Violenza domestica e giustizia minorile: il 21 maggio all’Unical la presentazione del libro di Francesco Miraglia e Daniela Vita

Violenza domestica e giustizia minorile: il 21 maggio all’Unical la presentazione del libro di Francesco Miraglia e Daniela Vita

Rende (CS), 17 maggio 2025 – L’Università della Calabria ospiterà mercoledì 21 maggio alle ore 16:00, presso l’Aula Magna, il convegno di presentazione del volume “Ma il problema sono io?!”, scritto da Francesco Miraglia e Daniela Vita, edito da Armando Editore.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Matematica e Informatica (DEMACS) dell’Unical, offrirà un’importante occasione di riflessione e confronto sul delicato tema della vittimizzazione secondaria delle donne e delle madri da parte del sistema giudiziario, in particolare nei casi di violenza domestica e allontanamento dei figli.

All’evento parteciperanno esponenti di spicco del mondo istituzionale, accademico e giudiziario, tra cui:

  • On. Giusi Princi, europarlamentare (in collegamento da Bruxelles)

  • Dott.ssa Maria Stefania Caracciolo, Assessore regionale all’Istruzione

  • Dott.ssa Eugenia Belmonte, Sostituto Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia

  • Dott.ssa Loredana Giannicola, Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Cosenza

  • Prof.ssa Ines Crispini, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Unical

  • I Coordinatori dei Corsi di Laurea in Scienze dell’Educazione, Scienze Pedagogiche, Scienze Motorie e Scienze della Formazione Primaria: Prof.ssa Rossi, Prof. Pellegrino e Prof.ssa Valenti

La giornalista Carmela Formoso modererà il convegno. Interverranno inoltre la Dott.ssa Sabina Cannizzaro, Presidente dell’Associazione “Donne Reggine”, e la Prof.ssa Simona Perfetti, docente di Pedagogia generale.

A concludere i lavori sarà il Prof. Giovanbattista Trebisacce, promotore dell’iniziativa e docente di Pedagogia generale presso l’Unical, da anni impegnato su temi legati a educazione, giustizia sociale e responsabilità istituzionale.

“Questo libro è una denuncia, ma anche un gesto educativo”, afferma Trebisacce. “Ci interroga come cittadini, educatori e istituzioni sul senso stesso della giustizia e sulla necessità di un sistema che protegga, non punisca, chi ha già subito violenza”.