Bari: coppia minacciata dai servizi sociali

Bari: coppia minacciata dai servizi sociali

Potranno riavere finalmente il loro bimbo
BARI (20 luglio 2018). Non è mai stato con la sua mamma e il suo papà, perché il Tribunale dei minorenni di Bari lo ha sottratto ai genitori quando aveva appena quindici giorni di vita. E’ vissuto in comunità e con una famiglia affidataria, ma adesso finalmente un bimbo di 4 anni potrà vivere con i suoi genitori. Questo nonostante la famiglia avesse avuto contro gli stessi Servizi sociali che dovevano invece sostenerla. Anzi, gli operatori sociali avevano persino intimato alla coppia di cambiare avvocato e di sceglierne uno di concerto con loro. Questo perché il legale, l’avvocato Francesco Miraglia, aveva denunciato alcune irregolarità e pregiudizi commessi da alcuni operatori sociali baresi nella gestione di questa vicenda. Altrimenti – avevano detto ai genitori – se non avessero cambiato avvocato, il giudice, che faceva quanto loro suggerivano, non avrebbe fatto più rivedere e riavere il loro piccino. Affermazioni gravissime. «Alla fine abbiamo ottenuto una perizia imparziale» commenta l’avvocato Miraglia, «che ha dimostrato come i genitori di questo bambino siano ormai in grado di prendersi cura di lui, con responsabilità e affetto. Sulla base di questa perizia il tribunale ha stabilito che il bambino possa finalmente abitare con i suoi genitori, che finora ha visto solo in maniera saltuaria. Certo, i genitori dovranno seguire un percorso, ma questo – ha stabilito sempre il tribunale – non dovrà essere invasivo o punitivo, ma di accompagnamento e sostegno. Nulla a che vedere con le vergognose minacce e intimidazioni ricevute dagli operatori sociali. Il tribunale dei minorenni di Bari ha operato sulla base di prove certe e valutazioni verificate, senza lasciarsi influenzare dalle opinioni e dagli umori di qualche operatore. E le prove hanno dimostrato senza alcun dubbio che i miei assistiti, questi due genitori, erano adatti ad occuparsi del loro figlio e hanno atteso fin troppi anni per poter essere una famiglia».
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