Case Famiglie: tutela o bussines?

Case Famiglie: tutela o bussines?


Doveva essere un’occasione per approfondire una realtà dove troppo spesso dei bambini vengono strappati alle proprie famiglie per essere affidati a strutture educative che non sempre risultano adeguate al compito. E’ sembrato invece per gran parte un processo alla Comunità Educativa per minori “Don Giuseppe Barbizzi”. E, forse, non poteva essere altrimenti, date le premesse. Il convegno che si è tenuto ieri a Montalto su “Case Famiglia: tutela o business?” , ha infatti visto la partecipazione di Antonella Flati, presidente dell’Associazione Pronto Soccorso Famiglia, e dell’avvocato Francesco Miraglia, coloro che, attraverso un esposto alla Procura per presunte gravi irregolarità nella gestione delle strutture educative montaltesi e dopo la partecipazione ad un programma di Canale 5, avevano scatenato un vespaio di polemiche. In sala c’erano anche alcuni educatori della struttura, che fin da subito hanno contestato il tono accusatorio del convegno. In particolare, a scatenare le loro proteste è stato un documento letto dall’avvocato Miraglia, un decreto di allontanamento del Tribunale dei Minori di Ancona di appena due giorni fa che, rifacendosi ad una relazione della psicologa referente dei servizi sociali, sanciva l’allontanamento dalla struttura di una ragazzina di dodici anni perché, secondo la psicologa, determinati comportamenti della minorenne farebbero intravedere “il rischio di rimanere incinta” entro breve tempo. Una conclusione che gli educatori della struttura hanno bollato come “mostruosità”, minacciando azioni legali nei confronti della
psicologa. Al di là delle imputazioni mosse a chi gestisce e lavora in tali strutture educative (su quella montaltese sarà la Procura ad esprimersi), il quadro emerso è di un sistema che non funziona. Alcuni casi, illustrati dall’avvocato Rossella Monti, hanno evidenziato come troppo spesso le decisioni riguardanti casi di difficoltà familiari vengono gestiti con superficialità dagli organismi competenti, senza tenere conto delle possibili drammatiche conseguenze sui soggetti interessati. Per questo, l’onorevole Antonio Guidi ha lanciato un accorato appello: “Nella stragrande maggioranza dei casi i bambini non devono essere tolti alle famiglie. Dobbiamo tirare le orecchie al Tribunale dei minori, perché procedono con troppa facilità all’allontanamento di bambini dai loro genitori”.
Marco Ripani