative a quelli attualmente in uso, vale a dire – per quanto concerne i minori – gli affidi eterofamiliari, che spesso sfociano in vere e proprie adozioni mascherate, o l’ospitalità in comunità e case famiglia, che si arricchiscono sulla pelle dei bambini grazie ai contributi pubblici (le rette a carico delle casse comunali per consentire l’alloggio in una struttura ai minori vanno dai 70 ai 400 euro al giorno per ogni bambino o ragazzo allontanato dalla propria famiglia). Si affronterà quindi il tema dei programmi e delle proposte che potrebbero essere possibili con le leggi vigenti in questo momento.

Promotori dell’evento sono Riccardo Ruà e Rachele Sacco, presidente e vicepresidente dell’associazione nazionale Adelina Graziani contro malasanità e tutela dei diritti umani. Relatori, insieme all’avvocato Francesco Miraglia, saranno anche la professoressa Vincenza Palmieri, ambasciatrice dei diritti umani nel mondo e fondatrice dell’Istituto nazionale di pedagogia familiare; Chiara Caucino, Assessore alla Famiglia della Regione Piemonte; Vincenzo Pacileo Procuratore Aggiunto della Procura di Torino, Antonella Barbera, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino  gruppo Fasce Deboli Carlo Picco , Direttore Generale Asl “Citta di Torino”, Domenico Martelli, Direttore  Responsabile  Medica  Interna  dell’Ospedale Maria Vittoria Modera il convegno Valerio Grosso  (Giornalista Cronaca Qui)

Esiste un mondo articolato, legato a un vero e proprio business sulla pelle dei bambini figli di famiglie fragili o in temporanea difficoltà: un esempio eclatante è lo scandalo di Bibbiano, ma ogni giorno si consumano tante piccole e grandi “Bibbiano” nel silenzio più totale e nella disperazione dei genitori che si vedono i figli strappati e allontanati per anni, senza motivi validi e reali. E potrebbe capitare a chiunque, perché nella sua lunga carriera  Francesco Miraglia si è imbattuto in casi di famiglie in condizione di povertà materiale e culturale, ma anche in professionisti affermati e in famiglie abbienti. Da questa esperienza è scaturito l’ultimo libro dell’avvocato Francesco Miraglia “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Parlare e informare sulle norme e sulla loro applicazione ai principi della libertà e dell’uguaglianza – soprattutto dell’uguaglianza dei privati di fronte al potere pubblico – equivale a contrapporre un sistema di diritti e tutele ad un sistema di prevaricazione.

Evento on-line “Bibbiano è in tutta Italia”

A tre anni dall’inchiesta “Angeli e demoni” proposte per evitare gli inutili allontanamenti dei minori

BIBBIANO (23 Giugno 2022). Era il 27 giugno del 2019 quando esplose l’inchiesta “Angeli e demoni” sugli affidi illeciti. A tre anni da quello scandalo che sconvolse l’Italia, ma scoperchiò un sistema squallido e torbido, vile perché lucrava sulla pelle dei bambini, lunedì 27 alle 20.30 sarà organizzato il convegno web “Bambini e famiglie: aiutiamoli a casa loro” per lanciare un appello a politici e amministratori, affinché non ci siano mai più bambini strappati ingiustamente alle famiglie. Al convegno interverràl’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile, che lo scandalo di Bibbiano ha contribuito a farlo scoperchiare, dimostrando come il sistema fosse molto più articolato di quanto emerso dalle prime indagini e che sia presente in tutta Italia. Il “sistema Bibbiano” è solo la punta dell’iceberg, dove in gioco ci sono la vita di migliaia di bambini (si stima che ci siano cinquecentomila minori allontanati dalle famiglie d’origine e collocati in affidamento in comunità o in famiglie affidatarie) e un giro di affari degno di una finanziaria (pare che il fatturato si attesti intorno ai cinque miliardi di euro). Numerosi sono i casi di genitori che, letti sui giornali i nomi dei protagonisti dell’indagine “Angeli e demoni” hanno scoperto di essere anch’essi vittima della medesima orchestrazione. Casi che vanno indietro nel tempo di parecchi anni, nell’indifferenza dei tribunali e delle istituzioni pubbliche. Da questa esperienza è scaturito l’ultimo libro di Francesco Miraglia “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Parlare e informare sulle norme e sulla loro applicazione ai principi della libertà e dell’uguaglianza – soprattutto dell’uguaglianza dei privati di fronte al potere pubblico – equivale a contrapporre un sistema di diritti e tutele ad un sistema di prevaricazione.

Se ne deve quindi parlare, per rendere consapevoli le persone di quanto accade e che nessuno è immune dal diventare potenziale vittima di questo sistema, indipendentemente dal grado di istruzione o dalla condizione economica e lavorativa: è sufficiente trovarsi temporaneamente in difficoltà a causa di una separazione conflittuale, per trovarsi privi dei propri figli. Per anni. Ed è giusto che ne siano interessata l’intera classe politica, alla quale chiedere con forza di far cessare queste situazioni, che si configurano come vere e proprie violazioni dei diritti umani e dei diritti dei bambini. Al convengo online, insieme all’avvocato Francesco Miraglia, interverranno la professoressa Vincenza Palmieri ambasciatrice dei diritti umani nel mondo e fondatrice dell’Istituto nazionale di pedagogia familiare, l’avvocato Francesco Morcavallo, Francesco Cattani presidente del Comitato “ASPEM Alleanza Sociale Famiglie e Minori”, Paolo Roat direttore del dipartimento Protezione dell’Infanzia del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umanie, con le loro testimonianze, Antonio Margini, Giuliano Braglia e Sonia Cecchinato.

 

Incontro tra Assessore Caucino, Garante Serra, Avvocato Miraglia del Foro di Madrid e Riccardo Ruà  

Incontro tra Assessore Caucino, la Garante per l’infanzia Serra, l’Avvocato Miraglia e Riccardo Ruà

Torino 14 Giugno 2022, era il 14 Gennaio 2020 quando C. di appena 7 anni, veniva condotto presso la Comunità Centro Paolo VI, sita in Casalnoceto, in provincia di Alessandria.

Una tragedia, fatta di privazione affettiva, reclusione e sedazione continua, che C. subisce da 2 anni e mezzo.

Da quando C. è recluso in questa struttura, non può più vedere nessuno, al bambino non viene data nemmeno la possibilità di vedere la sua mamma.

Ogni giorno da 2 anni e mezzo a questa parte, C. non sa più cosa sia una carezza, una parola di conforto un gesto d’affetto materno.

Un’infanzia caratterizzata da privazione affettiva assoluta, a C. hanno tolto tutto : l’infanzia, la famiglia, la scuola…

Non esistono compleanni, feste da condividere in famiglia, nessuno dialogo con la madre, solo psicofarmaci ed una struttura che è diventata la sua “prigione”.

Stiamo parlando di un bambino, un innocente che non si sa nel nome di quale scienza, è soggetto a tale crudeltà e spietatezza.

Eppure la madre del bambino, non è né una criminale, né soggetto abbandonante, nonostante ci sia stato il bieco tentativo di screditarla in ogni modo.

Una donna che ha sempre cercato di aiutare il proprio figlio, segnalando anche tutti gli impropri a cui il bimbo veniva sottoposto in sua presenza.

Impropri che trovano riscontro con prove e testimonianze raccolte in tutti questi anni, dove emergono delle rivelazioni a dir poco sconvolgenti : il Dottore della struttura ha pure asserito che il bambino, non voleva vedere la sua mamma, perché ne avrebbe paura a suo dire, un’affermazione, che non trova assolutamente riscontro nella realtà, che lede il reale desiderio di C. e che pronunciata in questi termini, cela una “detenzione” davvero preoccupante.

Infatti il 18 Maggio 2022, l’Assessore Chiara Caucino alle Politiche della Famiglia, dei insieme alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, hanno potuto appurare, interpellando il piccolo C. in occasione di un loro blitz, presso la struttura in questione che in realtà il bambino, desidera solo tornare dalla sua mamma, e dalla sua nonna, e che a causa di questo privazione ne soffre profondamente.

Troppe le anomalie emerse in questa vicenda, che abbiamo seguito da vicino insieme all’Avvocato Miraglia del Foro di Madrid, che assiste la famiglia del bambino, e l’Associazione Adelina Graziani, Presidente Riccardo Ruà.

Ieri l’Avvocato Miraglia del Foro di Madrid, insieme a mamma N. e Riccardo Ruà, Presidente dell’Associazione Adelina Graziani, hanno incontrato l’Assessore Chiara Caucino e la Garante per l’infanzia Ylenia Serra.

Dichiarazione dell’Avvocato Miraglia, del Foro di Madrid che rappresenta lla famiglia del bambino.

Avvocato Miraglia del Foro di Madrid : “ringrazio l’Assessore Caucino e la Garante per l’infanzia Serra, per la disponibilità e l’ascolto della Signora, mamma del bambino”.

“Le ringrazio anche per la loro onestà intellettuale, e la volontà dimostrata nel cercare di capire come sono andate realmente le cose, in merito a questo caso, recandosi anche in struttura dove allo stato attuale è rinchiuso il bimbo”.

“Risulta quantomeno discutibile che un Tribunale abbia decretato l’allontanamento del minore dalla propria famiglia, solo sulla base di quello che asserisce la comunità in questione”.

“La visita in struttura dell’Assessore Chiara Caucino e della Garante per l’infanzia Ylenia Serra, che hanno potuto incontrare personalmente il bambino, ed ascoltarlo venendo a conoscenza del reale desiderio del bimbo, è ulteriore comprova di quanto sosteniamo”.

“Il bambino alla domanda posta dall’Assessore e dalla Garante per l’infanzia : “Qual’è il tuo sogno, il tuo più grande desiderio” – ha risposto ritornare a casa da mia mamma, pertanto oltre la comprova di quanto sostenuto, vi è anche la palese sofferenza che sta attraversando questo minore, costretto a vivere lontano dai suoi affetti”.

“La CTU non ha mai ascoltato il bambino, ne è mai riuscita a valutare la relazione madre-bambino, perché la comunità incredibilmente si è opposta, ed è ancora più incredibile che il Tribunale si sia girato dall’altra parte determinando la dichiarazione dello stato di abbandono del minore”.

“Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica contro la comunità in questione e percorreremo tutte le strade legittime, a tutela della mia assistita e soprattutto del Diritto del bambino di ritornare quanto prima dalla sua famiglia ”.

Riccardo Ruà Presidente dell’Associazione Adelina Graziani si è espresso in tal senso.

Riccardo Ruà Associazione Graziani Adelina : “è stato un incontro che ha confermato quello che noi come Associazione avevamo verificato – le sostanziali falsità da parte di questi operatori che andavano a dire che il bambino aveva paura della madre”.

“Il medico della struttura, dichiarò al sottoscritto in presenza di testimoni una cosa gravissima, ed invece il bambino in piena lucidità, in un momento dedicato al gioco, alla domanda fatta dall’Assessore Chiara Caucino e dalla Garante per l’infanzia Ylenia Serra, “qual è il tuo sogno C. ?” il bambino ha risposto vorrei tornare dalla mia madre”

 “Quando ho sentito queste parole io insieme all’Assessore Chiara Caucino, abbiamo avuto un momento di profonda commozione”.

“Non sono riuscito a trattenere le lacrime, insieme all’Assessore Caucino, questo mi ha fatto pensare alla violenza inaudita che sta subendo questo minore”.

“Una ctu che non ha mai incontrato il minore, per capire veramente, verificando per davvero quello che noi come Associazione, eppure l’Assessore Caucino e la Garante Serra, abbiamo ampiamente appurato”.

“Questo ci sembra un’azione punitiva, un attacco diretto nei confronti della madre di C. ed è inaccettabile”.

“La sofferenza di questo bambino, in questi 2 anni e mezzo, la privazione affettiva che sta subendo è disumana, chi potrà ridare a questo bimbo tutti gli anni che gli anno tolto, privandolo di sua madre e della sua nonna”.

“Auspichiamo che in un Tribunale attento, riescano a ripristinare gli errori, che per noi hanno commesso nei confronti di questo minore”.

“Un incontro quello di oggi con che in certi momenti è stato molto commovente, in special modo quando l’Assessore e la garante hanno precisato che alla domanda specifica posta al bambino, quale fosse il suo sogno, il piccolo C. ha risposto con grande tristezza di volere tornare a casa, mi scendono le lacrime ancora ora, ogni qualvolta che immagino il dolore che sta provando questo bambino”.

“Inoltre ci tengo ad aggiungere : la mamma di C. quando andò in struttura per vedere suo figlio, è stata strattonata da parte di una neuropsichiatra della struttura, tanto che gli furono procurate delle lesioni, refertate dal Pronto Soccorso”.

 “In quell’occasione la madre veniva strattonata, ed il bambino trascinato via, mentre piangeva e ripeteva sofferente la parola MAMMA, mentre lo allontanavano forzatamente da lei, insomma una violenza inaudita, che non può trovare alcuna giustificazione”.

“Sicuramente se il DDL dell’Assessore Caucino “Allontanamento Zero” fosse già approvato, fatti a dir poco vergognosi di questo genere non potrebbero più verificarsi”.

Conclude Riccardo Ruà : “Sono onorato di aver potuto constatare la grande umanità dell’Assessore Caucino, sensibile a questi temi, e non posso che nutrire una profonda stima per una donna così meravigliosa, estendendo la mia gratitudine e stima anche alla Garante per l’Infanzia Ylenia Serra, per il grande coinvolgimento dimostrato nella tutela dei Minori e nel caso specifico del piccolo C., grazie di vero cuore”.

Anche noi ringraziamo l’Assessore Chiara Caucino e la Garante per l’infanzia Ylenia Serra, per essersi prodigate in tal senso, sapere che in Regione Piemonte ci sono delle persone così eccellenti, ci rincuora.

Un ringraziamento particolare all’Assessore Chiara Caucino, da parte di tutta la Redazione de “Il Quotidiano D’Italia” per essersi sempre distinta grazie alla sua grande umanità, per la concretezza e per il palese apporto istituzionale che l’Assessore Caucino dimostra.

 

 

 

 

2° Congresso Internazionale di Pedagogia Familiare: diritto internazionale e pedagogia familiare

di Francesco Miraglia

Una delle priorità di sempre è quella di proteggere bambini e ragazzi. I loro diritti sono tutelati dalla Convenzione Internazionale dei Diritti all’Infanzia e all’Adolescenza entrata in vigore nel 1989. Questo documento è tutt’ora il più completo per la protezione dei più giovani e si basa essenzialmente su due principi: l’ascolto delle loro opinioni da parte dello Stato (perché i ragazzi hanno voce in capitolo in ciò che li riguarda) e la non discriminazione, perché tutti i minori, senza che vi siano differenze per razza, sesso ed età, devono poter godere dei diritti contemplati dalla Convenzione. Si sostiene, poi, che l’attenzione per i bambini debba essere anteposta a qualsiasi altro affare dei governi e che i minori debbano vivere nelle condizioni necessarie per garantire loro uno sviluppo integrale, fisico, emotivo, culturale e sociale. Il compito di controllare se e come questi diritti vengano rispettati è stato affidato all’UNICEF, un organo dell’ONU, costituito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ciò, ci sono ancora paesi in cui i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza vengono sistematicamente violati, soprattutto nelle parti del mondo in via di sviluppo, dove è tutt’ora molto diffuso lo sfruttamento del lavoro minorile. Ciò accade perché i titolari di fabbriche e industrie beneficiano di un maggior guadagno dando un salario minimo ai bambini, ma precludendoli, così, non solo dall’istruzione ma anche dalla possibilità di un’infanzia libera e spensierata con la loro famiglia.

Il ruolo dei genitori nella crescita e nella formazione dei figli è (non ci sarebbe bisogno di dirlo) fondamentale. A questo proposito, l’articolo 5 è particolarmente pregnante: “Gli Stati rispettano la responsabilità, il diritto ed il dovere dei genitori o, all’occorrenza, dei membri della famiglia allargata o della comunità secondo quanto previsto dalle usanze locali di tutori o delle altre persone legalmente responsabili del fanciullo di impartire a quest’ultimo, in modo consono alle sue capacità evolutive, l’orientamento ed i consigli necessari all’esercizio dei diritti che gli riconosce la presente Convenzione”. È importante, infatti, che chi si occupa dei minori li educhi alla cultura dei diritti, affinché non sviluppino un atteggiamento negativo sia per loro stessi che per gli altri. Conoscere i propri diritti significa essere consapevoli delle proprie libertà e, allo stesso tempo, dei propri limiti e dei rispettivi doveri. Affinché questo sia possibile serve l’autorità dei genitori, nel senso latino del termine: auctoritas viene da augeo, letteralmente “far crescere”. Non si tratta, quindi, dell’esercizio di un potere, piuttosto di “orientare” e, dunque, mostrare i punti cardinali della vita. I genitori devono, quindi, educare e non lasciare che i loro figli si abituino pian piano, poiché, in quanto “autori”, rendono il processo educativo non un adattamento passivo, ma un’interazione attiva. In questa prospettiva, non bisogna rimproverare, bensì correggere nel senso di mostrare indicazioni, affinché i ragazzi sviluppino un pensiero critico. Papà e mamma sono “consiglieri” di vita, ancora una volta nel significato originario del termine: “riflettere” e “decidere insieme”, ma anche “prendersi cura”, “venire in aiuto”. Di conseguenza, le regole che si insegnano ai figli non si inventano né si impongono, ma si condividono e si costruiscono prima tra i genitori e poi con i bambini. A questo proposito, l’articolo 29 della Convenzione recita: “L’educazione deve tendere a: promuovere lo sviluppo della personalità del fanciullo, dei suoi talenti, delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutto l’arco delle sue potenzialità”. L’educazione è un processo di continua tensione in cui tutti i soggetti educativi si mettono in discussione e in collaborazione verso la stessa direzione, che porta alla valorizzazione dei bambini e non alla loro cieca obbedienza ad ordini. Per farlo ci vuole rispetto, sia da parte dei genitori che dei figli, che devono essere educati a questo. “Rispetto”, etimologicamente, significa “guardare di nuovo, guardare dietro”: volgendo lo sguardo all’altro ci si rispecchia, si ritorna alle origini, ai nodi irrisolti. È la chiave fondamentale per affrontare tutte le questioni della vita, in quanto un soggetto rispettato in quel che è e per quel che è sarà più portato a rispettare gli altri. Un altro concetto interessante menzionato nel medesimo articolo è quello di “potenzialità”. Quando si parla di educazione dei minori non bisognerebbe riferirsi alle loro capacità (che propriamente significa “ciò che si contiene”), ma piuttosto alle loro potenzialità, ovvero “ciò che si può”: questo termine è dinamico, allude alla possibilità di evoluzione, alla realizzazione futura di semi che già si possiedono e che potranno germogliare con una buona educazione. Quest’ultima, infatti, insegna come portare a frutto i propri talenti, le proprie aspirazioni, i propri desideri. A questo punto, l’autorità non è potere, è riconoscimento nella relazione: vuol dire mostrare le direzioni, ma poi procedere insieme e dare fiducia. L’educazione è ciò che caratterizza l’essere umano, pertanto genitori e educatori hanno una grossa responsabilità: una responsabilità di vita, per tutta la vita.

 

 

A Catona (RC) si parla di affidamenti illeciti

Francesco Miraglia porta la sua esperienza, raccolta nel libro “L’avvocato dei bambini”

 REGGIO CALABRIA (8 8iugno 2022). Si discuterà del complesso mondo degli affidi dei minori mercoledì 8 Giugno a Catona (RC)c/o la Fattoria Urbana, in via Vallegunga ne parleranno l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid, esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile, insieme all’avvocato reggino Daniela Vita, al dott. Antonio Santisi , allo psichiatra Vincenzo Maria Romeo e alla psicologa María Pía Guarna.

Esiste un mondo articolato, legato a un vero e proprio business sulla pelle dei bambini figli di famiglie fragili o in temporanea difficoltà: un esempio eclatante è lo scandalo di Bibbiano, ma ogni giorno si consumano tante piccole e grandi “Bibbiano” nel silenzio più totale e nella disperazione dei genitori che si vedono i figli strappati e allontanati per anni, senza motivi validi e reali. E potrebbe capitare a chiunque, perché nella sua lunga carriera l’avvocato Francesco Miraglia si è imbattuto in casi di famiglie in condizione di povertà materiale e culturale, ma anche in professionisti affermati e in famiglie abbienti. Nessuno è immune. Ecco perché è importante parlarne, attraverso incontri e convegni pubblici; ed ecco perché l’avvocato Miraglia ha pubblicato il suo ultimo libro “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”. Con coraggio e con prove circostanziate e dettagliate, ricavate dalla propria vastissima esperienza professionale (oggetto, oltre tutto, di molte invidie e di molti falliti tentativi di intrusione), l’avvocato Miraglia squarcia il velo su un intero sistema di malaffare, quello della vendita della libertà delle persone e dei loro figli, che si nutre soprattutto di non conoscenza e di silenzio. Parlare e informare sulle norme e sulla loro applicazione ai principi della libertà e dell’uguaglianza – soprattutto dell’uguaglianza dei privati di fronte al potere pubblico – equivale a contrapporre un sistema di diritti e tutele ad un sistema di prevaricazione. In realtà né l’ordinamento né la scienza consentono e contemplano che l’autorità vincoli le relazioni familiari e vi instauri interventi perenni (e redditizi) sulla base di soggettive – e, dunque, potenzialmente arbitrarie – valutazioni, anziché alla stregua dell’accertamento e della qualificazione, con le garanzie del processo, di fatti e comportamenti comprovati. Ed è utile che ciò sia noto anche a chi sia incorso, o si senta in pericolo di incorrere, nel rischio di quegli interventi.

Urge poi si preveda la seria formazione di chi si occupa di minori in ambito giudiziario, per arrivare a una corretta valutazione delle capacità genitoriali, troppo spesso lasciata in mano ad assistenti sociali impreparati o, peggio ancora, truffaldini: attorno ai bambini in affido girano soldi, e tanti. Ma importante sarebbe dare un freno anche all’eccessivo potere che costoro hanno, senza che vi sia un adeguato controllo: ed è su questa lacuna che si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti. Che spesso si fanno forza persino della legge stessa: un esempio su tutti è l’articolo 403 del Codice civile, che prevede l’intervento della pubblica autorità a favore dei minori in situazione di abbandono morale o materiale. Se da un lato garantisce un aiuto immediato qualora esistesse davvero un pericolo imminente per un minore, dall’altro però troppo spesso viene utilizzato, orchestrando le prove ad arte, per sottrarre i bambini ai loro genitori, alimentando così il business degli affidi.

 

Roma : Francesco Miraglia relatore al secondo congresso internazionale  Pedagogia  Familiare  

Parlerà di Diritto internazionale e Pedagogia Familiare

ROMA (25 Maggio 2022). L’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Madrid sarà tra i relatori al secondo congresso internazionale di Pedagogia familiare, in programma al Circolo ufficiali dell’aeronautica militare di Roma il 27 e 28 maggio 2022. L’evento è promosso dall’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari e dall’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare fondato dalla professoressa Vincenza Palmieri con lo scopo di realizzazione di progetti umanitari a carattere nazionale ed internazionale, in particolare nel campo dei diritti umani dell’infanzia e dell’adolescenza.

Argomento delle due giornate di convegno saranno “I grandi temi” della pedagogia familiare: le nuove politiche per la famiglia, i diritti dei bambini, gli strumenti del pedagogista familiare, la didattica efficace, l’anatomia dei bisogni, il sostegno genitoriale e familiare nonché, soprattutto, le politiche attive necessarie per aiutare le famiglie a casa loro, evitando così gli allontanamenti dei minori e il loro affidamento alle comunità.

Grande tema, quest’ultimo, per il quale da anni si batte il legale Miraglia, ben esplicitato nell’ultimo libro di cui è autore, L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti”.

Tra gli argomenti oggetti di illustrazione ci sarà il progetto di pedagogia familiare avviato con lo stato africano dell’Angola (sarà presente l’ambasciatrice: quello dei bambini stranieri in Italia allontanati dalle famiglie è diventata un’emergenza di cui le istituzioni devono prendere coscienza e intervenire. Complice anche la scarsa comprensione della lingua e delle leggi italiane, decine di bambini e ragazzi di origine straniera vengono ogni anno strappati alle loro famiglie.

Negli anni scorsi lo stesso  Miraglia – che al congresso tratterà di Diritto internazionale e Pedagogia Familiare – aveva prestato la propria opera di consulenza legale in un progetto integrato di tutela per i minori ecuadoriani, siglato con lo Stato dell’Ecuador attraverso la propria ambasciata in Italia, al fine di fornire assistenza legale e psicologica gratuita a tutte le famiglie alle prese con allontanamenti dei minori da casa. Il 23 maggio scorso, a Pisa, è stato relatore in un convegno sui diritti dei minori del Senegal