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Svolta nel caso Camparini

La Corte di appello di Bologna le ha nominato un curatore speciale. La ragazzina, ormai quindicenne, potrebbe finalmente conoscere la verità sulla sua adozione.

REGGIO EMILIA (13 Agosto 2020). C’è una svolta positiva nella vicenda di Anna Giulia Camparini, la ragazzina, ormai quindicenne, che da quando aveva due anni è stata strappata ai suoi genitori ed è stata adottata da una nuova famiglia a causa di un’orchestrazione quasi diabolica: la Corte di appello di Bologna con provvedimento del 11 agosto le ha nominato un curatore speciale nella causa avviata dai suoi genitori naturali, che hanno chiesto la revocazione della sentenza di adottabilità.
Di conseguenza è stata revocato l’incarico della Tutrice che per tutta la fase processuale di adottabilità ha sostenuto con forza che i genitori di Anna Giulia erano inadeguati e non meritevoli di accudire la figlia.
Già l’anno scorso tra le diciotto persone raggiunte da misure cautelari emesse all’interno dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, vi è anche l’assistente sociale che per prima redasse la relazione che causò l’allontanamento di Anna Giulia Camparini, la bimba strappata ai genitori  e data in adozione a un’altra famiglia. Fa parte anche lei delle persone indagate tra quelle che compongono la rete di servizi sociali della Val D’Enza, accusate di false relazioni per allontanare i bambini e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.
Ancora più incredibile, alla faccia di tutte le norme in materia i genitori adottanti, conoscono perfettamente le carte dei procedimenti, il passato di Anna Giulia e addirittura vita morte e miracoli dei genitori.
Come è stato possibile?
O ciò è frutto di una coincidenza o questa vicenda merita un’inchiesta del CSM visto che tutti i fascicoli di adozione sono segretati.
Qualcuno ha avuto interesse ad informare gli adottanti di Anna giulia?
E perché?
Ci saremmo aspettati un intervento del Presidente del Tribunale per i Minorenni visto che dal sottoscritto è stato prontamente informato di questa anomalia.
La Corte d’Appello di Bologna in seguito al ricorso di revocazione ha disposto la revoca della tutrice rivela l’avvocato Francesco Miraglia, legale dei coniugi Camparini, «nominando un curatore speciale, una figura “terza” che faccia finalmente i suoi interessi. i genitori adottivi sono parte in causa e in pieno conflitto di interesse. Per dare voce ad Anna Giulia ci vuole quindi una persona diversa, al di fuori di tutta questa intricata e drammatica vicenda. Qualcuno che faccia davvero gli interessi di Anna Giulia e che, forse, dovendo parlare con lei per rappresentarla, le racconterà tutto quello che è successo, tutta la verità, cosa hanno fatto i suoi genitori per lei, che non hanno mai smesso di lottare per riaverla con sé. Non sappiamo cosa le sia stato raccontato finora, ma ci auguriamo che sappia finalmente la verità».
La prossima udienza è stata fissata per il 9 ottobre

Ulteriore mistero nel caso di Anna Giulia Camparini

 I genitori adottivi, in possesso dei documenti segretissimi e riservati sulla sua adozione, denunciano i genitori naturali.
L’avvocato Miraglia: «Come fanno ad averli? Chi li ha dati loro?»

REGGIO EMILIA (19 FEBBRAIO 2020). Un ulteriore mistero, un ulteriore tentativo di intromissione infittisce di mistero il caso di Anna Giulia Camparini, col chiaro intento di allontanarla dai suoi genitori naturali. La ragazzina, che a luglio compirà 15 anni, è stata tolta ai genitori in tenerissima età grazie a un castello di bugie, e da due anni è stata adottata da una coppia. Che recentemente ha denunciato i Camparini perché, a suo dire, li perseguiterebbe. «Ma come fanno ad avere i loro nomi e i documenti sull’adozione della ragazzina, che per legge sono riservati e segretissimi e non vengono mai, in alcun modo, divulgati a terzi?» si interroga l’avvocato Francesco Miraglia, legale dei Camparini. «Chi ha dato loro questi documenti, che hanno allegato alla querela contro i Camparini, che riportano quindi tutti i dati dei genitori naturali che i genitori adottivi mai dovrebbero conoscere? E già qui c’è da fare grande chiarezza. Ma in secondo luogo: il giudice relatore del tribunale dei minorenni di Bologna, che ha ricevuto tale documentazione, non si è posto alcuna domanda? Non ha trovato la cosa strana? E se non lui, il presidente del tribunale si è limitato a fare da passacarte senza sorvegliare, controllare, verificare la liceità degli atti?». Qualcosa di strano deve esserci perché, alle richieste di spiegazione, il giudice del tribunale dei minorenni di Bologna non ha mai risposto. «Riteniamo che sia in atto un’ulteriore azione per mettere i “bastoni tra le ruote” ai genitori naturali, impendendo loro di riabbracciare la loro figlioletta» prosegue l’avvocato Miraglia.
In attesa di avere delucidazioni, chiarezza e giustizia, i Camparini hanno denunciato a loro volta i genitori adottivi di Anna Giulia per calunnia e rivelazioni ed utilizzazione di segreti di uffici e hanno inoltre querelato il giudice per omissione di atti d’ufficio.
E’ sempre più chiaro, ormai, che Anna Giulia sia stata allontanata con un’orchestrazione basata su accuse false, distorsioni ad arte della verità, connivenze tra il procuratore dei nonni materni che avevano osteggiato il rientro della bambina presso i genitori, la psicologa (indagata nell’inchiesta “Angeli e demoni”), i coniugi affidatari e l’avvocato tutore di Anna Giulia, che è stata denunciata all’interno del ricorso per revocazione dell’adottabilità della ragazzina, presentato alla Sezione dei minorenni della Corte di appello di Bologna. Fu proprio la tutrice della bambina a richiedere e a ottenere, in dissenso con il Servizio sociale pubblico e in accordo invece con gli operatori della struttura privata in cui era collocata Anna Giulia, che l’accertamento delle attitudini dei genitori avesse luogo senza che potessero incontrare la figlia. Il rapporto si basò quindi esclusivamente sulle relazioni svolte dagli operatori della struttura privata in cui la bimba era collocata e che sono coinvolti oggi nelle indagini penali degli ultimi scandali sugli affidamenti.
La rete di complicità potrebbe essere assai più ampia.

L’avvocato Miraglia: a chi giova tutto questo?

Bimbo di Ferrara allontanato senza motivo dalla madre e dato in affidamento a un’altra famiglia. I pregiudizi di una psicologa stanno gravemente nuocendo alla stabilità del piccolo
 
FERRARA, 16 marzo 2018. Ha strappato un bimbo alla madre, che pure lo amava e lo accudiva al meglio, affidandolo a un’altra famiglia. Senza motivo apparente, anzi, motivando la decisione con presunte disfunzionalità dell’attaccamento tra madre e bimbo, non suffragate da alcun test, alcuna prova scientifica, niente. Puro pregiudizio. Solo che il comportamento superficiale di una psicologa dei Servizi sociali di Ferrara sta danneggiando seriamente la serenità del piccino, di tre anni appena.
«Il Tribunale dei minori di Bologna ha accolto le motivazioni dei Servizi sociali basati su fatti travisati e non corrispondenti al vero, senza accertare la verità» sottolinea l’avvocato Francesco Miraglia, che difende la madre, «emettendo a novembre un provvedimento di allontanamento da casa e affidamento del bimbo a un’altra famiglia».
Pur avendo la madre immediatamente presentato ricorso, ad oggi, dopo quattro mesi, non è giunta nessuna risposta né dal Tribunale né dall’Asl e il piccolo continua a rimanere lontano dalla mamma, dai nonni e dalla zia, che erano la sua famiglia, il suo mondo, i suoi affetti. Perché? Senza motivo apparente.
«Inverosimile che un Tribunale dopo tutti questi mesi, non si senta in dovere di fissare un’udienza per ascoltare la madre» prosegue l’avvocato Miraglia. «Il piccolo non può tornare da lei perché la psicologa ritiene che abbia una disfunzione di attaccamento verso la mamma, perché dopo gli incontri con lei, quando torna nella famiglia affidataria, risponde male ai nuovi “genitori”: la psicologa lo ritiene legato al rapporto compromesso con la madre, ma non le è venuto in mente che forse è proprio il contrario? Che il piccolo soffre a doversi staccarsi dalla mamma e a tornare a casa da estranei?  E sulla base di queste supposizioni pregiudizievoli e superficiali, non suffragate da alcun test, ha sospeso gli incontri tra la mia assistita e il suo bambino. Abbiamo chiesto udienza in tribunale, abbiamo chiesto di cambiare psicologa, abbiamo chiesto un percorso alternativo che riavvicini madre e figlio, senza ottenere però alcuna risposta da nessuno. A chi giova allora tutto questo? Al piccolo no di sicuro, sebbene tutto questo sarebbe stato fatto per il suo bene. Quale bene? Quanto ancora dovrà soffrire questo bambino prima che qualcuno intervenga?».
Ancora più grave è il silenzio del Direttore Generale dell’ASL di Ferrara, Il responsabile del servizio sociale referente, dell’assessore alle politiche sociale del comune di residenza del Presidente della Regione, dell’Assessore alle Politiche Sociali della Regione.
Mi viene un dubbio, forse ad elezioni finite poco interessano i diritti delle persone …..
 

Anna Giulia adottata: il suo calvario inizia ora

L’avvocato Miraglia: “I genitori li ha, è il Tribunale dei Minori di Bologna che l’ha resa orfana”
 
REGGIO EMILIA. «Non c’è da cantare vittoria, non c’è nulla da festeggiare: l’adottabilità di Anna Giulia Camparini è la sconfitta per la giustizia». L’avvocato Francesco Miraglia interviene sulla vicenda legata alla piccola di Reggio Emilia, ormai quasi dodicenne, da dieci anni allontanata dai genitori per una serie di errori e sentenze emesse non certamente per garantire il benessere della piccola. Il legale si è sempre battuto a fianco dei genitori per riportare Anna Giulia a casa propria, tra le loro braccia. «La sentenza di adottabilità ha soltanto una valenza politica» sostiene Miraglia, «emessa dal Tribunale dei Minori di Bologna solo per salvare se stesso e la propria faccia, in un caso in cui chiaramente si è fatto gli interessi di tutti tranne quelli di Anna Giulia». La piccola era stata allontanata da casa dopo una perquisizione, dall’esito tra l’altro negativo, alla ricerca di droga a casa dei genitori. Dopo un primo allontanamento, i Servizi sociali non riscontrarono motivi ostativi al suo rientro a casa, e la Procura della Repubblica era ugualmente  d’accordo. Ma Anna Giulia a casa da  mamma Gilda e papà Massimiliano non è tornata più. Collocata in un istituto prima, presso una famiglia affidataria poi. Tanto che i genitori, disperati, arrivarono a rapirla in ben due occasioni e conobbero il carcere pur di averla con sé. «Dichiarando adottabile Anna Giulia» prosegue l’avvocato Miraglia «il Tribunale dei Minori di Bologna ha voluto salvare solo se sesso, non potendo ammettere di aver commesso un clamoroso errore giudiziario, che ha suscitato grande clamore, anche mediatico. Senza minimamente  pensare al benessere della ragazzina, che adesso ormai è adolescente e come tutti i giovani che sono stati adottati sicuramente se non oggi, tra qualche anno, si porrà delle domande sulla sua famiglia di origine, cercherà in internet e scoprirà cosa hanno fatto i genitori per lei, arrivando pure ad assaggiare il carcere pur di riabbracciarla, ascoltando il suo grido di dolore: fu la piccola, ricordiamolo bene, a chiedere ai genitori di tornare a casa. Con loro stava bene, erano la sua mamma e il suo papà. Con loro era felice. Perché dunque strappargliela? Il lavoro del tribunale non fu certo egregio, il presidente poco dopo venne allontanato e mai si fece chiarezza sul sistema degli allontanamenti e dei successivi affidamenti familiari che avvenivano a quel tempo. Per una volta che Procura della Repubblica e Servizi sociali erano d’accordo e in linea con la famiglia e chiedevano quindi il reintegro della piccola, non si è voluto ascoltarli e si è andati dritti per una strada completamente errata. No, il calvario di Anna Giulia non finisce con la sua adozione, semmai comincia proprio ora  e quando scoprirà che è stata una pedina in un intreccio di interessi che nulla hanno a che vedere con il benessere suo e degli altri bambini,  a chi andrà a chiedere conto se non al tribunale che l’ha resa orfana, pur avendo lei due genitori amorevoli?».

Bologna, bimba portata via alla madre: "I servizi sociali l'hanno fatta sparire"

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/12/05/news/bologna_servizi_sociali_tolgono_bimba_alla_madre_non_sappiamo_nemmeno_come_sta_-153516871/
 L’avvocato attacca il Comune di San Giovanni in Persiceto, dopo un delicato caso che ha portato all’allontanamento della piccola per presunti abusi

05 dicembre 2016
 
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BOLOGNA – Una bambina di dieci anni allontanata dalla madre, residente a San Giovanni in Persiceto (in provincia di Bologna), per presunti abusi fisici e psicologici: la decisione è stata dei servizi sociali comunali con l’applicazione della norma del codice civile che ne dà loro facoltà in caso di emergenza. Dopo due mesi e mezzo, nessuno avrebbe comunicato la vicenda al Tribunale per i Minorenni.
Lo segnala l’avvocato Francesco Miraglia, a cui si è rivolta la madre. “Non sappiamo nemmeno come stia. Confidiamo che sia in buone mani, ma chi ce lo assicura? Come si può far sparire una ragazzina così, quasi fosse stata inghiottita in un buco nero, nel buco nero della burocrazia che in questo caso di sicuro non sta facendo il bene della minore. Che dovremmo fare? Rivolgerci alla trasmissione “Chi l’ha visto” per ritrovare questa bambina?”, domanda provocatoriamente il legale.
La donna e la figlia erano ospiti di una comunità della provincia e il 26 settembre i servizi sociali hanno allontanato la bambina per “informazioni pregiudizievoli riferite a maltrattamenti fisici e psicologici da parte della madre nei confronti della
figlia”, si legge nel provvedimento, secondo quanto riferito dall’avvocato. “Ancora più incredibile” sostiene il legale “è che la Procura a distanza di due mesi non abbia ancora trasmesso il fascicolo al Tribunale, tant’è che non siamo riusciti né a costituirci in giudizio né a prendere visione di quanto hanno sostenuto i servizi sociali. Ma come è possibile che possa succedere tutto ciò sulla pelle dei bambini?”.

Processo Aemilia: in dibattimento solo prove indiziarie

Francesco Miraglia, legale di alcuni imputati: «Si sta Facendo un Processo sui” non so “»
 
In un Paese venire Il Nostro, in cui si vale per la presunzione di innocenza Fino al terzo Grado di Giudizio, STIAMO assistendo in QUESTE un minerale delle Nazioni Unite Processo mediatico che Dipinge Già venire colpevoli Gli imputati in un procedimento giunto soltanto alla fase dibattimentale, tutt’ora in corso, ben lontana da Una sentenza.
Parlo del Processo Aemilia, il Che si sta celebrando a Reggio Emilia e il Che sto seguendo in qualità di avvocato di Fiducia di ALCUNI imputati. Lungi da me Mettere in Discussione La Bontà delle Indagini, l’operato delle Forze dell’Ordine e del Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta o dei Giudici, i Quali Stanno Facendo Notevoli Sforzi per garantire alle parti i propri Diritti. Ma Il processo E, appunto, Ancora in corso e C’è invece chi ha Già condannato Pubblicamente Gli imputati. Ed e pertanto per correttezza ed onestà Intellettuale Che mi sento in dovere di ricondurre a verità le informazioni Per do Quanto sta accadendo in aula.
In ABBIAMO sentito numerosi testi Mesi Quattro, Citati Dalla Procura, Rispondere con “Non so”, “ABBIAMO supposto”, “Non ABBIAMO Verificato, lo ABBIAMO desunto noi, lo ABBIAMO capito delle intercettazioni telefoniche, Sono calabresi, Sicuramente E così”.
Venite Ho Detto prima non è mia intenzione proporre Una Difesa d’ufficio per i miei assistiti o per gli Altri imputati, MA e fuori di Dubbio Che i testimoni dell’accusa, sentiti dal mese di maggio ad Oggi, Hanno Risposto all’incalzare delle Domande con Risposte impreciso, a tempo indeterminato e per sentito dire. Che si Tratti di Affiliati alla ‘ndrangheta e di operazioni legato alle Attività criminose E quindi tutto Ancora da dimostrare e mi pare pertanto il Che SI SIA Divisori da un presupposto di territorialità, il Che Faccia dei Calabresi dei delinquenti una Prescindere, senza giungere un Processo con dimostrare Certe che giustifichino i capi di imputazione. Un Pregiudizio Gravissimo.
I fatti distorti e non Completi, Che vengono riportati Dalle Cronache, Partono da un errato presupposto di colpevolezza a Prescindere: si rischia di Celebrare un Processo politico-sociale prima Ancora Che Si accertati se effettivamente esista un’organizzazione mafiosa, venire SOSTIENE l’accusa , radicata nel Nostro territorio.
Il mio invito pertanto Quello di riportare Pubblicamente la verità dibattimentale, in attesa della sentenza, qualunque ESSA Sarà.
 
 
 
 

Giudice onorario del Tribunale minorile di Bologna risarcisce l’ Avvocato Miraglia

BOLOGNA.   Non sempre si può piacere a tutti, questo è un dato di fatto, ma esternare pesanti giudizi nel corso di una lezione a una scuola di specialità, oltre a non essere educato e corretto, è pure un reato. E se chi offende è un giudice onorario del tribunale per i minori di Bologna, chiamato a far rispettare la legge e a rispettarla per primo, almeno per dare il buon esempio, il fatto assume connotazioni ancor più gravi. Però è quanto è successo al noto avvocato Francesco Miraglia, da anni impegnato in aspre battaglie contro i poteri forti che, seppur deputati alla tutela dei minori, così non fanno e non è sempre il bene dei bambini quello che muove le loro azioni e le loro decisioni. Un comportamento che le è costato, oltre a una denuncia penale per diffamazione e a una causa civile, anche un risarcimento economico nei confronti del legale offeso.
I fatti risalgono a giugno del 2013, durante una lezione che l’allora giudice onorario del Tribunale bolognese stava tenendo ai quindici studenti al Corso in Psicologia giuridica minorile civile promosso dal CIPsPsIA (Centro Italiano di Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza) a Bologna.
Nell’illustrare il caso di Anna Giulia Camparini, portata via dai genitori mentre era in una struttura di accoglienza (vicenda trattata nel libro “Ridateci i nostri figli” edizione Il Fiorino 2012), la docente ha esternato, con un certo trasporto, critiche al modo di lavorare dello stesso Miraglia, osservando che la sua propensione a mettersi dalla parte dei genitori era sbagliato e ingiusto nei confronti dell’interesse dei minori,
Non solo, nella stessa lezione, il citato Giudice, spinto da un contrapposizione, a suo dire, tra il Tribunale e l’avv. Miraglia era arrivata ad esprimere  gravi illazioni.
Affermazioni pesanti, che una studentessa del corso, fino ad allora sconosciuta all’avvocato Miraglia, si è sentita in dovere morale di riferirgli e che hanno prodotto l’azione legale dell’avvocato nei confronti di questa giudice.
La vicenda si è risolta recentemente, prima di arrivare in giudizio: la dottoressa, ammettendo ogni responsabilità, si è detta disponibile a risarcire con una somma di quattromila euro l’avvocato Miraglia a totale tacitazione di tutti i danni patrimoniali, morali, biologici ed esistenziali patiti e per le spese legali da lui sostenute. A fronte del risarcimento, la causa civile sarà abbandonata e la querela rimessa.
La redazione Controvento
 
 

“Papà…portami via da qui” – Dedicato ad Anna Giulia,7 anni, Cittadina Italiana – (Armando Editore, 2015)

Anna Giulia è cento, mille bambini. E’ ognuno di quei bambini a cui, di punto in bianco, viene sottratto l’abbraccio di mamma e papà. Incomprensibilmente; per lei, per i genitori, per i nonni, per chiunque conoscesse la sua famiglia. “Papà… portami via da qui” è la storia di un’ingiustizia reiterata e quotidiana, la storia di uno strappo, il più colpevole degli strappi, quello che separa un figlio dai propri genitori.
La visita notturna dei Carabinieri, a casa Camparini, nei pressi della via Emilia – per una segnalazione che si rivelerà poi assolutamente infondata – basta a dare il via ad una serie di eventi progressivi e catastrofici, che condurranno i genitori addirittura in carcere e sospenderanno la bambina in attesa, per anni, di sapere se avrà diritto ai suoi genitori, o ad altri, o chissà.
 
Anna Giulia è, dunque, l’emblema di una follia possibile.
Rappresenta la falla di un Sistema che dovrebbe essere infallibile e, invece, non solo può sbagliare, ma può, da solo, esso stesso, ribadire, confermare, affermare con forza e protervia il proprio errore. Un Sistema preoccupato di difendere la propria ragione anche di fronte all’evidenza contraria, un Sistema che dimentica che la “posta in gioco” è di valore incalcolabile: è la vita di una bambina, l’unità di una famiglia.
 
Con encomiabile rigore ed equilibrata onestà nei confronti dei fatti e degli “attori” di questo intricato caso di Cronaca Giudiziaria, che al tempo destò la viva curiosità dei Media, gli Autori – Vincenza Palmieri e Francesco Miraglia – raccontano la vicenda di Anna Giulia e dei coniugi Camparini, tracciandone le linee del destino. Il destino reale, attuale – che si gioca in 50 minuti dietro il vetro oscurato di un “incontro protetto” e nell’aula di un Tribunale – e quello parallelo, che sarebbe loro toccato in sorte naturalmente, se quella maledetta notte non si fosse messo in moto il meccanismo difettoso di una Giustizia ostinata che li ha inghiottiti.
 
E’, dunque, la storia, vera, fedelmente raccontata, dei fatti e degli atti che stanno ancora oggi alimentando il più grande degli errori. Quello perpetrato ai danni di una famiglia come tante, che è stata trascinata in un inferno giudiziario e, soprattutto, ha visto portarsi via ciò che aveva di più caro, la propria figlia.
 
Cosa accade, allora, oggi, nei sogni di ognuno di questi bambini sottratti ai propri genitori? Cosa scrive Anna Giulia sul suo Diario, cercando di mettere ordine in una vita senza punti di riferimento? Quali pensieri, quali margini di scelta possibili agitano le notti insonni di un padre o di una madre che il proprio figlio ha implorato: “Papà…portami via da qui”? E quali sono, dunque, le aberrazioni di un Sistema che dovrebbe garantire prima di ogni cosa il Diritto Fondamentale di ogni Bambino a vivere nella propria famiglia?
 
Per Anna Giulia non il castello dei sogni infantili ma quello delle carte giudiziarie
(Francesco Miraglia)
So che quando mio figlio è nato, e ancor prima, quando lo aspettavo, avevo l’idea che lui fosse mio e io sua e che insieme saremmo stati per sempre
 (Vincenza Palmieri)
Una scrittura convincente, scorrevole e appassionata, quella della Prof.ssa Vincenza Palmieri e dell’Avv. Francesco Miraglia. Con la Prefazione di Federica Sciarelli, che al tempo si occupò del caso durante la trasmissione “Chi l’ha visto”, l’intervista ai coniugi Camparini a firma di Vittorio Bonanni e la postfazione di Francesco Morcavallo, “Papà… portami via da qui” è una luce coraggiosa e dirompente sulle imperfezioni e le colpe di un Sistema che troppo spesso si preoccupa di tutelare se stesso e non i Cittadini che gli sono affidati.
 
Valeria Biotti
 

L’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari è lieta di presentare:

12 dicembre 2014 – Sheraton Hotel – Viale del Pattinaggio, 100  ROMA
 
 
Un evento straordinario, dal respiro internazionale. Il Tradizionale Galà di Natale dell’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari – in cui l’ANPEF festeggia e premia gli autori delle buone azioni sociali e con loro progetta le battaglie future, gli ‘orizzonti impossibili’ da rendere invece vicini, alla portata – quest’anno si arricchisce di presenze illustri e profondamente significative del panorama Nazionale ma anche Mondiale.
Organizzata assieme all’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, con il patrocinio della San Remo Musica Classic, la collaborazione dell’Associazione Nonne e Nonni Penalizzati dalle Separazioni, dalla Maison Des Artistes ed il sostegno della BCC, la serata rappresenterà un momento di Festa, Spettacolo, ma anche di incontro e confronto tra molteplici realtà, Persone e Personalità che condividono un elemento comune: l’avere particolarmente a cuore i Diritti Umani Negati, i Diritti delle Famiglie e dei Bambini, per i quali lottare ogni giorno.
 
Quasi impossibile elencare tutti gli illustri presenti: certamente la Presidente, Prof.ssa Vincenza Palmieri, tutto lo staff dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e con loro i docenti, i collaboratori, i Pedagogisti Familiari, gli amici di sempre e tutte le figure professionali di valore che rendono l’offerta – formativa e d’aiuto – dell’Istituto ricca, variegata, completa, attuale: sempre in grado di precorrere i tempi.
 
Pregiatissimo l’intervento dell’Ambasciatore dell’Ecuador – Juan Fernando Holguin – e della rappresentanza diplomatica ecuadoriana in Italia, che ha avuto il merito di portare all’attenzione Nazionale ed Internazionale le problematiche in cui incorrono le famiglie a cui vengono sottratti i Minori e che riceverà, per questo, un Riconoscimento Speciale. Ha dichiarato, a tale proposito, lo stesso Ambasciatore: “Apprendo tale notizia con gioia. Quello da parte dell’Associazione Nazionale Pedagogisti Familiari è un riconoscimento importante, perché conferito da Professionisti che ogni giorno lavorano e combattono per i Diritti delle Famiglie e dei Minori. Il Governo dell’Ecuador, che ha particolarmente a cuore questa battaglia di Umanità e Civiltà, non cesserà il proprio impegno in tal senso, fino a che tutte le Istituzioni non saranno intervenute e fino a che anche un solo bambino rischierà di essere allontanato ingiustamente dalla propria famiglia”.
 
Assieme alla rappresentanza dell’Ecuador, quella di molti altri Rappresentanti delle Istituzioni nazionali – come la Sen. Rosetta Enza Blundo – ed esteri a testimonianza di un’asse importante e di una amicizia strettissima tra Paesi, uniti dal comune impegno a favore dei Diritti Umani. Il tutto suffragato dalla presenza graditissima della stampa.
 
Presenza eccezionale, che onora la serata con la voce della Città che rappresenta, Salvatore Adduce, Sindaco di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, anch’esso destinatario di un Riconoscimento Speciale, che ha dichiarato: “Sono onoratissimo dell’invito e di questo riconoscimento che interpreto in favore di una Città che ha raggiunto un risultato così significativo, al quale abbiamo lavorato tutti con grande impegno. Il dossier di candidatura riserva una parte molto significativa ai temi sociali, che rappresentano il cuore del programma. L’azione su cui puntiamo è quella di rendere i cittadini consapevoli della propria responsabilità e costruire con la forza dell’Amministrazione Pubblica una risposta più strutturata alle emergenze sociali. Mentre organizzavamo Matera 2019, nonostante le difficoltà dovute al momento storico, abbiamo curato i Servizi, senza arretrare. E’ per questo che siamo molto interessati al lavoro dell’ANPEF, che ci può dare grandi indicazioni su molti fronti. Primo tra tutti quello della ‘Salute mentale’ dove ci troviamo in profonda sintonia con l’azione dell’Associazione e dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare.
 
L’occasione sarà dedicata, pertanto, anche alla consegna del prestigioso Premio in Pedagogia Familiare, che ogni anno testimonia l’impegno particolare di figure che si sono distinte nell’azione quotidiana in favore dei Diritti Umani, delle Famiglie e dei Bambini. Figure professionali ma anche semplici cittadini, associazioni, genitori, nonni che ogni giorno combattono la propria battaglia con coraggio, forza, pazienza, creatività, amore.
 
E spazio, ovviamente, a tutti i Progetti e Programmi che anche in questo 2014 hanno raggiunto risultati eccellenti, oltre ogni aspettativa: tra cui il Programma “Mai più un Bambino” – sottoscritto da moltissime Amministrazioni Comunali, a testimonianza del quale saranno presenti i Sindaci che hanno aderito con Delibera – “Noi siamo amici di Thomas”, “Troppi per essere vero”, “La musica cambia”, “La stanza dei Nonni”, “Vivere senza Psicofarmaci” e molti altri.
 
Testimonial d’eccezione Daniele Masala, Campione Olimpico di Pentatlon. “Sono davvero contento che si sia pensato a me. Sono una ‘voce fuori dal coro’, vengo da un ambiente particolare – quello dello Sport. Sicuramente per me l’impegno sociale è fondamentale: se questo strano mondo parallelo, che vive nella bambagia, può dare un contributo, ne sono felice. Le situazioni vanno contaminate: spero di poter portare anche in questo ambito la Fiaccola Olimpica”.
 
Spazio, dunque, a chi ce l’ha fatta e porterà la propria testimonianza, spazio per i progetti in essere e per le soddisfazioni da raccogliere – come quella per i numerosi progetti letterari portati a termine con successo nel 2014 – ma spazio anche all’immediato futuro, con la Presentazione in anteprima di un volume eccezionale “Papà…portami via da qui” (Armando editore) scritto dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri e dall’Avv. Francesco Miraglia con prefazione di Federica Sciarelli, postfazione dell’Avv. Francesco Morcavallo e con il contributo del Giornalista Vittorio Bonanni, dedicato alla storia di Anna Giulia, una bambina sottratta alla propria famiglia, ai propri genitori. La storia di una singola bambina, certo, ma anche di tutti quei bambini ingiustamente allontanati dagli affetti più cari.
 
Momenti di spettacolo animeranno una serata ricca e briosa, presentata dalla Conduttrice Televisiva Monia Gambarotto e commentata dalla Conduttrice Radiofonica Valeria Biotti: l’esibizione della cantante Ally, nota per aver rappresentato l’Italia in kermesse internazionali, il trio acustico “Quei Tre”, che proporrà rivisitazioni di numerosi pezzi conosciuti, la presenza dell’attore Rodolfo Baldini e del traduttore LIS Thomas Bhuling.
E Arte, con un quadro di Sabrina di Giacomo che sarà aggiudicato tra i presenti che avranno sostenuto le numerose cause per cui si battono i Pedagogisti Familiari tramite l’acquisto dei biglietti di una vera e propria lotteria.
 
Una serata densa di contenuti e d’incontri, di arte, musica, soddisfazione e progetti. Per affermare ancora una volta che “Per cambiare il vento, bisogna soffiare forte, non bisogna fermarsi mai e non si può essere soli” – (Vincenza Palmieri)
 
 
 
 
 
 
 

L’avv. Francesco Miraglia, l’Inpef e Sanremo Musica Classic ….. parole e suoni per “il più debole”

 
“il più debole “ sarà la parola chiave della conferenza stampa che si terrà il 10 Dicembre a Bologna presso il Circolo Il Fossolo alle ore 11:00 , ancora una volta Inpef insieme alla Sanremo Musica Classic ha tessuto una nuova rete , quella delle note musicali , ancora una volta la musica come linguaggio universale.
INPEF e la Pedagogia Familiare
una rete di strumenti e processi volti a migliorare la qualità del primo microcosmo sociale e dei suoi componenti intesi come singoli , come diade o come gruppo. Inpef presieduta dalla Dott.ssa Vincenza Palmieri attraverso anche la stesura di libri quali : I Malamente , Didattica molto speciale, Mai più un bambino , a misura di bambine e bambini … affronta temi quali il Diritto alla famiglia, la violenza domestica , le case famiglia , vivere senza psicofarmaci ecc… non ultima la costituzione di un gruppo di lavoro a tutela dei Diritti Umani e dei Diritti dei Minori Ecuadoriani in Italia .Nei giorni scorsi infatti è stata siglata una collaborazione tra Inpef e l’Ambasciata dell’Ecuador in Italia. Prossima uscita letteraria “Papà…portami via di qui !” di Vincenza Palmieri e Francesco Miraglia.
Sanremo Musica Classic
“ L’importanza dei nostri progetti e delle nostre collaborazioni stà nel creare una rete territoriale che sia di supporto alle famiglie per riaffermare quell’identità sociale che abbiamo smarrito o forse che è stata contaminata da vari eventi ,dalla vita frenetica , dall’integrazione non correttamente supportata ecc… ancora una volta attraverso la musica vogliamo affrontare un tema purtroppo sempre più frequente , il bullismo e la cultura della violenza , dell’incapacità di tollerare il diverso ,generando un disagio psicosociale che si allarga come una macchia d’olio. Questo progetto che chiameremo “noi siamo amici di Thomas” ha una progettualità di prospettiva , si perché rimarrà tangibile e concreto nel tempo “ afferma Monia Gambarotto Dir. Art. SMC
INPEF e Sanremo Musica Classic “il più debole
Ally giovane artista emergente della musica italiana , unica italiana a rappresentare l’Italia al festival della canzone internazionale 2014 di Viña del Mar in Cile: gracile, graziosa con una voce potente e un’ anima pop, cantautrice del brano “Il più debole”, che diventerà l’inno delle battaglie di Inpef e Sanremo.
Monia Gambarotto: eravamo li seduti in sala incisione io e il Presidente della SMC , Ally ci chiese di ascoltate una canzone …siamo rimasti muti a guardarci , eravamo rapiti parola dopo parola , chiamai Vincenza (Pr. Inpef) e le dissi che avevo trovato la voce delle nostre battaglie
Ally: “ la mia esperienza mi ha avvicinato molto a problematiche di questo tipo, quindi è un grande onore essere scelta per rappresentare questa battaglia con un brano che vuole dare forza e voce ai più deboli”
La Sanremo Musica Classic con AKY Records stanzieranno dei fondi , a Febbraio uscirà un CD con 6 brani inediti con la collaborazione di Ally , Marco Baroni , Danilo Sacco ……. , i brani saranno quelle voci soffocate, quelle urla silenziose di aiuto per abbattere il muro di omertà , Agesci l’associazione internazionale degli scout sarà parte integrante del progetto insieme ad Inpef.
Ally d’accordo con la sua casa discografica (DIY Italia) e il suo produttore Lorenzo Confetta ha deciso di aderire a questa proposta, rinunciando a qualsiasi tipo di royalties del brano “Il più debole”, pur facendo parte dell’album “Italopop”, visto che sia Ally che la DIY Italia, sono da sempre attenti ai messaggi sociali.
Saranno presenti alla conferenza :
Proff.ssa Vincenza Palmieri : Presidente e fondatrice dell’Istituto Nzionale di Pedagogia Familiare , Consulente Tecnico di Parte – Psicologo , Membro ISPCAN , docente Università degli Studi di Basilicata…..
Francesco Miraglia : Cassazionista – Penalista , esperto di Diritto di Famiglia e Diritto Minorile , giornalista pubblicista , mediatore familiare , esperto in criminologia ed intelligence dell’investigazione …….
Dante Manzi : Presidente della Sanremo Musica Classic e fondatore della Sanremo Academy e del Festival degli Autori , Commercialista e Consulente del Lavoro ….
Monia Gambarotto : Dir. Artistico della Sanremo Musica Classic , Premio Pedagogia Familiare 2013 , Ambasciatrice dei Diritti Umani per Gioventù dei Diritti Umani , presentatrice televisiva…..
Achilli Roberto : Discografico e titolare della AKY Records …
Ally : giovane cantante reggiana, è diplomata in Tecnico dei Servizi Sociali e ha operato professionalmente e attivamente nel sociale, come volontaria del soccorso in Croce Rossa, ha fatto servizio civile volontario… , sarà accompagnata dal produttore Lorenzo Confetta .
Interverranno altri esperti del settore musicale e sociale .
Ringraziamo il Comitato Direttivo del Circolo IL FOSSOLO per la preziosa collaborazione e disponibilità nell’ospitare la Conferenza Stampa .
Circolo IL FOSSOLO Via Felsina n. 52 Bologna uscita tangenziale n. 11Bis
INPEF
– “MAI PIÙ UN BAMBINO”, che ha visto l’adesione di numerosi Comuni italiani, ed è stato il filo conduttore di attività istituzionali e di rete in favore di bambini abusati e sottratti ingiustamente alle famiglie.
– “VIVERE SENZA PSICOFARMACI®” che, anche quest’anno, ha salvato centinaia di giovani, di bambini e di adulti, da un imbuto senza speranza: l’abuso di psicofarmaci e trattamenti invasivi, inappropriati, inopportuni. La testimonianza dei ragazzi che ce l’hanno fatta, costituirà un emozionante momento di condivisione, verso una vita sana, per tutti.