Roma, riabbracciano i genitori, dopo un trascorso di violenze presso una casa famiglia

Roma, riabbracciano i genitori, dopo un trascorso di violenze presso una casa famiglia

Roma 223Dicembre 2021 , era il 15 Settembre, quando apprendevamo la notizia di una bambina 12enne rinchiusa in casa famiglia, vittima di abuso sessuale da parte di un altro ospite della stessa struttura, e delle discutibili dichiarazioni della Tutrice che  aveva sostenuto che tale violenza fosse piaciuta alla minore, un fatto gravissimo che fa emergere l’inadeguatezza di certe figure professionali, che invece di tutelare i bambini sono spesso causa di ulteriore violenza.

“Oggi per questa bambina e per il fratellino, anch’esso allontanato dalla famiglia, è finito il calvario – dichiara l’Avvocato Miraglia – finalmente potranno riabbracciare la loro mamma, trascorrendo a settimane alterne, il loro tempo presso la dimora dei genitori”.

L’aspetto più grave della vicenda non è solo ciò che la ragazzina ha subito in comunità, ma di pari gravità sono le dichiarazioni fatte dalla Tutrice in udienza, secondo la quale non poteva sussistere abuso sessuale ai danni della ragazzina, usando parole come consenziente, e addirittura che le sarebbe anche piaciuto.

Pericolosissime le affermazioni di questa tutrice, che calpestano la dignità di una bambina abusata, riferite davanti ai Giudici, che facendo finta di niente, sono andati addirittura oltre.

La stessa Tutrice, oltre a pronunciare tali abomini, si è resa pure protagonista  di iniziative arbitrarie e pregiudizievoli a danno dei due bambini, attuando malsane strategie, per compromettere il rapporto madre/figli.

Conclude l’Avvocato Miraglia :”ho già ricevuto mandato per agire giudizialmente, in merito agli immani danni e le laceranti sofferenze, causate dal comportamento della Tutrice stessa”.

Nel frattempo il Tribunale di Roma, ha provveduto finalmente anche alla revoca della Tutrice, che risulta avere a carico altre denunce, per i reati di abuso d’ufficio e maltrattamenti.

“Non possiamo infatti non sottolineare” aggiunge la Prof.ssa Vincenza Palmieri, Consulente Tecnico della mamma “come in questa filiera si siano avvicendati ed intrecciati fra loro, una serie di figure che hanno pensato più alla propria tutela, che al bene dei bambini, che avevano invece richiesto, in tutti i modi di ritornare con la propria mamma, dopo un vissuto di violenze e di distacco forzato da lei, che aveva avuto il coraggio di denunciare le violenze subite”.

Conclude la Prof.ssa Vincenza Palmieri : “Andrebbe attentamente valutata la formazione, le competenze e le qualità morali ed etiche, di queste figure, se i bambini vengono tenuti lontani da un genitore, ritenuto non idoneo, allo stesso modo, dovrebbe essere dimostrata l’IDONEITA’ di (certe) Tutrici ed Operatori vari. Questa è una storia emblematica per sordità, abusi, ed inidoneità istituzionale”.

Rimane il rammarico nell’apprendere che esistano Tutrici, designate dai Tribunali che minimizzano una vicenda come questa, affermando addirittura che una bambina di 12 anni, dopo aver confidato l’abuso sessuale subito, venga etichettata come “consenziente”, un comportamento che ci desta molte preoccupazioni e come cittadini e come genitori, augurandoci che l’incompetenza altrui, e la sessualizzazione dei minori sia un caso isolato, e che non abbia più a ripetersi.

Siamo felici di apprendere che questi due bambini, possano finalmente vivere dignitosamente, accanto alla loro famiglia, senza che questo diritto, gli venga tolto.

E sì perché all’epoca dei fatti, alla madre, dopo aver appreso la notizia dell’abuso subito dalla figlia, sono stati sospesi gli incontri, e noi possiamo solo immaginare che ennesimo trauma possa aver subito questa minore, accerchiata addirittura dal resto degli ospiti della struttura che l’additavano come “infame” o “spia”, perché aveva rivelato l’abuso subito.

Questo ci fa capire che tipo di mentalità anomala e pericolosa, si viene a sviluppare in certi contesti, come le case famiglia, e che i bambini insieme alla loro famiglia, dovrebbero essere aiutati concretamente nel loro ambiente naturale, LA FAMIGLIA APPUNTO.

Ci auguriamo inoltre che tutrici come quella resasi protagonista di questo scempio, vengano dirottate verso altri ruoli, che non prevedano la tutela dei minori, vista la scarsissima propensione ed attitudine dimostrata.

Terremo i riflettori puntati su questa faccenda, per assicurarci che gli opportuni provvedimenti a carico di questa individua siano attuati, al fine di tutelare altri minori, e le loro famiglie, che non meritano tale inadeguatezza.

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