I diritti non appartengono ai perfetti. Appartengono alle persone
“Diritti per Brotti”: quando arte e diritto si incontrano per parlare di diversità, fragilità, dignità e inclusione.
( 27 Roma 2026) I diritti non appartengono ai perfetti. Appartengono alle persone.
È da questa convinzione che nasce il mio coinvolgimento nel progetto “Diritti per Brotti”, un’iniziativa che unisce linguaggi apparentemente lontani – arte, comunicazione e diritto – per affrontare un tema che riguarda tutti noi: il diritto di essere riconosciuti e rispettati nella propria diversità.
Il progetto nasce dall’esperienza di “Brotti”, opera multimediale ideata da Davide Santi e capace di utilizzare un linguaggio immediato, ironico e provocatorio per raccontare fragilità, diversità e imperfezione. Un’esperienza che ha saputo raggiungere attraverso i social un pubblico molto ampio e che oggi incontra il mondo dei diritti.
Da questo incontro nasce “Diritti per Brotti”, con il contributo di Davide Santi, Manuela Zero, Daniela Vita e del sottoscritto: professionalità ed esperienze differenti unite dalla volontà di portare al centro del dibattito la persona e la sua dignità.
“Brotti” parla di personaggi “brutti e rotti”. Ma dietro questa definizione volutamente provocatoria si nasconde una domanda molto più seria: chi stabilisce che cosa sia normale?
E soprattutto: cosa accade quando essere diversi significa avere meno opportunità, essere esclusi, discriminati o semplicemente considerati meno degli altri?
È precisamente in quel momento che l’arte incontra il diritto.
L’arte può provocare, emozionare e costringerci a guardare ciò che spesso preferiamo non vedere. Il diritto deve garantire che quella diversità non possa mai trasformarsi nella negazione di un diritto.
La nostra Costituzione afferma la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge e attribuisce alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano concretamente la libertà e l’eguaglianza delle persone.
Non basta, quindi, dichiarare che siamo tutti uguali. Occorre creare le condizioni perché possiamo esserlo realmente.
Nella scuola, nel lavoro, nell’accesso alla giustizia, nell’assistenza, nelle relazioni sociali e nella possibilità di costruire liberamente il proprio futuro.
È soprattutto davanti alla fragilità che possiamo misurare la qualità di una società e del suo sistema di diritti.
La civiltà giuridica si misura anche dalla capacità di tutelare chi rischia di non avere abbastanza voce per pretendere il rispetto dei propri diritti.
Ed è qui che, a mio avviso, “Diritti per Brotti” può assumere un significato che va oltre il progetto artistico.
Viviamo in una società nella quale social network, comunicazione e nuove tecnologie propongono continuamente modelli di bellezza, successo, efficienza e perfezione. Persino l’immagine di noi stessi può essere modificata fino a renderla diversa dalla realtà.
Ma una società che considera l’imperfezione qualcosa da nascondere rischia progressivamente di considerare la diversità qualcosa da correggere.
È un rischio culturale prima ancora che giuridico.
Una persona non deve dimostrare di essere abbastanza bella, abbastanza produttiva, abbastanza autonoma o abbastanza “normale” per meritare rispetto.
La dignità non si conquista. Appartiene alla persona.
Per questo credo nel progetto “Diritti per Brotti”: perché utilizza un linguaggio diverso per affermare un principio che il diritto dovrebbe sempre ricordare.
Una legge può riconoscere un diritto. Una sentenza può tutelarlo. Un avvocato può battersi perché venga rispettato.
Ma per cambiare veramente una società dobbiamo anche cambiare il modo in cui guardiamo le persone.
Questo è, per me, il significato più profondo di “Diritti per Brotti”: trasformare la diversità da elemento di esclusione a occasione per parlare di dignità, libertà e diritti.
E allora la domanda che il progetto ci pone riguarda tutti:
siamo davvero capaci di riconoscere la stessa dignità a chi è diverso da noi?
Perché non dobbiamo essere perfetti per avere gli stessi diritti.
Dobbiamo semplicemente essere persone.

