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Dopo due anni in Casa Famiglia una bambina torna finalmente a casa e riabbraccia i nonni

Una decisione che restituisce speranza e conferma l’importanza del lavoro svolto dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri e dall’Avv. Francesco Miraglia a tutela del diritto di ogni bambino a crescere nella propria famiglia.

(Verona 24 luglio 2024) Anche uno spiraglio di luce può diventare un faro, quando arriva dopo un lungo periodo di buio. Oggi quella luce si è finalmente accesa. Una bambina che ha trascorso tutta la sua vita in Casa Famiglia esce dalla struttura e rientra nella sua famiglia, accolta dall’abbraccio della mamma e dei nonni. È una notizia che restituisce speranza e ricorda quanto sia importante non smettere mai di credere che ogni bambino abbia il diritto di crescere nei propri affetti.

La piccola è entrata in Comunità quando aveva appena un mese di vita. Da allora non ha conosciuto una casa, una cameretta, una quotidianità familiare. È cresciuta all’interno di una struttura, privata di quei riferimenti affettivi che rappresentano il fondamento dello sviluppo di ogni bambino.

Oggi quel periodo si interrompe. La bambina lascia la Casa Famiglia e torna finalmente a vivere con la sua mamma, ritrovando anche il calore e l’abbraccio dei suoi nonni. È un momento di straordinaria emozione, anche se la vicenda è tutt’altro che conclusa. Tre suoi fratellini, infatti, sono ancora lontani dalla famiglia, collocati in due strutture differenti e separati non solo dai genitori e dai nonni, ma anche tra loro. Una scelta che continua a pesare profondamente sulla loro crescita e sui loro legami affettivi. L’intera vicenda ha avuto origine da un banale incidente domestico. Da quel momento, però, la famiglia è stata coinvolta in un lungo percorso di valutazioni e provvedimenti che hanno progressivamente portato all’allontanamento dei figli dal loro ambiente familiare. Per questo oggi non parliamo di una vittoria piena. Nessuno può considerare una vittoria il fatto che una bambina abbia trascorso i primi due anni della propria vita in una struttura. Ma il suo ritorno rappresenta un passo fondamentale verso il ripristino di quella normalità che ogni bambino merita.L’emozione dei nonni è indescrivibile. Con la voce rotta dalla commozione dichiarano: «La nostra gioia è immensa e incontenibile. Ora aspettiamo soltanto di poter riabbracciare e prenderci cura anche degli altri piccoli.» Questa giornata dimostra ancora una volta che, quando si lavora con competenza, determinazione e una strategia condivisa, è possibile costruire percorsi alternativi all’istituzionalizzazione e restituire ai bambini il diritto di vivere nella propria famiglia. L’Avv. Francesco Miraglia dichiara: «Oggi non celebriamo una vittoria processuale, ma il ritorno di una bambina nella sua famiglia. È la dimostrazione che i minori devono essere aiutati a crescere nei propri affetti ogni volta che ciò è possibile. Il nostro lavoro continua, perché ogni bambino possa vivere nella propria casa, circondato dall’amore della sua famiglia.» La Consulente della Famiglia, Prof.ssa Vincenza Palmieri, spiega il percorso che ha reso possibile questo risultato: «È stato un lavoro silenzioso, rigoroso e profondamente tecnico, costruito sui fatti e su una strategia precisa. Un impegno svolto lontano dai riflettori, affrontando con determinazione ogni criticità e utilizzando tutti gli strumenti professionali e giuridici necessari per restituire a questa bambina il diritto di vivere nella propria famiglia.» «L’unica conclusione possibile – affermano all’unisono Vincenza Palmieri e Francesco Miraglia – è un abbraccio ideale a tutti i bambini che attendono ancora di tornare a casa. Tutte le volte che è possibile, e sempre e sempre, i bambini hanno diritto ad essere liberi e liberati ed a crescere nella propria famiglia»

Una bambina di soli tre anni, per la prima volta, potrà dormire a casa dei propri nonni

(Verona 22 luglio 2026) Un risultato importante ottenuto nel procedimento in cui assisto i nonni, che rappresenta un concreto riconoscimento del valore dei legami familiari e del ruolo insostituibile che i nonni possono svolgere nella crescita di un bambino.

Dietro ogni provvedimento come questo non c’è soltanto una decisione giuridica: c’è la restituzione di un affetto, di una quotidianità, di un rapporto che merita di essere coltivato e protetto.

Il diritto di un minore a mantenere rapporti significativi con i propri nonni è un principio che trova fondamento nella legge e nella giurisprudenza e che deve essere sempre valutato nell’esclusivo interesse del bambino.

Continuerò a difendere con determinazione questi diritti, perché ogni volta che un bambino recupera un pezzo della propria famiglia, vince non una parte processuale, ma l’interesse superiore del minore.

“Ci sono anch’io” Al Caffè Dante di Verona: Francesco Miraglia e Daniela Vita propongono il loro libro,  che definisce la disabilità come diritto umano

 Giovedì 16 aprile 2026, ore 18:00 al Caffè Dante Bistrot in Piazza dei Signori a Verona, Francesco Miraglia e  Daniela Vita presentano il volume Ci sono anch’io. La disabilità è una dimensione della diversità umana (Armando Editore). Modera il giornalista Maurizio Pedrini. Intermezzi musicali alla tastiera a cura di Andrea Speri. Ingresso libero. 

 Verona, lunedì 13 aprile 2026 – Quante volte, di fronte a una persona con disabilità, la società ha scelto di non vedere e di non ascoltare? Dire “ci sono anch’io” non è una rivendicazione retorica: è un atto di esistenza, un’affermazione giuridica e sociale che impone attenzione e riconoscimento.

È con questa urgenza che giovedì 16 aprile 2026, alle ore 18:00, il Caffè Dante Bistrot a Verona ospita la presentazione del libro «Ci sono anch’io. La disabilità è una dimensione della diversità umana» (Armando Editore) scritto da Francesco Miraglia con Daniela Vita.

A moderare la conversazione è il Comm. Dott. Acc. Maurizio Pedrini, giornalista freelance, Segretario Nazionale UNCI, Direttore di testate nazionali e locali e responsabile dello Studio Verona Comunica, che offre una chiave di lettura sul ruolo dell’informazione nella costruzione di una cultura realmente inclusiva.

L’incontro rappresenta non solo un momento di presentazione editoriale, ma un’occasione di confronto aperto su temi centrali per la società contemporanea: inclusione, pari opportunità, tutela delle fragilità e responsabilità delle istituzioni. L’evento si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione e promozione dei diritti, con l’obiettivo di stimolare un cambiamento culturale concreto, che passi dalla conoscenza alla responsabilità.

IL LIBRO

Ci sono anch’io. La disabilità è una dimensione della diversità umana è scritto dall’Avv. Francesco Miraglia, cassazionista e penalista con consolidata esperienza nella tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili, affiancato in veste di coautrice, da Daniela Vita, avvocato esperta in diritti umani, tutela delle persone con disabilità e politiche inclusive. Il testo si colloca in un contesto culturale e giuridico di assoluta attualità, affrontando il tema della disabilità non come limite, ma come espressione della pluralità dell’esperienza umana.

Attraverso la storia di Sara, la narrazione restituisce una rappresentazione autentica e concreta della quotidianità delle persone con disabilità, mettendo a fuoco criticità, ostacoli sistemici e, soprattutto, la forza identitaria di chi rivendica il proprio spazio nel mondo.

Dedicato a coloro che non sanno, affinché imparino innanzitutto a capire e poi ad agire di conseguenza, il volume racconta la vita di Sara giorno per giorno: gli sforzi, le difficoltà e la forza interiore per non lasciarsi abbattere e dare una dignità positiva alla propria vita. La sua storia è un invito a riflettere sull’unicità di ogni persona, sul diritto di essere diversi e di potersi esprimere in condizione di parità con gli altri. Affermare la propria esistenza, dire ci sono anch’io, significa riconoscere l’essere umano e trovarlo anche dove la voce è troppo flebile per arrivare da sola.

L’opera si configura come uno strumento di riflessione e di consapevolezza collettiva, capace di superare approcci assistenzialistici e stereotipati per affermare un paradigma inclusivo fondato sul riconoscimento dei diritti fondamentali della persona.

Non si tratta di un semplice racconto, ma di un vero e proprio percorso che richiama principi giuridici e costituzionali troppo spesso disattesi, ponendo al centro il diritto all’uguaglianza sostanziale, alla dignità e alla piena partecipazione sociale. Il volume si propone come un viaggio attraverso i principi di diritto a fondamento della tutela della persona nei suoi aspetti più profondi: principi troppo spesso trascurati, che hanno il bisogno di essere riaffermati, senza retorica. In una prospettiva sociale e inclusiva, se tanto è stato fatto, molto resta ancora da fare.

 

GLI AUTORI:

FRANCESCO MIRAGLIA

Avvocato e fondatore dello Studio Legale Miraglia Associato, cassazionista-penalista, giornalista-pubblicista e mediatore familiare e penale, criminologo Francesco Miraglia è una delle voci più riconosciute in Italia nella tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili.

Docente e direttore di master all’INPEF (Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare) di Roma, è stato Consulente per lo Stato dell’Ecuador per le vicende penali e di diritto di famiglia (2013–2015). Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali, tra cui Porta a PortaI Fatti VostriLa Vita in direttaNon è l’Arena, Radio 24 e Radio Rai, ed è stato relatore in Commissioni parlamentari sul diritto minorile presso la Camera dei Deputati.

Tra i numerosi riconoscimenti: Medaglia d’oro del premio internazionale Maison des Artistes per l’impegno sociale (Università La Sapienza, Roma, 2012), Premio Nazionale “Pedagogia Familiare”, Life Gates 2015 per l’impegno in difesa dei minori e del diritto alla vita.

Francesco Miraglia è autore di numerosi volumi pubblicati con Armando Editore, tra cui Ridateci i nostri figli! (2011), Mai più un bambino (2013), Papà portami via da qui (2015), Bambini prigionieri (2021) e L’avvocato dei bambini (2022).

 

DANIELA MARIA VITA

Avvocato del Foro di Reggio Calabria, specializzato in diritto penale e diritto di famiglia, è un’autrice impegnata nella tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai diritti delle persone con disabilità, giustizia di genere e protezione dei minori tra Italia e Spagna. Promotrice della Tutela dei Diritti Fondamentali, delle Pari Opportunità e delle Politiche Inclusive a livello Nazionale  e Internazionale. Ha fondato lo Studio Legale VITA, con sedi in Italia e Spagna, è Vicepresidente della delegazione Spagna dell’Associazione A.N.I.L.D.D.. Esperta sia nella  gestione e coordinamento di team multidisciplinari, sia in attività di advocary e relazioni istituzionali, è docente e autrice di Pubblicazioni Giuridiche.  Ha conseguito il Riconoscimento Nazionale “Liberi e forti” per l’impegno nel mondo del sociale e della disabilità – conferito dalla Regione Lazio. Ha scritto alcuni libri, tra cui:  “Ci sono anch’io – la disabilità è una dimensione della diversità umana” – insieme a Francesco Miraglia  Armando Editore, 2023 ed è autrice del volume: “Ma il problema sono io?!” – la vittimizzazione secondaria ad opera del sistema giudiziario: violenza domestica e allontanamenti dei figli dalle madri” – Armando Editore 2025.

 

Verona: fratellini allontanati dai genitori, il più grande scappa e torna a casa.

Il ragazzo ha detto: “Voglio stare con il mio papà e la mia mamma”, ma il piccolo è ancora lì.

Verona (29 luglio 2023). Ieri sera il più grande dei due fratellini di Verona è scappato dalla comunità ed è tornato a casa in treno: un ragazzino di soli 13 anni da solo sui mezzi pubblici. Per fortuna il viaggio è andato bene e verso le sei di sera ha suonato al campanello di casa dei genitori. La mamma lo ha accolto in casa e ha chiamato subito la comunità. Ha provato anche a chiamare la tutrice e i servizi sociali ma non ha trovato nessuno.

Ecco il racconto concitato della mamma: “Appena l’ho visto, l’ho abbracciato forte e ho cercato di parlare con lui. Lui non voleva dire nulla. Ho avvisato subito la comunità. Hanno parlato con lui dicendogli che se non tornava in comunità aggravava le cose e quando ha detto che non sarebbe tornato gli hanno detto che avrebbero chiamato le forze dell’ordine. Lui era molto scosso dopo la telefonata. Quindi ho provato a chiamare i servizi sociali ma con esito negativo e ho cercato anche di contattare la tutrice ma non c’è stato nulla da fare. A quel punto ho chiamato i Carabinieri. Si è presentato un brigadiere che ha parlato con mio figlio. Nel frattempo è arrivata anche l’educatrice della comunità che ha parlato con lui ma non ha voluto in nessun modo andarsene dicendo «voglio stare con il mio papà e la mia mamma». Alla fine vista la determinazione del bambino e constatato che era in una casa accogliente dove vivono serenamente i suoi due fratelli più piccoli sono andati via dicendo che avrebbe deciso il tribunale cosa fare.”.

Questa mattina il ragazzino ha colazionato felicemente con la mamma e il papà; dopo ben quattro anni di istituzionalizzazione era molto felice di questo momento di normalità. “Ora dobbiamo ridargli la serenità e la felicità che solo la sua famiglia può dargli. Ho provato più volte a contattare i i servizi e la tutrice anche per il fratellino più piccolo che ora si sentirà sperduto da solo in comunità senza il fratello a cui era molto legato. Visto che non rispondono lascerò che sia l’avvocato a contattarli”, ha concluso la mamma.

Secondo la prof.ssa Vincenza Palmieri, Consulente Tecnico della famiglia: “Il rocambolesco rientro a casa del ragazzino non ci stupisce. Aveva manifestato più volte il desiderio di rientrare in famiglia e la sua è la reazione di un essere umano esasperato dalla mancanza di ascolto da parte delle Istituzioni. Non si può ignorare o peggio sedare per sempre la naturale aspirazione di un bambino. Quello che preoccupa è la situazione del piccolino che è rimasto da solo in comunità, dato che da quattro anni a questa parte il fratellino maggiore era ormai diventato il suo punto di riferimento affettivo perché il calendario delle visite con i genitori, che non posso che definire disumano, prevedeva incontri di un’ora ogni due settimane in una situazione di cattività. Non posso nemmeno immaginare che cosa proverà adesso questo bambino. È urgente riportarlo a casa per permettere all’affetto dei genitori e del fratello di lenire e curare il trauma della lontananza dai suoi affetti e per prevenire qualunque altra reazione traumatica.
Il piccolino, in questa situazione è oggetto di una grave tortura fisica e mentale. E, a riguardo, sarà interessante sentire anche dal più grande, ora a casa, cosa accadeva in struttura…”.

Per l’avvocato Miraglia: “La vicenda dei fratellini è una delle tante situazioni che dimostrano ancora una volta come la giustizia minorile ha bisogno di una profonda riforma che riguardi soprattutto i giudici che devono mettere al centro delle loro decisioni il diritto del minore a vivere nella propria famiglia.
È inammissibile che il Tribunale, abbia fondato la sua decisione appiattendosi completamente alle relazioni dei servizi sociali.
Addirittura non considerando la volontà degli stessi minori che lo hanno gridato a tutti compreso il Giudice di voler tornare dalla loro mamma e dal loro papà.
Anni fa, dopo la vicenda del piccolo Marco, l’allora amministrazione si è preoccupata di difendere la propria immagine invece che attivare un processo di riforma. Oggi si vedono le conseguenze della loro latitanza oltre che nella storia di questi due fratellini anche per quanto riguarda il piccolo Luca. Lancio un appello al Sindaco per questa famiglia ma anche per tutte le altre famiglie e bambini di Verona che chiedono giustizia.”.

Nel frattempo in città stanno continuando ad essere appesi cartelli e selfie di sostegno per i due fratellini che sono poi postati nel gruppo Facebook Io sto con i fratellini veronesi. Le firme per la petizione online per i due fratellini strappati di Verona (indirizzate a: Presidente del Consiglio On. Giorgia Meloni, Presidente della Regione Veneto dott. Luca Zaia, Assessore alla Sanità e ai Servizi Sociali dott.ssa Manuela Lanzarin, Garante dell’Infanzia e Adolescenza avv. Mario Caramel e Sindaco di Verona dott. Damiano Tommasi) continuano ad aumentare con ben 500 sottoscrizioni. Siamo ancora in attesa della risposta del Sindaco alle 1.000 firme depositate alcuni giorni fa.

 

In considerazione della situazione del piccolo fratellino ancora rinchiuso in comunità e dell’inerzia dell’Amministrazione e dei Servizi Territoriali, oltre a continuare le azioni di supporto per questa famiglia, la manifestazione indetta sabato 2 settembre alle ore 11.00 in Piazza Brà non verrà cancellata.