A Vitulazio si installa il 5G, cancella la storia: oltre 200 denunciano “qui ci stanno avvelenando”

A Vitulazio si installa il 5G, cancella la storia: oltre 200 denunciano “qui ci stanno avvelenando”

A Vitulazio, in provincia di Caserta, è comparsa una nuova antenna 5G: una torre alta circa 50 metri, posizionata in Località Tutuni a ridosso dell’Antico Casino di Caccia Borbonico, edificio storico del Settecento vincolato come bene culturale. Nessuna comunicazione pubblica, nessun coinvolgimento della popolazione, nessuna tutela per la salute e per il paesaggio. Questa volta, però, i cittadini non sono rimasti in silenzio. Più di duecento persone hanno già firmato e conferito incarico legale per bloccare questa installazione e chiedere verità, controlli e responsabilità.

È nato così il comitato spontaneo “No Antenne”, rappresentato legalmente dall’Avv. Miraglia di Modena, che ha depositato una formale diffida e richiesta di verifica urgente presso tutte le autorità competenti: Prefettura, Regione Campania, Provincia di Caserta, ARPAC, Soprintendenza Archeologica, Ministero dell’Ambiente e Comune di Vitulazio. Il documento, corredato da documentazione normativa e fotografica, contesta l’assenza totale di trasparenza sul procedimento autorizzativo, l’omessa valutazione sanitaria e l’incompatibilità paesaggistica. L’antenna è solo l’ultima in ordine di tempo: nella stessa zona, infatti, sono già presenti almeno cinque impianti analoghi, distribuiti tra la Località Tutuni, Camigliano e le colline sovrastanti il paese di Vitulazio, senza alcuna analisi dell’effetto cumulativo delle emissioni elettromagnetiche, come previsto dalla normativa nazionale.

La nuova struttura si erge a soli 50 metri da un bene culturale vincolato, catalogato con codice nazionale n. 1500211843. Il silenzio delle istituzioni — Comune in primis — e l’assenza di opposizione da parte degli enti di tutela, sollevano gravi interrogativi. I cittadini chiedono di sapere se la Soprintendenza sia stata informata, se sia mai stata convocata la Conferenza di Servizi prevista per legge, e come sia stato possibile autorizzare un’opera così invasiva in un sito sottoposto a vincoli culturali e paesaggistici.

Non una parola è stata detta alla popolazione. Nessuna valutazione preventiva è stata compiuta. Nessuna garanzia è stata fornita. Di fronte a questa situazione, i cittadini di Vitulazio pretendono ora risposte immediate e concrete: il blocco dell’impianto, l’intervento degli organi tecnici per le verifiche elettromagnetiche, la ricostruzione completa della procedura amministrativa e, se necessario, l’attivazione dei poteri sostitutivi del Ministero dell’Ambiente per garantire la legalità e la tutela collettiva.

«Questa non è innovazione, è prepotenza autorizzata. Hanno alzato una torre 5G davanti a un bene del Settecento senza informare nessuno, senza trasparenza, senza rispetto. I cittadini sono stati esclusi, ignorati, messi a rischio. Noi non staremo a guardare mentre la salute pubblica e il patrimonio culturale vengono sacrificati sull’altare degli interessi economici. Se le istituzioni non intervengono, lo farà la giustizia. Li costringeremo a rispondere, in tutte le sedi. Questa battaglia la vinceremo, perché la ragione è dalla nostra parte.» sostiene l’avv. Miraglia

Il Comitato “No Antenne” avverte: questa è solo la prima mossa. Se non arriveranno risposte tempestive e se non verranno ripristinate le garanzie previste dalla legge, la mobilitazione proseguirà senza sosta. Verranno coinvolti esperti, medici, associazioni e cittadini di tutto il territorio. Le istituzioni sono ora davanti a un bivio: ascoltare la popolazione e agire in trasparenza oppure assumersi la responsabilità storica, politica e legale di un’azione che, se confermata, verrà ricordata come un attacco alla salute e alla memoria collettiva del nostro paese.