Verona, bambini allontanati per questione di genere: l’assessore dovrebbe leggere le carte prima di intervenire

Verona, bambini allontanati per questione di genere: l’assessore dovrebbe leggere le carte prima di intervenire

Avvocato Miraglia: «L’assessore Maellare legga le carte»

(VERONA, 7 Agosto 2021). Nella questione dei bambini che i Servizi sociali di Verona hanno allontanato dai genitori per questione di “genere”, in realtà è proprio la relazione degli operatori che indica a mamma e papà di non far usare alla bambina giochi maschili. Smentendo così le affermazioni rilasciate dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Daniela Maellare, secondo la quale ritenere che l’allontanamento sia stato generato da una questione di genere suonerebbe come un’offesa all’intelligenza degli assistenti sociali e dei giudici del Tribunale minorile». Purtroppo basta leggere le relazioni e si evince che è tutto vero, nero su bianco: gli operatori apprezzano che chi si sta prendendo cura dei ragazzi, che vivono in una comunità, li stia educando differenziando loro i giocattoli.

«Lungi dal voler polemizzare con l’assessore Maellare» dichiara l’avvocato Miraglia, che assiste i genitori, «probabilmente in questo periodo di ferie ha avuto poco tempo per leggere le relazioni. La invitiamo pertanto a prendere visione delle relazioni, poiché sarebbe grave che un amministratore, chiamato a rappresentare i cittadini, in particolare i più fragili, non conosca l’argomento e i provvedimenti assunti».

«Va condivisa e rispettata l’inclinazione individuale dei bambini nella libera espressione ludico-ricreativa» riporta testualmente la relazione degli operatori sociali «attraverso l’utilizzo di giochi adatti per età e per ruolo di genere (maschile e femminile), che i bambini stanno acquisendo dai caregivers nel contesto comunitario. Motivo per il quale l’indicazione data ai genitori è stata quella di non far utilizzare alla bambina giochi prettamente maschili».

«Invitiamo quindi l’assessore a chiedere spiegazioni a chi ha firmato le relazioni» prosegue l’avvocato Miraglia «e auspichiamo che il Tribunale per i minorenni di Venezia consideri questa relazione carta straccia. Quanto poi al fatto che l’assessore riferisce che i bambini siano sereni, ci permettiamo di obiettare: una bambina, che in comunità ha subito molestie sessuali, come potrebbe stare bene?».