Verona, bimbi in comunità con le scarpe rotte 

Verona, bimbi in comunità con le scarpe rotte 

Alle rimostranze del padre per ripicca gli bloccano gli incontri coi figli

VERONA (18 Dicembre 2021). i Servizi sociali di Verona hanno dato vita a una nuova moda: se un padre si lamenta del trattamento dei figli, alloggiati in comunità, gli sospendono gli incontro coi bambini e quando lo convocano per un chiarimento fanno trovare i vigili urbani schierati ad “accoglierlo”. Ci sarebbe da sorridere se non si trattasse di un fatto gravissimo quello accaduto a una famiglia veronese, che da anni subisce una ripicca dietro l’altra: viene loro vietato di incontrare i bambini, per un motivo assurdo: il padre si sarebbe lamentato del fatto che, nonostante compri continuamente abiti ai bimbi, uno di loro si è presentato all’ultimo incontro con le scarpe rotte. La stessa famiglia l’anno scorso si era vista allontanare i bimbi solo per aver denunciato la presenza di cibo marcio nella comunità. «Quello contro questa famiglia sembra un vero e proprio accanimento da parte dei Servizi sociali di Verona – dichiara l’avvocato Miraglia, legale della coppia– che già in passato hanno dato prova di non accettare critiche o lamentele. Ma è mai possibile che un padre si spezzi la schiena dodici ore al giorno per provvedere ai bambini, che pure vivono lontano da lui in una comunità, per fornire loro di ogni necessità e quando li incontra li trova con le scarpe rotte? L’ultima volta che ha visto i due bambini, uno dei figli aveva le scarpe con la suola staccata. Ha giustamente presentato le sue rimostranze e per ripicca, perché di altro non si può parlare, i Servizi sociali gli hanno sospeso gli incontri con i bambini, fintantoché non parleranno con lui».

Trattando poi sia lui che la moglie alla stregua di pericolosi criminali. «I Servizi sociali li hanno convocati per chiarire la situazione – prosegue l’avvocato Miraglia – e all’incontro si è presentata solo la madre, dovendo il padre lavorare. Esterrefatta al suo arrivo si è trovata la polizia locale schierata, neanche fosse una delinquente».

Fatto altrettanto grave il 17 dicembre si è svolta un’udienza in Corte d’Appello, nel corso della quale è emerso che la tutrice dei bambini, nominata dai Tribunale, in tutti questi mesi non li ha mai incontrati una sola volta e che la stessa finora si è relazionata con i Servizi sociali esclusivamente da remoto. «E in udienza si è permessa pure di dipingere i genitori come inadatti? – conclude l’avvocato Miraglia, – ma con che coraggio? Forse inadatta è lei e pertanto valutiamo di chiedere la rimozione di questa tutrice. Oltre al fatto che denunciamo come la sospensione degli incontri è una decisione abnorme rispetto alle rimostranze paterne ed è solo punitiva per i genitori e lesiva per i minori». Tempo fa era stato pubblicato un articolo intitolato  Verona come Bibbiano, sarà così o ancora  peggio?